Vastari: far incontrare collezionista, curatore e museo

Il collezionista ha l’opera, il curatore/museo ne ha bisogno per una mostra. Ma come fanno a conoscersi reciprocamente e a mettersi in contatto? Ebbene sì, finora nessuno aveva pensato a fornire una piattaforma d’incontro di questo genere. Ora però c’è Vastari, progetto basato a Londra e capitanato da Bernadine Brocker. L’abbiamo intervistata.

Bernadine Brocker

Una piattaforma web e un software che mette in contatto i collezionisti con i curatori e con le istituzioni museali. Sembra impossibile che non ci fosse già qualcosa del genere: come vi è venuto in mente?
Non è la prima persona che si stupisce che un sistema del genere non esista già; in effetti, molti iscritti al sito ci hanno rivolto esattamente la stessa domanda.
Proprio questo stupore, mio e dei clienti della galleria per cui ho lavorato prima di fondare la start up, ha fatto nascere in me l’idea di Vastari. Durante il mio precedente impiego come manager di una galleria d’arte, molte volte mi è capitato di trattare con clienti frustrati dall’impossibilità di essere aggiornati sulle mostre future nei maggiori musei di Londra senza esporre la propria collezione.
Dopo l’ennesima conversazione con un cliente di ritorno da una mostra a cui avrebbe volentieri prestato un’opera, se solo l’avesse saputo in tempo utile, mi sono detta che la mancanza di un canale di comunicazione diretto tra collezionisti e istituzioni era inaccettabile. Qualche mese dopo disegnavo le prime bozze del sito e avevo iniziato a cercare finanziatori.

Come mai avete chiamato il progetto “Vastari”?
Il nome Vastari ha in sé un omaggio a Giorgio Vasari, il primo storico dell’arte al mondo. Nelle Vite, Vasari si è occupato delle tre arti maggiori: architettura, scultura e pittura. Quello che si propone Vastari è creare una rete di collezionisti, curatori e studiosi ancora più vasta, includendo nel proprio database un’ ampia varietà di opere d’arte e pezzi degni di essere esposti in un museo, tra cui, per citare alcuni dei meno scontati, oggetti di design, monete, artefatti antichi, gioielli e fossili.

Chi sono, da dove vengono, che percorso hanno i soci della compagnia? Si tratta di soci operativi o di soci finanziari?
I soci finanziari della compagnia sono collezionisti che, lavorando nell’industria della musica e delle nuove tecnologie, non sono a stretto contatto con il mondo dell’arte e hanno perciò immediatamente capito e il valore del progetto.
Venendo ai membri operativi, nel selezionare i collaboratori la mia priorità è stata creare un team il più possibile internazionale, con persone giovani e intraprendenti. Il risultato è un team che, pur essendo composto da quattro ragazze sotto i trent’anni, conosce dieci lingue diverse. In questa scelta ha sicuramente pesato il fatto che il mio percorso personale sia a sua volta piuttosto internazionale: sono nata in Olanda ma cresciuta in Sud America per poi studiare e lavorare nel campo dell’arte e dell’illustrazione a New York. Finiti gli studi, ho fatto un master a Londra presso Christie’s e ho lavorato come manager in una galleria a Mayfair.

Collector Path - courtesy Vastari
Collector Path – courtesy Vastari

Le altre collaboratrice hanno a loro volta un percorso che vanta esperienze internazionali nel settore pubblico e privato del mondo dell’arte. Francesca Polo si è spostata a Londra per completare gli studi con un Master in storia dell’arte e un Master in Stampe Olandesi e Fiamminghe al Courtauld Institute of Art. Durante gli studi, Francesca ha lavorato per varie gallerie commerciali in Italia e all’estero, per Christie’s London e nel dipartimento di stampe del British Museum. Marta Olszewska, di origine polacca, dopo aver conseguito una doppia laurea presso l’Università di Varsavia in storia dell’arte e in cultura giapponese, ha lavorato come specialista in arte giapponese per alcune delle più importanti gallerie londinesi e per il Victoria and Albert Museum. Angela Roldan ha vissuto in Ecuador fino alla fine del liceo, quando si è spostata in Inghilterra per completare la sua formazione studiando relazioni internazionali alla University of Liverpool e specializzandosi poi in belle arti presso la University of the Arts London.

