La nuova fiera torinese Flashback si racconta

Torino, secondo weekend di novembre. Quest’anno, in barba alla crisi – o forse proprio “grazie” a essa – il numero di fiere si moltiplica. Ad accompagnare Artissima, una serie di appuntamenti particolarmente nutrita. C’è, ad esempio, l’esordio della fiera Flashback. E noi ne abbiamo parlato con le fondatrici e direttrici, Ginevra Pucci e Stefania Poddighe.

La Promotrice delle Belle Arti, a Torino

Iniziamo dal principio: chi siete? Da dove provenite professionalmente parlando?
Ginevra Pucci e Stefania Poddighe: Siamo due giovani donne legate da un palindromo 34-43, la nostra età, due sognatrici, due persone che credono fermamente nel valore delle idee e nel loro nuovo progetto, Flashback, grazie al quale oggi siamo anche… due imprenditrici. Siamo professioniste con una lunga e solida esperienza ai massimi livelli nei settori dell’arts management e del marketing culturale, sia in ambito fieristico che in quello degli eventi d’arte. Abbiamo collaborato all’ideazione e alla realizzazione di importanti manifestazioni di arte antica e arte contemporanea e grazie a questa nostra esperienza trasversale abbiamo concepito Flashback. L’Arte è tutta contemporanea.

Sulla vostra homepage campeggia una citazione da Sant’Agostino: “Non ci sono, propriamente parlando, tre Tempi, il passato, il presente, il futuro, ma soltanto tre presenti: il presente del passato, il presente del presente e il presente del futuro”. Per scendere un poco di livello, Sgarbi dice che tutto il presente è contemporaneo. Insomma, qual è la filosofia della storia che sta dietro a Flashback?
Ginevra Pucci: La manifestazione s’ispira a un’affermazione del grande ed eccentrico artista, ora scomparso, Gino De Dominicis, secondo il quale non vi è distinzione tra un’opera d’arte antica e una d’arte contemporanea, perché ciò che importa è l’opera stessa e il rapporto tra questa e il suo fruitore, che è, per definizione, sempre presente. Il nostro progetto non parla di crossing tra le arti, di arte antica “accanto” all’arte contemporanea, ma propone un nuovo modello di fruizione che insiste sul rapporto esclusivo tra l’opera e chi la guarda.
Tutti i pensatori, filosofi, scienziati si sono posti il problema del tempo: assoluto o meramente relazionale? L’enigma del tempo sarà uno degli argomenti trattati nel nostro programma di incontri durante la fiera.
Stefania Poddighe: … i grandi classici sono viventi e attuali quanto le forme più estreme della contemporaneità.

Giovanni Boldini, Ritratto di Betty Wertheimer, olio su tela, cm 155.5x103 - courtesy Robilant + Voena, Milano-Londra
Giovanni Boldini, Ritratto di Betty Wertheimer, olio su tela, cm 155.5×103 – courtesy Robilant + Voena, Milano-Londra

Parliamo di date: Artissima viene poco dopo Frieze, Flashback verrà quindi poco dopo Frieze Masters. Ci avrete pensato…
Ginevra Pucci e Stefania Poddighe: Certamente, studiare il calendario delle fiere è un obbligo. Artissima è, a oggi, la fiera italiana di arte contemporanea più importante e la scelta delle stesse date è stata fatta per motivi legati sia al territorio – chiudere il cerchio “arte” a Torino e portare alla città nuovo pubblico – sia per rilanciare un settore che è considerato meno appetibile, soprattutto per i giovani. Inoltre l’esperienza di Frieze Masters ha rappresentato un motivo di riflessione per quanto riguarda l’analisi e le tendenze del mercato.

A proposito di Artissima: quanto vi ha ispirato la sezione Back to the Future?
Ginevra Pucci: Onestamente non ci ha ispirato in alcun modo: Back to the Future vuole riscoprire autori, attivi dagli Anni Sessanta agli Anni Ottanta, il cui lavoro, ad oggi, sia sempre significativo. L’idea di riscoperta è molto lontana dal concetto che sta alla base di Flashback.
Stefania Poddighe: Artissima ci ha però ispirato per le sue importanti scelte curatoriali e per gli alti standard qualitativi. Flashback ha scelto per la sua prima edizione di presentare le migliori gallerie italiane di settore per poi aprirsi il prossimo anno ai grandi espositori internazionali. Vogliamo crescere, e in questo senso sì… c’è sempre da imparare dai migliori.

Stefania Poddighe
Stefania Poddighe

L’anno scorso Frieze Masters è andata molto bene e ora, dopo l’esperienza londinese, si parla con insistenza di uno sbarco a New York. C’è addirittura chi ha sostenuto che il Tefaf rischia di perdere il suo primato. A quale fetta di mercato può ambire Flashback?
Ginevra Pucci: L’ambizione di Flashback è sicuramente quella di imporsi come riferimento per il collezionismo di settore, italiano e straniero, affiancato però da un pubblico più trasversale per il quale la discriminante non è più il periodo di realizzazione dell’opera ma la sua unicità e qualità. Non ci spaventano le sfide per conquistare la nostra fetta.
Stefania Poddighe: Sì, uno degli obiettivi che ci siamo prefissate è di rimodulare il gusto dei più giovani, la percezione e l’immagine di quanto già storicizzato, creando così un cortocircuito nelle certezze estetiche e iconografiche del pubblico.

