St. Moritz made in China

Fino al 1° settembre, la sesta edizione del “St. Moritz Art Masters” porta alcuni protagonisti della scena dell’arte in trenta sedi della cittadina svizzera e in buona parte dell’Engadina. Tra Fabre e Wilson, Knoebel e Losi, la Cina è la vera protagonista contemporanea.

Ai Weiwei, St. Moritz Dorf, Chiesa protestante

“Dobbiamo comprendere non solo che cosa sia il contemporaneo in Cina, ma anche dove si collochi la nuova scuola di talenti e, poi, grazie ad essi, indagare cosa stia succedendo nel mondo della cultura”, ha spiegato il curatore tedesco della sesta edizione del St. Moritz Art Master, Reiner Opoku. “L’intento di questa nuova edizione del St. Moritz Art Masters”, ha sottolineato, “è costruire una piattaforma per istituzioni e professionisti dell’arte contemporanea che esplorino in profondità dimensioni estetiche ancora inesplorate della Cina, panorami con i quali iniziare a dialogare”.
Il festival, ideato da Monty Shadow, ha cosparso l’intera valle di numerosi vessilli verticali color terra di Siena, contrassegni che indicano con precisione assoluta hotel, gallerie, musei e spazi adibiti all’esposizione di decine di artisti. L’immagine dell’intera kermesse, invece, è stata affidata a Tobias Rehberger: una trasposizione astratta del massiccio del Corvatsch in contrasto con la natura incontaminata dell’Engadina e, forse, visione di un nuovo modo di guardare a terre lontane, come la Cina.

Emotional stories, St. Moritz Bad, Kempinski Grand Hotel des Bains
Emotional stories, St. Moritz Bad, Kempinski Grand Hotel des Bains

Il continente asiatico, con Focus China, a St. Moritz è rappresentato dai lavori di talenti della città di Chongqing, ricca di tradizioni accademiche e situata nella provincia di Sichuan, nella Cina sudoccidentale, affiancate a quelle di vere personalità come Ai Weiwei e Fang Lijun: dal fotogiornalista Liu Heung Shing fino al fotografo d’arte Chen Fuli, al singolare linguaggio visivo dei dipinti di Shao Fan, ai neon di Su-Mei Tse. La mostra, dal titolo Red Hot: Urbanization, Evolution and the Image, infatti, analizza le istanze artistiche provenienti da Chongqing, presentate da Yang Shu, curatore e docente al Sichuan Fine Arts Institute. Il gruppo di giovani artisti offre una prospettiva approfondita del Paese, lontano dai cliché politici ed socio-culturali della Cina. Yang Mian guida il gruppo composto da fotografi come Wang Haichuan e da videoartisti come Li Yi Fan.
Ma il viaggio a Oriente, per i visitatori di St Moritz, inizia dalla Chiesa Protestante con il monumentale albero in bronzo di Ai Weiwei, che riprende nelle forme e nelle sembianze un’identica scultura in legno conservata a Pechino. Nelle vicinanze, al Posthaus, Su-Mei Tse installa quattro neon che raffigurano gli ideogrammi cinesi dei punti cardinali; quattro grandi simboli che oltrepassano il loro significato e diventano immagini astratte.
Al Kempinski Grand Hotel Des Bains di Saint Moritz Bad, oltre alla raffinata serie fotografica di Evgenia Arbugaeva, la sede che accoglie la sezione dedicata alla fotografia, la mostra di Liu Heung Shing, vincitore del Premio Pulitzer, testimonia lo sviluppo del fotogiornalismo in Cina a partire dalla Rivoluzione Culturale fino ai nostri giorni, e si confronta col lavoro di stelle della fotografia internazionale, tra i quali Patrick Demarchelier, Bruno Ehrs, Joel Meyerowitz, Francesco Jodice e Gregor Schlierenzauer.

Claudia Losi e Davis Murphy, courtesy Galleria De Cardenas, Zuoz
Claudia Losi e Davis Murphy, courtesy Galleria De Cardenas, Zuoz

Da visitare con una certa curiosità, al Palace Hotel di St. Moritz i lavori esposti, in tutto una decina di incisioni su legno, di Fang Lijun mentre alla Palace Galerie è consigliato vedere le opere del pittore e scultore Shao Fan.
Il percorso di artisti occidentali, invece, si apre nel centro di St. Moritz Dorf con le sculture in bronzo dell’artista americano Donald Baechler poste di fronte all’Hotel Badrutt’s Palace, proseguendo con le sedie giganti del francese Sébastien de Ganay (Hotel Kulm) e con tre umoristici lavori in acciaio dello svizzero Olaf Breuning allestite nel centro pedonale. Nella chiesa francese, in piazza Paracelsus, Robert Wilson espone Snowly Owl, una videoinstallazione, composta da alcuni tableaux vivants digitali che riproducono delle civette, che si animano improvvisamente davanti allo spettatore.
Oltre ad artisti come Hubert Kiecol e Rune Guneriussen (che presenta una serie di fotografie al Waldhaus Sils Hotel e un’installazione luminosa con lampade inserite in mezzo alla natura, quindi a Zuoz, con la scultura di David Cerny davanti all’Hotel Engadina) non bisogna dimenticare anche i disegni di Cucchi (Villa Flor di S-Chanf) e l’intervento di Letizia Cariello (L’arte al cinema).

Ginevra Bria

www.stmoritzartmasters.com

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. E’ specializzata in arte contemporanea latinoamericana. In qualità di giornalista, in Italia, lavora come redattore di Artribune e Alfabeta2. Vive e lavora a Milano.