Idroscalo di Milano. Atterra la scultura contemporanea

Maltempo permettendo, inaugura ufficialmente oggi domenica 15 settembre il nuovo parco dell’arte milanese, già pronto per Expo 2015 e a candidarsi come porta della città. Aspettando Fausto Melotti…

Giuseppe Maraniello, Chiaroscuro, 2008, bronzo, foto Pierantonio Tanzola

La scultura è difficile”: un pensiero unanimemente espresso dal comitato scientifico che si occupa del Parco dell’Arte all’Idroscalo, nelle persone di Flavio Arensi, Lorenzo Respi e Alberto Zanchetta. Difficile non tanto per la fruizione quanto per la realizzazione, il trasporto, l’allestimento, la manutenzione, tutte voci che per la maggior parte gravano sul soggetto, pubblico o privato, che decide di farsene carico. Sono tante le opere scultoree nella storia dell’arte, anche di grandi artisti, non portate a termine o rimaste in forma di bozzetto. Siamo a Milano e, quindi, una per tutte valga la classica citazione del monumento equestre a Francesco Sforza di Leonardo da Vinci.
E più il progetto è ambizioso, più si rischia il “non finito”. Cosa che auspicabilmente non accadrà al Parco dell’Arte, per quanto imponente. Le premesse ci sono: la sinergia, quella che continuamente si invoca in periodo di crisi, è stata innescata e gli attori sono, oltre che la Provincia di Milano sotto la cui tutela l’Idroscalo ricade, l’Accademia delle Belle Arti di Brera, l’Associazione Amici dell’Accademia, la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente, la Fondazione Materima di Casalbeltrame, la Fondazione Banca del Monte e gli artisti, che hanno contribuito, in varia misura, con prestiti o donazioni, a rendere possibile l’avvio di questo progetto con venti grandi opere.

È da sottolineare però che trattasi di avvio – e qui c’è la grande ambizione – perché il progetto intende ampliarsi con l’installazione di nuove opere oltre quelle già presenti di Franco Zazzeri, Alex Corno, Grazia Varisco, Nada Pivetta, Alberto Ghinzani, Giovanni Campus, Medhat Shafik, Fabrizio Pozzoli, Paolo Delle Monache, Mauro Staccioli, Luciano Minguzzi, Giacomo Manzù, Patrizia Guerresi, Piergiorgio Colombara, Augusto Perez, Giuseppe Maraniello (in rigoroso ordine d’apparizione e tutte visibili in foto a seguire) ai quali si aggiungeranno altri nomi nei prossimi mesi.
Ad esempio, è del presidente Guido Podestà la proposta: “Fino al 10 novembre “I Sette Savi” di Fausto Melotti sono allo scalo di Malpensa dopo il restauro eseguito grazie alla SEA. Il parco dell’Idroscalo si candida a ospitarli come destinazione definitiva.” E di Flavio Arensi sono i nomi dei prossimi artisti storicizzati in programma, da abbinare a ogni presentazione con un nome più giovane: “Fra gli storici sicuramente Giuseppe Spagnulo, Arnaldo Pomodoro, Mauro Staccioli con un’opera importante e Mimmo Paladino”.

Paolo Delle Monache, Tra memoria e oblio, 2004, bronzo
Paolo Delle Monache, Tra memoria e oblio, 2004, bronzo

La frenesia trepidante è di quelle che ha già contagiato tutta la città: il treno dell’Expo 2015 non vuol perderlo nessuno ed è un vessillo agitato da tutti. Ma in questo caso ci si aggiunge un’altra bandiera da sventolare: quella della lotta contro l’abolizione delle province, utili ad esempio a coordinare operazioni come questa. Si spera che, per un motivo o per l’altro, si continuino a trovare partecipazioni che rendano possibili nuovi allestimenti e ­(magari) produzioni di opere di artisti giovani.

Giovanna Procaccini

www.idroscalo.info

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Giovanna Procaccini
Giovanna Procaccini, nata a Napoli, vive a Milano. È laureata in architettura e specializzata in storia dell’arte all’Università degli Studi di Napoli Federico II. È diplomata come addetto alla conservazione e restauro dei dipinti su tela. Critica e curatrice, si occupa d’arte contemporanea in ogni suo aspetto. Ha lavorato come assistente presso la Cardi Galleria d’Arte di Milano e la Galleria Alfonso Artiaco di Napoli. Ha svolto contratti a progetto con il PAN | Palazzo delle Arti Napoli e con la Fondazione Internazionale Studi Superiori di Architettura. Si è occupata di didattica per Progetto Museo e per gli Amici dei Musei - Sezione Giovanile di Napoli. Ha curato mostre di architettura e di artisti emergenti presso spazi pubblici e private gallerie d’arte. È stato consulente tecnico d’ufficio per il Tribunale di Napoli e svolge ruolo di consulente per collezionisti d’arte. Collabora con il tour operator dell’arte Elesta Travel di Milano. Ha collaborato con le piattaforme editoriali Exibart e Zero. Dalla sua fondazione, nel 2011, collabora con Artribune.
  • Pino BARILLa

    Lasciamo stare gli storici ma i scultori di 30 o 40 quaranta anni oggi fanno opere molto lontani dal nostro tempo.

    • Antonio Benetti

      Ben vengano i grandi artisti storici che hanno segnato un “solco” indelebile nell’arte italiana!! La scultura di Manzù esposta all’idroscalo è l’unica che ci può ricondurre ad una lunga e ricca storia dell’artista. L’arte non ha tempo se è vera Arte! Le mode nell’arte lasciamole ai superficiali e a chi si beve quello che ci trasmettono media incompetenti.
      I giovani meglio che si “facciano le ossa” prima di vedersi installare le loro opere in luoghi pubblici di grande visibilità e veder le loro quotazioni pompate da un mercato “pompato”. Alle istituzione il compito di proporre artisti storicizzati e non giochini accademici di sconosciuti autori.

      Bellissima comunque l’iniziativa!!! Forza inseriamo altri artisti che hanno veramente rappresentato l’Italia e (per questa specifica iniziativa) in special modo Milano.