Parliamo di collezionisti: chi porterete a Torino? Non chiediamo i nomi, ovvio, ma dove siete andati a guardare?
Ginevra Pucci: Porteremo a Torino il pubblico legato all’arte antica, ma grazie alle nostre competenze trasversali faremo riferimento anche agli appassionati d’arte contemporanea. La nostra più grande sfida sarà, in ogni caso, rivolgersi ai nostri coetanei, avendo come obiettivo di sdoganare il settore dall’idea di “passato”.
Stefania Poddighe: Inoltre i nostri espositori sono stati coinvolti attivamente nella promozione di Flashback e, per facilitare il più possibile la circolazione del pubblico in città, abbiamo anche previsto un servizio di navette gratuite nei giorni della fiera.

Ginevra Pucci
Ginevra Pucci

La fiera è alla Promotrice di Belle Arti. Bello il contesto, con il Parco del Valentino tutto intorno, ma dentro, insomma… Chi si occupa dell’allestimento? Quali saranno i servizi all’interno dal punto di vista del ristoro e dintorni?
Ginevra Pucci: Il progetto di allestimento è curato dal nostro architetto di fiducia, Carlo Alberto de Laugier, su suggestioni dell’artista Alessandro Bulgini, ed è studiato per consolidare il concetto della manifestazione. Sarà un allestimento molto rigoroso, simile a quello che si ritrova nelle fiere d’arte contemporanea, ma con alcune scelte molto insolite. All’interno vi sarà una lounge con ristorante e bar a cura di Chiara e Francesca Bordonaro (Enoteca Bordò di Torino) che hanno dedicato a Flashback uno speciale menù.
Stefania Poddighe: Dentro? Grazie al dialogo tra l’artista e l’architetto il pubblico avrà la percezione di un non-tempo, o meglio, il tempo dell’arte. Come? Venite a trovarci e lo scoprirete…

Questione denari: chi sta investendo in questa fiera? Chi è a monte dell’iniziativa?
Ginevra Pucci: Nessun nome occulto, siamo le fautrici dell’intera iniziativa che si realizza grazie anche al supporto di tanti amici professionisti.
Stefania Poddighe: Investimento? Tanto tempo, tanta dedizione e soprattutto molto entusiasmo!

Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1961, idropittura su tela verde, cm 65x50 - courtesy Mazzoleni Galleria d’Arte, Torino
Lucio Fontana, Concetto spaziale, Attese, 1961, idropittura su tela verde, cm 65×50 – courtesy Mazzoleni Galleria d’Arte, Torino

In quei giorni a Torino ci sarà un gran fermento. A livello istituzionale che tipo di supporto avete?
Stefania Poddighe: Le istituzioni hanno accolto Flashback con grande entusiasmo, riconoscendolo come un progetto di qualità. Flashback, nella settimana dedicata alla contemporaneità, crea ben più di una somma di eventi, rappresenta il tentativo di strutturare un sistema dedicato all’arte nella sua interezza, un importante contributo atto a rafforzare immagine e identità di un territorio che vede nell’arte e nella cultura un elemento fondamentale. Sarà una settimana dedicata all’arte a tutto tondo.
Tutto ciò è stato apprezzato dall’assessore alla Cultura della Regione Piemonte Michele Coppola, dall’assessore alla Cultura del Comune di Torino Maurizio Braccialarghe e dal segretario generale della Camera di Commercio di Torino Guido Bolatto, tanto da farli decidere di supportare, ciascuno in maniera diversa, Flashback.
Ginevra Pucci: La speranza è che il nostro contributo possa, a sua volta, fungere da supporto per le istituzioni, rappresentando la volontà di continuare a credere e investire sul territorio, di proiettarsi verso il futuro in modo concreto e propositivo.

Marco Enrico Giacomelli

www.flashback.to.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • M. C.

    Intervista molto interessante, ricca di domande stimolanti e risposte per niente scontate. Però, caro Giacomelli, spero che tu sia intenzionato a visitare in prima persona la fiera, in modo che io (assieme agli altri espositori) abbia la possibilità di dimostrarti che non solo un (per carità, bellissimo) Burri ha tanto da comunicare, ma che anche una tela caravaggista o un primitivo italiano sono perfettamente amabili per forma e contenuto anche oggi, altrimenti finiamo come al solito (anche quando recensite la TEFAF) nella vostra storica partigianeria contemporaneista :D , oltre a snaturare il senso di flashback, come anche le organizzatrici ti hanno detto, tra le righe ;).
    M. C.