Trent’anni di Superstudio

Dal mondo dell’editoria all’arte contemporanea, Flavio Lucchini racconta i trent’anni di Superstudio 13, fondato insieme a Gisella Borioli e diretto da Danilo Pasqua. Luogo “iconico”, amato e apprezzato dal mondo dell’arte e della moda, celebra la sua festa dal 13 al 15 dicembre con una importante mostra.

Flavio Lucchini tra i suoi White Totem - photo Oliviero Toscani

Trent’anni sono trascorsi dalla fondazione di Superstudio13. Vogliamo ripercorrere questa storia nata nel 1983?
Sono sempre stato un fautore della foto costruita in studio. Sono stato un grande estimatore di Man Ray, che ho conosciuto nel suo studio a Parigi, la sua straordinaria ricerca mi ha incantato e influenzato. Apprezzo la foto che valorizza la cultura e la fantasia dell’artista-fotografo, la capacità di utilizzare la luce e la tecnica per creare immagini uniche su un semplice fondale. Da art director ed editore di sofisticate riviste di moda, ho pensato che mettere a disposizione dei fotografi di moda degli studi perfetti, sempre aggiornati con le nuove tecnologie, spesso costose e facilmente superate, a volte inarrivabili per i singoli professionisti, fosse il massimo per attirare grandi fotografi e giovani desiderosi di esprimersi al meglio. Partivo favorito perché come art director di Vogue avevo collaborato con tutti i più famosi e volevo nello stesso tempo poter far crescere i giovani di qualità.

Chi sono stati i protagonisti di questa avventura?
I protagonisti della foto di moda di allora (ma anche adesso), maestri americani e francesi, da Irving Penn a Peter Knapp, all’apice del successo anche direttore artistico di Elle, e tutti gli altri grandi, da Helmut Newton a David Bailey, che sono arrivati al Superstudio e ne hanno diffuso le potenzialità. Ma il mio vero scopo era valorizzare e favorire i giovani italiani di talento, che facevo lavorare nelle mie testate, da Toscani a Ferri a Gastel a molti altri che, da assistenti, sono poi diventati bravissimi professionisti.

E quali i momenti che la storia – non solo quella dello spazio – dovrebbe conservare?
Sono talmente tanti che è impossibile scegliere. Ci sono state emozioni grandissime ogni volta che dalla porta di Superstudio sono entrate le grandi star della fotografia, della moda, del cinema, dell’arte, dello sport, chiamati a “posare” in quello che, a Milano, è  stato fin dall’inizio il tempio della fotografia professionale. Davanti a ritratti o campagne pubblicitarie di incredibile fascino ho potuto constatare che la mia intuizione, e anche il rischio, di aprire grandi studi attrezzati per la moda è stata fondamentale per far crescere insieme fotografi, scenografi, art director, pubblicitari, stylist e creativi in genere. Ho sempre pensato che la fotografia fosse una forma d’arte e che bastasse uno studio per dar corpo ai sogni e far nascere immagini straordinarie con il contributo di tutti.

Flavio Lucchini
Flavio Lucchini

Superstudio ha avuto un ruolo fondamentale in quella che è stata la qualificazione o riqualificazione urbana di zona Tortona. Come è cambiato lo scenario dal vostro arrivo a oggi?
Ricordo l’arrivo trent’anni fa delle prime fotomodelle, che attraversavano le vie percorse abitualmente dagli operai che ancora lavoravano nelle fabbriche della zona. La loro presenza è stata il sintomo più evidente che qualcosa stava cambiando. Poi case di  moda, agenzie, laboratori e scuole hanno messo radici. Tutto questo ha dato vita a  ristoranti, hotel, negozi e spazi per eventi, a dire il vero sviluppatisi dopo che abbiamo “inventato”, dentro quella che era la General Electric, il centro polivalente Superstudio Più, aprendo la zona anche a questa attività. Questo ha permesso di sviluppare anche le grandi esposizioni di design e il FuoriSalone.

Moltissimi sono gli artisti, i fotografi, i musicisti, gli stilisti, i personaggi del mondo dello spettacolo che dal 1983 a oggi hanno lavorato a Superstudio 13: perché vengono qui?
Perché, nonostante i tanti studi nuovi aperti negli anni, resta il primo, il più grande, il più professionale, con una storia lunga trent’anni. Chi lavora al Superstudio “respira” passato e presente.

A suo parere Milano conserva ancora quella centralità nel mondo della moda che tutti le hanno sempre riconosciuto?
Milano “deve” conservare, non solo nella moda ma anche nel design, quella sua reale centralità che i mezzi di comunicazione forti sanno amplificare e diffondere nel mondo. Non dobbiamo sottovalutare l’apporto fondamentale delle piccole e medie imprese creative che da tutta Italia convergono su Milano, dove trovano organizzazioni commerciali, editori, servizi, professionisti con collegamenti internazionali che contribuiscono a creare e supportare la loro immagine nel mondo, a dar forma a quel particolare “gusto” italiano che tutti apprezzano.

Temporary Museum for New Design - Superstudio, Milano
Temporary Museum for New Design – Superstudio, Milano

Chi è oggi Flavio Lucchini e quali sono i suoi progetti?
Nel cuore sono sempre un art director, anche se negli ultimi vent’anni mi sono dedicato all’arte. Felice di essere stato protagonista di questa magnifica avventura cominciata con Amica nel ’61 e continuata fino ad oggi con l’entusiasmo di un trentenne , dopo aver creato Vogue Italia nel ’64, Donna nell’’80 e tanti altri giornali, e poi i “Superstudi”, un modo per poter dare spazio alla moda e altre passioni. Sono orgoglioso di aver conosciuto e collaborato con tanti nomi mitici della moda, fin dai loro esordi, da Saint-Laurent a Giorgio Armani a Gianni Versace. Il loro successo ha arricchito la mia vita perché, come me, sono partiti dal niente.
I miei progetti? Ogni progetto deve avere davanti a sé almeno cinque, dieci anni per potersi sviluppare e concretizzare. Ne ho appena compiuti 85, devo limitarmi a sognare e a osservare come crescono i semi che ho seminato, attorno a me. Voglio però ricordare che in realtà non esiste un tempo prefissato per realizzare i progetti. La vita mi ha insegnato che il tempo giusto è quello in cui credi e nell’energia che senti per poterlo fare. Un po’ di fortuna, poi, aiuta.

Santa Nastro

Milano // dal 12 al 15 dicembre 2013
Inaugurazione giovedì 12 dicembre ore 18 – dj set alle 20
dal 13 al 15 dicembre ore 12-20.00
venerdì 13 e sabato 14 dicembre dj set alle 20
ingresso libero

Già trent’anni. Superstudio 13
SUPERSTUDIO 13
Via Forcella 13
www.superstudiogroup.com

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.