Isole, passione d’Italia

Posti incantevoli in cui godersi il relax di mare o montagna, tra secoli di arte, storia e architettura. Sicilia e Sardegna: bellezza incontrastata. Ma il contemporaneo, la ricerca, i musei, le grandi rassegne estive non sono ancora il punto forte delle isole. Ecco qualche suggerimento.

La Montagna di Sale di Mimmo Paladino a Gibellina

Un’estate tra le isole: niente di meglio per spezzare la feroce routine cittadina. Il binomio a portata di valigia è sempre quello, natura e cultura. Ma se della prima c’è da goderne a iosa, dell’altra non v’è certezza, a meno che non si tratti di tradizione e conservazione. Debole il contemporaneo, niente grandi eventi, fiacca generale e bilanci allo stremo.
A Palermo, da mettere in agenda c’è una cosa grande come un hangar e con un nome piccolino: ZAC – Zisa Arti Contemporanee. Consigliato non per via di qualche evento internazionale, non perché i Cantieri Culturali alla Zisa abbiano trovato una direzione, una governance e un’economia (magari!). ZAC è solo uno spazio istituzionale, in città, con un beò po’ di energia in circolo. Sei mesi di laboratorio affidati a decine di studenti ed emergenti, con mostra conclusiva. Budget zero, progetto vago in via di definizione, organizzazione claudicante. Eppure ci sono loro, gli artisti. A raccontare una storia di pazienza e resistenza, in un momento in cui pigliarsi uno spazio e lavorarci dentro diventa un fatto politico. E c’è da vederle le loro cose, alcune ingenue e altre bellissime, accademismi misti a sperimentalismi, ma quel che conta è lo spirito. Un po’ amandolo, un po’ detestandolo, questo spazio lo hanno fatto loro. E poi? In Sicilia il futuro è il verbo che non c’è: il dialetto s’incaglia tra un presente strascicato e un passato remoto al gusto rococò.
A Catania ci si ferma alla Fondazione Brodbeck, una delle pochissime realtà istituzionali per il contemporaneo (la sola?) rimaste in città. Spostandosi verso la punta estrema occidentale, un tuffo nell’astrattismo italiano, con il parallelo tra Claudio Olivieri e Claudio Verna, interpreti della Pittura Analitica: tra geometrie cromatiche e luminismo lirico, un’esposizione al Convento del Carmine di Marsala, a cura di Sergio Trosi, fino al 27 ottobre.

Fiorucci Art Trust
Fiorucci Art Trust

Quindi, sbarcando sull’isola vulcanica di Stromboli, un evento al gusto di esotismo radical-chic. Di mezzo c’è Fiorucci Art Trust, che per il terzo anno rilancia il format cultural-vacanziero spalmato tra spiagge laviche e paesaggi selvatici, con ospiti internazionali e Milovan Farronato a capo della ciurma, insieme a Lucy McKenzie. Edizione ispirata al giallo di Agatha Christie Delitto sotto il sole, per una sfilza di conferenze, spettacoli di musica e danza, performance, installazioni. Miscelando lavoro e relax.
Capitolo Sardegna: anche qui l’offerta non abbonda. Alla Fondazione MACC di Calasetta, realtà che fa capo al progetto di ricerca Beyond Entropy, prosegue il dialogo tra giovani artisti e opere storiche: fino al 18 novembre la mostra Una Nuova Astrazione, curata da Karina Joseph, è un excursus sulla vicenda dell’astrattismo in Europa, dagli Anni Cinquanta ai giorni nostri. Opere che arrivano dalla Collezione Ermanno Leinardi, con cui si relazionano i lavori di una nuova generazione di artisti, affini per sensibilità e suggestioni.
Spostandosi a Cagliari merita una visita un’altra mostra di taglio storico, Gli Spazi dell’Arte. Dall’Arte Programmata all’Arte Minimal, a cura di Anna Maria Montaldo. Seconda fase del progetto dei Musei Civici, finalizzato all’esposizione del fondo d’arte contemporanea, la mostra svela pezzi di maestri degli Anni Sessanta e Settanta. E ancora più indietro va il Man di Nuoro, puntando tutto sul locale e sulla tradizone, con L’Invenzione della Sardegna, una mostra che omaggia opere pitoriche di rilievo di autori sardi della prima metà del ‘900: dal senso delle radici al valore dell’identità.
Per il resto, c’è la carta dell’improvvisazione. Il jolly che al Sud fa la differenza: l’evento dell’ultim’ora sbuca sempre, a rompere gli indugi e i calendari. Dal piccolo comune alla grande piazza metropolitana, l’illogica strategia della sorpresa investe forestieri e isolani. Tra destino e desiderio.

Ristorante OpsoN, Taormina
Ristorante OpsoN, Taormina

SOGGIORNARE
Fud è un nome e un programma ed è il titolo di un posticino che nasce a Catania ma guarda al mondo. Un multiconcept restaurant assai sperimentale dove le suggestioni internazionali si fondono con le proposte che guardano allo street food siciliano (bottega sicula è il sottotitolo) e meridionale in generale. Poco distante, a Taormina, ha appena aperto OpsoN, ristorante dell’Hotel Imperiale gestito dallo chef Fabio Baldassarre: fidatevi del pescato del giorno e del grande barbecue che consegna un ottimo pesce alla griglia. La Locanda dei Buoni e dei Cattivi è il posto da provare a Cagliari: un bed&breakfast con un ristorante curato da una onlus assieme alla professionalità di Roberto Petza, uno dei più famosi chef sardi. E molti dei piatti approfittano dell’orto, visto che la struttura, pur essendo in centro a Cagliari, è immersa nel verde.
In Sardegna, lontani dalla mondanità vacanziera, si può soggiornare in una ex struttura mineraria, dichiarata nel 1985 Monumento Nazionale: è l’hotel Le Dune, che affaccia sulla suggestiva distesa sabbiosa di Piscinas. Arredo tradizionale sardo, pietra e terracotta settecentesca, relax indiscusso, tra cielo e mare. Nessuna stanza ha la tv! A Bosa, altro ex bacino minerario, l’albergo è diffuso: si chiama La Corte Fiorita e propone sei appartamenti sparpagliati nel cuore del borgo. In Sicilia, a Modica, il resort Pietre Nere offre un piacevole contrasto fra la struttura contemporanea, giocata sui contrasti tra bianco e nero, e l’ambiente circostante, con gli scavi archeologici poco distanti. Si fa il bagno nella piscina a emiciclo, immersi nella quiete rurale. L’hotel Romano Palace a Catania è un’ode alla grandiosità del barocco locale: 104 tra camere e suite, con ogni confort hitech, preziosi mosaici e pietra a vista. Infine, una segnalazione è d’obbligo: il Verdura Golf & SPA Resort a Sciacca. L’interior shabby chic lo ha curato Olga Polizzi. L’ospitalità la firma Sir Rocco Forte, un nome, una garanzia.

www.fudcatania.it
www.ehc.it/hotel-imperiale-taormina/
www.locandadeibuoniecattivi.it
www.leduneingurtosu.it
www.hotel-bosa.it
www.pietrenereresort.it
www.romanopalace.it
www.verduraresort.it

Helga Marsala

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #13/14 – Speciale Estate

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.