Quando l’arte modifica il territorio. L’esempio di Charlois

Appuntamento alle 10 per un buon caffè alla galleria Hommes e in macchina in direzione del parco nazionale di Hoge Veluwe, il più grande dei Paesi Bassi, un meraviglioso connubio di arte e natura che convive dal 1938. Questo weekend vi portiamo in Olanda.

Jannie Hommes

Così la gallerista Jannie Hommes accoglie i suoi artist in residence. E durante il viaggio racconta di lei, del suo amore per l’arte e di Charlois. Qui vivono i giovani, gli immigrati, gli artisti e… anche gli olandesi. Siamo in un piccolo quartiere immerso nel verde a sud della città di Rotterdam. Qui si riesce a vivere con poco: le case-studio hanno un affitto mensile che va dai 100 ai 450 euro, l’unico requisito è essere artista.
Charlois si trova sulla riva meridionale del fiume Mass. In origine era un sobborgo separato dalla città, ma nel 1895 entra a farne parte. Solo dopo la Seconda guerra mondiale e la distruzione dell’intera città da parte delle truppe naziste inizia un’opera di ricostruzione del sud. Era al momento necessaria sia per sopperire alle case distrutte dai bombardamenti nel centro della città, sia per via del rapido aumento della popolazione. Fino agli Anni Novanta Charlois viene considerata una zona periferica, marginale e criminosa. Ma proprio in quegli anni gli affitti erano molto bassi, e a non perdere l’occasione sono stati, da subito, gli artisti. Una nuova migrazione artistica silenziosa e sottotraccia: si trattava solo di una scelta economica e non ancora di una vera riqualificazione da un punto di vista culturale.

La realizzazione di un vero parco pubblico all'interno della galleria Hommes
La realizzazione di un vero parco pubblico all’interno della galleria Hommes, opera di Giuseppe Licari

In quel periodo, però, una grossa impresa edile vuole sfruttare Charlois per una speculazione che prevedeva di distruggere le vecchie case di  Wolfarstraat per ricostruire tutto e vendere a prezzi di mercato. Questo è il primo avvenimento reale che riunisce gli abitanti del quartiere e tutti gli artisti che, coalizzandosi, riescono a impedirne la distruzione e a proporre progetti sostenibili che non alterino il carattere del luogo. Tra i nuovi abitanti del quartiere c’è Jannie Hommes, nata e vissuta a nord della città, avvocato attivo in cause sociali. Durante la sua intensa attività, ha seguito la causa per il matrimonio della prima coppia gay dei Paesi Bassi, causa che porterà alla modifica della legge nazionale al riguardo. Una donna forte e pronta alle sfide.
Quando lo studio di cui faceva parte si scioglie, Jannie si trasferisce a Charlois, dove apre un piccolo ufficio legale, che presto diventa luogo d’incontro per dibattere i problemi e le potenzialità del quartiere. Jannie si appassiona alla sfida, riuscendo a utilizzare il Growing Diamond, un programma statale di riqualifica del sud della città che prevedeva un contributo del 50 % per il miglior progetto presentato. La comunità si mette a lavoro presentando ben dodici progetti. E propone di integrare il 50% dei fondi mancanti con il proprio lavoro quotidiano e manuale. In pochi anni i progetti vengono realizzati e questa sfida iniziata per la riqualifica del quartiere si è trasformata per Jannie in un interesse sempre crescente per l’arte.

La comunità di Charlois, disobbedendo alla legge vigente a Rotterdam, che impedisce la riunione di più di tre persone in alcuni luoghi pubblici, si ritrova di fronte a una finta fermata dell'autobus
La comunità di Charlois, disobbedendo alla legge vigente a Rotterdam, che impedisce la riunione di più di tre persone in alcuni luoghi pubblici, si ritrova di fronte a una finta fermata dell’autobus

Oggi Jannie, la sua galleria Hommes e i suoi artist in residence studios si trovano nell’antica piazza principale del quartiere di Charlois. Ospita, ormai da anni, artisti stranieri per periodi che vanno dai 6 ai 12 mesi. Qui gli artisti trovano spazio e attenzione e hanno la possibilità di venire a contatto con la realtà olandese e con quella dei tanti artisti stranieri che l’hanno scelta come nuova casa. La comunità attuale è di circa 300 artisti dislocati tra le varie organizzazioni: Hommes, B.A.D., Nac e tante altre. Seppur in un mondo a sé, il quartiere è vicinissimo al centro: un tunnel sottomarino che attraversa il fiume Mosa collega Charlois al “Centruum” in 5 minuti di bicicletta.
Il 6 settembre la galleria Jannie Hommes ha aperto la stagione con un pittore olandese Piet Rogie. E il weekend del 21 e 22 settembre ospita l’Open Studio degli artisti in residenza, che al momento sono l’italiano Luca Di Luzio e l’iraniana Banafsheh Rahmani.

Margherita Cuccia

www.groeibriljantoudcharlois.nl
www.hommes.nl
www.foundationbad.nl
www.stichting-nac.nl

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Margherita Cuccia
Margherita Cuccia è nata a Milano nel 1988 ma vive da sempre a Roma. Ha studiato Scienze Politiche con indirizzo Pace, Cooperazione e Sviluppo all’Università di Roma Tre. Ha poi continuato i suoi studi al Gambero Rosso con un master in comunicazione e giornalismo enogastronomico. Oggi segue la sua passione: lavorare a mano. Crea borse artigianali trasformando la tela da pittore, riciclandola quando è possibile. Ha seguito un corso di Bag Making a Londra alla Central Saint Martin. E poi a Roma ha seguito i corsi di Carmen Moreno per apprendere la tecnica del Batik. Oggi è in cammino per far dialogare questi studi così diversi tra loro.