Come funziona operativamente la macchina dal punto di vista del membro privato ovvero del collezionista? Cosa deve fare? Come si deve muovere?
Il collezionista o il mercante d’arte possono comunicare con i curatori iscritti in due modi.
Il primo è creando un archivio digitale delle proprie opere. La piattaforma richiede di includere alcune informazioni di base, ma è possibile creare un indice più dettagliato aggiungendo provenienza, mostre, certificati di autenticità e numerosi altri dati. Una volta che l’opera è stata registrata sul database del sito, è possibile renderla visibile ai curatori iscritti al sito o mantenerla schermata qualora si desideri esporla in un secondo momento o qualora l’opera non sia più disponibile.
Le opere nel database di Vastari sono visibili ai curatori sotto forma di risultati di ricerche tematiche da loro effettuate e non sono associate al nome del proprietario. Ogni opera è associata a un pulsante che consentirà al curatore di contattare il collezionista tramite il sistema email di Vastari, che garantisce l’anonimato di entrambe le parti.
In alternativa, il portale di Vastari consente anche ai collezionisti più proattivi di accedere all’archivio di bandi per mostre pubblicate dai curatori. Ogni mostra è dotata di un pulsante che il collezionista può utilizzare per contattare l’istituzione, sempre mantenendo l’anonimato, e sottoporre opere rilevanti.

Come funziona invece dal lato del membro istituzionale, curatore o museo che sia? Perché dovrebbero usare la vostra piattaforma?
Il curatore iscritto a Vastari ha accesso al nostro database può utilizzare il motore di ricerca del sito per trovare opere rilevanti per le proprie mostre e contattare direttamente i proprietari per organizzarne il prestito. Inoltre i curatori possono pubblicare proposte per mostre future che saranno visibili a tutti i collezionisti iscritti al sito. Infine, i curatori possono utilizzare il sito per pubblicare opportunità di collaborazione col settore privato per l’organizzazione di mostre ed eventi culturali.
Per i curatori Vastari rappresenta un metodo efficiente e sicuro di rintracciare opere in mani private senza bisogno di intermediari, con un notevole risparmio di tempo. Un altro importante vantaggio nell’utilizzare Vastari è che tutte le opere visibili ai curatori sono disponibili per prestiti, e gli utenti privati hanno una spiccata propensione a collaborare con l’ambito museale.

Vastari Team
Vastari Team

In Italia, per vari motivi, molti collezionisti non vogliono far sapere quello che hanno in collezione e il relativo valore. Che risposte date a questi vostri potenziali utenti?
La tutela della privacy degli utenti è una priorità assoluta di Vastari, che è stato pensato per soddisfare anche le esigenze dei collezionisti più riservati. Vastari offre infatti accesso alle opere solo ai curatori di musei iscritti al sito e senza rivelare i dati personali del proprietario. L’identità di ogni curatore viene personalmente verificata dai membri del nostro team prima che il loro account venga attivato.
La riservatezza viene garantita anche durante tutto il processo di comunicazione in cui collezionisti e curatori possono scambiarsi messaggi email mantenendo l’anonimato. Infine, la corrispondenza interna è criptata con sistema SSL e il sito è ospitato su server di massima sicurezza conformi agli standard utilizzati dal settore finanziario e medico. A ulteriore garanzia in materia di privacy, non viene conservata traccia dei dati personali degli utenti.

