Gallerie d’arte online. Intervista con Manuel Fernández

Alla scoperta delle gallerie online, con una serie di interviste ai responsabili dei più importanti spazi artistici del web. Iniziamo con l’artista spagnolo Manuel Fernández, che ci racconta la sua esperienza con la Domain Gallery. E ci spiega cosa significa curare una mostra visitabile solo su Internet.

Emilio Gomariz, Internal/External. E/I S01. Png screenshot. 1920x1200 px, 2012

Nell’epoca del cosiddetto 2.0 (termine ormai dal vago sentore vintage), Internet è diventato uno spazio comune in cui mostrare se stessi e le proprie competenze al resto del mondo. Dalla proliferazione dei blog all’avvento dei social network, l’utente ha avuto la possibilità, da dieci anni a questa parte, di partecipare attivamente in un ambiente che, se in molti casi si presenta, al di là di roboanti premesse, come la semplice estensione digitale di una realtà già presente fisicamente, in altri sta dimostrando interessanti segni di indipendenza. Uno dei maggiori esempi in questo senso, nel campo dell’arte contemporanea, è la nascita di numerose gallerie online che, lungi dall’essere più o meno scintillanti vetrine di spazi artistici concreti, offrono all’artista uno spazio sul web in cui presentare opere create appositamente per questo contesto, mai così vivo e aperto alle sperimentazioni come in questi anni.
Cosa significa, dunque, amministrare una galleria visitabile solo attraverso un browser? Quali differenze ci sono tra la curatela di una mostra tradizionale e una online? Con una serie di interviste ai responsabili di alcune tra le gallerie d’arte più interessanti su Internet, tenteremo di dissipare alcuni dei dubbi e soddisfare più di qualche curiosità riguardo questo mondo, per cercare di capire quale ruolo ha e, soprattutto, potrà avere in futuro nel contesto dell’arte contemporanea.
Abbiamo incontrato Manuel Fernández, artista spagnolo classe 1977, per parlare della sua esperienza come curatore e responsabile della Domain Gallery, attualmente uno degli spazi online più conosciuti e stimolanti, che offre allo spettatore una nuova mostra personale ogni mese.

Manuel Fernández
Manuel Fernández

Quando e come è nata la Domain Gallery? E qual è il tuo ruolo?
La Domain Gallery è nata all’inizio del 2012. Questa esperienza è iniziata con lo scopo di dare visibilità a una tipologia di arte ormai matura e stimolare la comprensione degli strumenti tecnologici. Le possibilità offerte da Internet, inteso come contesto per la pratica artistica, sono a mio parere la cosa più interessante nel campo dell’arte ai giorni nostri e sta ricevendo poco interesse dalle istituzioni e dalle gallerie tradizionali. Si tratta di un genere di arte a cui mi sento legato, oltre che identificato generazionalmente. Il mio ruolo è curare il programma delle mostre, oltre ad alcune altre iniziative come l’evento What We Call Sculpture, ospitato dalla galleria online Cermâ.

Perché sei così sicuro dell’importanza della comprensione degli strumenti digitali e delle possibilità offerte da Internet nell’arte contemporanea?
Penso che siano importanti perché gli strumenti tecnologici, e più specificamente Internet, modellano la nostra realtà quotidiana, e l’arte contemporanea è il riflesso del tempo in cui viviamo.

Il momento storico a cui apparteniamo è estremamente fluido e veloce. Pensi che l’interesse verso i temi di cui ti occupi con la tua galleria sia in qualche modo cambiato dall’inizio del 2012?
È vero che c’è una “corrente popolare” in tutti i campi e l’Internet Art non è differente, ma normalmente non penso ai trend modaioli in questi termini. Io mostro lavori che trovo interessanti e che penso possano essere stimolanti anche per altre persone.

Mike Ruiz, Versions Freestyle. Video still, 2012
Mike Ruiz, Versions Freestyle. Video still, 2012

Cosa significa curare una mostra che lo spettatore può visitare solamente sul web? Quale genere di processo c’è dietro a un evento come questo?
Credo che le mostre d’arte online assumano un senso se i lavori presentati sono stati progettati e creati appositamente per Internet da artisti consapevoli del contesto  digitale. Artisti capaci di sfruttare questo potenziale per creare opere che compiono un passo in avanti rispetto alla storia dell’arte che li precede.

Dicci qualcosa a proposito della questione economica. Quali differenze ci sono rispetto alla progettazione di una mostra tradizionale?
Dal punto di vista economico, la mia galleria non si differenzia dal modello di mercato di uno spazio tradizionale. Al momento la Domain Gallery è un ambiente in cui presentare opere difficili da vendere perché i collezionisti d’arte non sono abituati ad acquistare questo genere di progetti.

Quante persone lavorano nella galleria?
Una, mi occupo di tutto io stesso.

Filippo Lorenzin

www.domain-gallery.net

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.