Design lieve. Intervista con Italo Rota

Una sorta di teoria della decrescita dell’edificare è quella contenuta negli scritti di Italo Rota raccolti in questo volume edito da Quodlibet con Abitare. Saggi accompagnati da molti disegni, spesso inediti, realizzati col mouse. Del libro e di altre questioni abbiamo parlato con l’autore.

Italo Rota - photo Paolo Rosselli

La sua grande attenzione al tema del disegno come espediente narrativo come influisce sulla creazione nelle diverse scale, dal design all’architettura?
Ho sempre usato il disegno come uno strumento per comunicare il pensiero, ma quelli contenuti nel libro sono disegni dal carattere diverso, privati, direi quasi notturni. Tutti coloro che fanno mestieri legati alla creatività disegnano, l’immaginazione stessa è un disegno. Dopotutto, in passato alcuni galleristi e poi i musei hanno presentato i disegni di architettura come un’attività autonoma dalla costruzione, come un problema narrativo che va da Le Corbusier a Léon Krier fino ai renderesti odierni.

I segreti per un allestimento “perfetto”: sostanza o apparenza?
Un allestimento è perfetto solo quando si crea un’alchimia perfetta fra contenuto, contenitore e storia da raccontare, ma questo accade solo per chi ha la fortuna di potersi occupare di tutti e tre questi aspetti, cosa assai rara in verità, mentre l’allestimento in sé è poco interessante.

Italo Rota - Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni - Quodlibet-Abitare, Macerata-Milano 2013
Italo Rota – Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni – Quodlibet-Abitare, Macerata-Milano 2013

A partire dalla sua concezione erudita dell’architettura, scritta e disegnata ancor prima che costruita, quali sono le differenze riscontrabili tra la visione italiana e quella all’estero? Al di là dell’indolenza burocratica del nostro Paese e del suo continuo ritardo nell’avvicinarsi al contemporaneo, esistono ancora differenze sostanziali nell’approccio concettuale al fare architettura?
Penso che oggi ci sia una grande differenza tra chi si diverte, da noi o all’estero, e chi ha paura, come molti in Italia… La paura più grande è quella di trovare lavoro, una paura così forte che spesso è difficile persino parlarne.

Nella sua carriera è stato insegnante prima e direttore ora (NABA e Domus Academy). Quanto considera importante per gli studenti una formazione mirata, considerando che i grandi maestri del design erano architetti o non erano laureati? Quanto è importante per lei “insegnare il design”? È come tramandare di padre in figlio un antico mestiere?
Oggi insegnare design significa occuparsi di una serie di verbi coniugati al futuro su tematiche fondamentali: come mangeremo, come ci muoveremo, lavoreremo ecc. Tutto questo è molto diverso, mi pare, dal tradizionale passaggio di consegne padre-figlio proprio dell’artigianato.

Italo Rota - disegno tratto da "Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni", Quodlibet-Abitare, Macerata-Milano 2013
Italo Rota – disegno tratto da “Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni”, Quodlibet-Abitare, Macerata-Milano 2013

Naba e Domus Academy sono dotate di laboratori attrezzati che consentono agli studenti di realizzare ogni tipo di prototipo e di stare al passo con il proliferare dei fablab. Tra autoproduttori/makers e designer vede una grande differenza o sono tutti una grande famiglia?
Più che questa differenza credo occorra capire se quello che facciamo serva agli altri umani, se i manufatti che produciamo servano o meno a sviluppare nuove economie e se tutto questo generi nuove ricerche secondo un circolo virtuoso, tutto qua.

Un bilancio dell’esperimento della scuola gratuita Tam-Tam.
Tam Tam [la scuola nata da un’idea di Alessandro Guerriero, Riccardo Dalisi e Alessandro Mendini ospitata alla NABA, N.d.R.] è un esperimento interessante supportato dall’esperienza di persone diverse che producono oggetti eterogenei a cui guardiamo con grande curiosità, ma sono in una fase iniziale e dagli esiti ancora imprevedibili.

Valia Barriello e Giulia Mura

Italo Rota – Cosmologia portatile. Scritti, disegni, mappe, visioni
Quodlibet-Abitare, Macerata-Milano 2013
Pagg. 264, € 23
ISBN 9788874624850
www.quodlibet.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.