Non potete, per ovvie ragioni di riservatezza, fare i nomi dei curatori e dei musei che aderiscono alla piattaforma e che la usano per costruire mostre e iniziative. Ma dateci qualche indizio…
Quello che possiamo dire è che tre dei dieci musei più visitati al mondo secondo la classifica pubblicata da Art Newspaper nell’aprile di quest’anno hanno già aderito al sito. Riguardo alla distribuzione geografica dei musei che si sono registrati, il 63% è situato in Europa e Regno Unito e il 31% negli Stati Uniti.

Che target vi siete dati in quanto a collezionisti e a membri istituzionali? Quante opere avete già indicizzate nel sistema?
La nostra aspirazione è diventare il sito di riferimento per l’organizzazione di prestiti per mostre. Considerando che, secondo le stime dell’ICOM, ci sono 55.000 musei al mondo e circa 800.000 collezionisti, un obiettivo realistico per i prossimi tre anni è di coinvolgerne nel progetto di Vastari almeno l’1%.
Riguardo alla situazione attuale, le nostre stime si aggirano attorno al migliaio di opere registrate sul sistema. Tuttavia, la maggior parte dei collezionisti sta ancora finendo di indicizzare le opere, per cui queste stime sono estremamente provvisorie e in continua crescita.

Che interesse può avere per voi il mercato italiano e perché.
Il mercato italiano è di estremo interesse per noi, basti pensare all’omaggio contenuto nel nostro nome! L’Italia è uno dei Paesi in cui la tradizione del collezionismo d’arte è più radicata, allo stesso tempo paradossalmente, come accennava in una delle precedenti domande, molti collezionisti sono estremamente riservati riguardo alla propria collezione. Fornire ai collezionisti italiani uno strumento per condividere le opere con il pubblico senza esporsi in prima persona rappresenta quindi una sfida difficile ma fondamentale per Vastari e il profilo delle collezioni private italiane è tale da giustificare tutte le energie che quest’impresa richiederà.

Public Catalogue Foundation
Public Catalogue Foundation

Quali sono i potenziali sviluppi ulteriori e aggiuntivi del progetto Vastari? Oltre all’attività di connection tra collezionisti e musei/curatori, quali servizi a valore aggiunto pensate di poter dare ai vostri utenti registrati?
Al momento stiamo sviluppando una rete di contatti per poter fornire ai collezionisti servizi di catalogazione e consulenza sui vari aspetti relativi ai prestiti per mostre.
Per quanto riguarda la catalogazione e la fotografia delle opere, al momento Vastari collabora con la Public Catalogue Foundation in Inghilterra. Il nostro obiettivo per il futuro è estendere la nostra rete di contatti e fornire esperti nelle maggiori città di ogni Paese. Vastari collabora inoltre con l’Association of Art Historians offrendo ai propri clienti una rete internazionale di ricercatori e accademici pronti a studiare le opere nelle loro collezioni. Vastari offre anche servizi di consulenza riguardo ad assicurazione, trasporto dell’opera e consulenza legale. Dopo un attento studio di mercato, la nostra scelta è stata di non creare collaborazioni con specifiche compagnie, ma offrire al cliente un servizio studiato su misura tenendo conto del museo, del valore dell’opera e della sua collocazione geografica.

Massimiliano Tonelli

https://vastari.com/

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Massimiliano Tonelli
È laureato in Scienze della Comunicazione all’Università di Siena, dal 1999 al 2011 è stato direttore della piattaforma editoriale cartacea e web “Exibart”. Ha moderato e preso parte come relatore a numerosi convegni e seminari; ha tenuto docenze presso centri di formazione superiore tra i quali l’Istituto Europeo di Design, l'Università di Tor Vergata, l'Università Luiss e l’Università La Sapienza di Roma. Ha collaborato con numerose testate tra cui Radio24-Il Sole24 Ore, Time Out, Gambero Rosso, Formiche. Suoi testi sono apparsi in diversi cataloghi d’arte contemporanea e saggi di urbanistica e territorio. E' stato giurato in svariati concorsi di arte, architettura, design. Attualmente è direttore di Artribune.