Arte da ogni parte. A Parigi, aspettando Fiac 2013

Dalle fiere alle grandi mostre, nella capitale francese c’è l’imbarazzo della scelta. Con molte aperture notturne ed eventi imperdibili. E l’ormai consueta domanda: Parigi batterà Londra, dove si è appena conclusa la Frieze Week?

FIAC

La FIAC – Fiera Internazionale d’Arte Contemporanea di Parigi, celebra quest’anno l’edizione numero 40. Aperta ufficialmente da giovedì 24 a domenica 27, si svolge principalmente al Grand Palais e, hors les murs, ai Giardini delle Tuileries, al Jardin des Plantes, alle Berges de Seine, in Place Vendôme e al Petit Palais.
L’appuntamento autunnale con l’arte contemporanea fa convergere nella capitale francese collezionisti, galleristi, curatori e appassionati del settore, alla ricerca di cambiamenti e novità. L’identità della FIAC è sempre stata solida (specie negli ultimi anni, le sue quotazioni sono risalite rapidamente), anche per il rigoroso processo di selezione attuato dalla fiera, che è volto a mantenerne elevato il profilo. È garantito un giusto equilibrio tra arte moderna e artisti contemporanei ed emergenti, mentre lo spirito che si respira è soprattutto europeo (73% degli espositori) e francese (30%).
I Paesi rappresentati al Grand Palais sono 25: Africa del Sud, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Emirati Arabi Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Irlanda, Israele, Italia, Libano, Messico, Olanda, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Turchia e Ungheria. Su un totale di 184 gallerie, la Francia è rappresentata da ben 55, seguita dagli Stati Uniti con 33, dalla Germania con 22 e dall’Italia in quarta posizione con le seguenti 13 gallerie: A arte Studio Invernizzi, Raffaella Cortese, Massimo De Carlo, Kaufmann Repetto, Giò Marconi, Francesca Minini (Milano), Alfonso Artiaco (Napoli), Continua (San Gimignano, Beijing, Boissy-le-Châtel), Massimo Minini (Brescia), Monitor (Roma), Franco Noero (Torino), Tucci Russo (Torre Pellice) e Tornabuoni Arte (Firenze, Parigi, Milano). Quest’anno partecipano per la prima volta il Canada, l’Irlanda e la Repubblica Ceca e 35 gallerie, alcune delle quali ritornano alla FIAC dopo un certo periodo di assenza.

Lichtenstein al Pompidou
Lichtenstein al Pompidou

Il programma della fiera continua a svilupparsi e ad arricchirsi di anno in anno, coinvolgendo sempre più parti della città. L’edizione 2013, per la prima volta, si spingerà lungo le banchine della Senna, grazie al progetto Berges de la Seine. Inoltre, la Fiac occuperà uno spazio nei pressi del Petit Palais, dove sarà ospitato il gruppo di sculture monumentali, alte quattro metri, di Jean Dubuffet, Welcome Parade, presentato da Pace Gallery (New York) e Waddington-Custot (Londra). Della cornice culturale fa parte la presentazione di una serie di nuove performance realizzate e prodotte con il Museo del Louvre e dedicate ai giovani artisti.
Come sempre, la Fiac sarà anche l’occasione per scoprire, visitare o partecipare ad altri eventi artistici che si tengono a Parigi. Tra tutti, segnaliamo un’importante novità, in programma negli stessi giorni, dal 24 al 27 ottobre, presso l’Hotel Le A, al numero 4 di Rue d’Artois: la prima Outsider Art Fair europea, costola dell’omologa che dal 1993 si tiene a New York. L’Outsider Art Fair fu fondata da Sandy Smith e giocò da subito un ruolo vitale nel costruire e alimentare, sia criticamente che commercialmente, un collezionismo specifico. Nel 2012 l’OAF fu acquisita da Wide Open Arts, una società costituita dall’art dealer Andrew Edlin e fu collocata nel Center 548 a Chelsea (nei primi quindici anni si era svolta nel Puck Building).
L’iterazione parigina si basa sugli stessi presupposti della matrice americana: la presenza di gallerie di punta, che presentano artisti affermati e nuove scoperte di questo specifico settore dell’arte, e la ricerca, soprattutto con gli OAF Talks – le conversazioni a posti limitati –, di approcci e connessioni significativi al mondo dell’art brut. Le gallerie partecipanti sono 25, di cui la metà americane, una giapponese e le altre europee: sei francesi, due londinesi, una tedesca, una svizzera, una dal Lussemburgo e una italiana (Rizomi Art Brut, Torino). Le provenienze geografiche stesse sono significative.

