Corraini, le sue radici e un nuovo bookshop

Un archivio disordinato cela spesso tesori. Porta con sé il fascino voyeuristico della scoperta, dell’aprire buste e scatole impolverate e del trovarsi tra le mani carte sciolte, embrioni di progetti, oggetti che rimandano – senza il filtro della storia scritta – a un tempo altro, quello delle origini. Un archivio conserva la memoria, è la radice dell’identità. Corraini mette in mostra Corraini. Mentre durante l’art week torinese ha presentato il suo nuovo bookshop alla Pinacoteca Agnelli.

Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio... - veduta della mostra presso la Galleria Corraini, Mantova 2013

Quando si tratta di svelare quarant’anni di storia di una “impresa” presentata come un’“officina editoriale di ricerca e sperimentazione”, il gioco si fa irresistibilmente intrigante. L’archivio a cui ci riferiamo è quello di Corraini, il laboratorio di creatività che è anche casa editrice nata a Mantova, una cittadina ai margini dei grandi percorsi, quasi roccaforte difesa dalle acque e da San Giorgio. Fondata nei primi Anni Settanta come Galleria d’Arte Contemporanea da Maurizio e Marzia Corraini, fin dalle origini il timone è stato puntato con ostinazione ed entusiasmo nella direzione della fantasia e del design, e di un legame indissolubile con gli artisti.
Non a caso, fin dal 1980, Bruno Munari ha scelto in esclusiva Corraini per creare insieme progetti che ancora oggi incantano bambini più o meno cresciuti, progetti che sono diventati capisaldi dell’arte e dell’editoria, del design e della grafica. Come dimenticare il Libro illeggibile, Disegnare un albero, le geniali Forchette parlanti? Pezzi esposti fino al 24 novembre in galleria, nella mostra Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio…, ma anche pezzi di cuore: “Per ultimo, sulla rivista ‘Domus’ di questo mese c’è un mio articolo di otto pagine sulle scuole di design che cominciano dall’asilo”, scrive Munari nel 1974 a Marzia Corraini, che gli aveva chiesto informazioni per la sua tesi. Poche parole che racchiudono un’intera poetica.

Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio... - veduta della mostra presso la Galleria Corraini, Mantova 2013
Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio… – veduta della mostra presso la Galleria Corraini, Mantova 2013

A partire dall’inizio degli Anni Ottanta, senza mai sciogliere l’impegno verso l’allestimento di mostre, si è avviata una costante produzione editoriale che, dalle prime piccole incisioni in vendita, arriva fino al neonato Coffee Break di Massimiliano Tappari; mentre la distribuzione, iniziata dagli amici che frequentavano la galleria, ora è mondiale.
Gli assaggi esposti sulle pareti, sui tavoli e nelle vetrine – la scelta dei materiali è stata affidata coralmente a tutti i collaboratori, vecchi e nuovi, della casa editrice – fanno solo intuire un prezioso patrimonio di opere d’arte e manoscritti, di disegni e lettere, di oggetti e ricordi. Ed ecco che, ancora tramite il canale del cuore, tra gli originali di Mauro Staccioli e Achille Perilli spunta orgogliosamente il primo pass espositori per Artefiera. Nelle altre stanze troviamo le tracce dei nomi di quasi tutti gli artisti dell’Arte Povera e non solo, da Ceroli a Pistoletto e Castellani, da Fausto Gilberti a Enzo Mari, ognuno partecipe e protagonista di mostre e di libri.

Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio... - veduta della mostra presso la Galleria Corraini, Mantova 2013
Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio… – veduta della mostra presso la Galleria Corraini, Mantova 2013

Ogni pezzo di questa collezione non permanente si trova precisamente all’intersezione dei contributi di tutti coloro che hanno lavorato alla sua creazione”. E siccome un archivio non si può mai esporre nella sua interezza, la mostra ha un carattere dinamico: una parete sarà continuamente riallestita con diversi materiali e con, a lato, la fotocronologia delle opere allestite nel corso delle settimane. È Pietro Corraini ad accompagnarci nelle sale dove si aggirano editor e grafici e che ci racconta della “passione per il libro come opera d’arte, mentre negli ultimi anni ci si è spostati più verso un’attenzione al progetto artistico”. Lo sguardo è carico di emozione per quelle creature nate dall’entusiasmo e dalla tenacia. Non si sbilancia quando gli chiediamo del prossimo sogno che si sta per realizzare, il libro di Giosetta Fioroni; indica solamente le splendide buste che l’artista riempie e illustra per mandarle a suo padre, in uno scambio di intenti e complicità.

Marta Santacatterina

Mantova // fino al 24 novembre 2013
Itinerari, incontri, incroci, invenzioni. Forse un archivio…
GALLERIA CORRAINI
Via Ippolito Nievo 7a
http://www.corraini.com/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #15

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.