Philippe Parreno
Philippe Parreno

Fra le altre fiere “collaterali”, Slick si trova proprio sulle Berges de la Seine (dall’Italia, The Flat di Massimo Carasi, che vi partecipa da anni), Show Off si concentra sui new media (con un focus sul Québec), Cutlog si sposta dalla Borsa all’Atelier Richelieu (quest’anno una sola galleria dalla Penisola: Romberg di Latina). Art Élysée rivendica la propria vocazione all’arte moderna e “contemporanea classica”, YIA – Young International Artists si sviluppa in quattro sedi nel Marais, mentre incuriosisce Private Choice: non proprio una fiera, ma una collezione effimera (e in vendita) di opere allestite all’interno dell’Atelier Rouart.
Per “uscire” dal settore fiere e entrare in quelle delle mostre: da non perdere al Musée d’Orsay  Masculin / Masculin. L’homme nu dans l’art de 1800 à nos jours, l’esposizione organizzata in collaborazione con il Museo Leopold di Vienna e che approfondisce in maniera interpretativa, ludica, sociologica e filosofica tutte le dimensioni e i significati del nudo maschile nell’arte. Per gli amanti della fotografia, al Musée du quai Branly c’è la rassegna Photoquai 2013: 4ème biennale des images du monde, che presenta le opere inedite di 40 fotografi non europei. Quest’anno tutte le opere in mostra hanno a che fare con la figura umana.
Naturalmente, inevitabile una tappa al Centre Pompidou, dove è ancora possibile visitare la retrospettiva dedicata a Roy Lichtenstein, con una selezione di 124 opere, sculture e stampe che presentano un percorso inedito dell’artista. I più “classici” non dovranno perdere invece la prima retrospettiva consacrata a Georges Braque dopo quarant’anni, che si tiene al Grand Palais. Mentre il Palais de Tokyo ha come highlight la personale di Philippe Parreno, inaugurata ieri 21 ottobre e aperta da mezzogiorno a mezzanotte.
Alla Fondation Cartier, ultimi giorni per la nuova personale del grande iperrealista australiano Ron Mueck: sbalorditive sculture, sei recenti e tre realizzate apposta per la mostra, con tanto di documentazione filmica. Meno nota la Fondation Hippocrène, che si trova al numero 12 di rue Mallet-Stevens, dove era l’antica agenzia dello stesso architetto Mallet-Stevens, fondatore dell’Union des Artistes Modernes (1929). Questo edificio non è un museo e neppure un centro d’arte, ma dal 2001 un luogo d’incontro dinamico per pittori, musicisti, filosofi, psicoanalisti e scrittori, uniti dal desiderio comune di trascendere i confini nazionali. Nei giorni della Fiac espone dieci opere, scelte tra le 400 di artisti internazionali dagli Anni Sessanta a oggi, appartenenti alla collezione di Giovanni e Valeria Giuliani, dell’omonima Fondazione Giuliani per l’arte contemporanea, nata nel 2010 a Roma.

Ron Mueck alla Fondation Cartier
Ron Mueck alla Fondation Cartier

Per chiudere, consigliamo anche la mostra al Musée de Montmartre, Impressions à Montmartre. Eugène Delâtre et Alfredo Müller: con un centinaio di opere, invita a scoprire l’età d’oro dell’incisione all’acquaforte a Montmartre, nel corso di una generazione dalla quale emergeranno i grandi maestri impressionisti. La visita al museo, un edificio del XVII secolo situato tra due giardini nascosti con vista sui vigneti, può essere l’occasione per una passeggiata rilassante e ricca di charme nei Jardins Renoir, ricostituiti a partire da opere che l’artista aveva dipinto in loco.

Linda Kaiser

www.fiac.com