Il ponte fra Lucca e Seoul

Il Korean Artist Project, piattaforma per l’arte contemporanea finanziata dal governo coreano, ha collaborato con il Lu.C.C.A. per presentare le installazioni di Seoung Young Kim e Jongku Kim, due artisti che hanno passato l’estate in residenza nella città toscana. Abbiamo incontrato Kko-Kka Lee, una delle organizzatrici del Korean Artist Project, e i due artisti che hanno lavorato in Italia.

Jongku Kim, Ask the Dust, 2013 - performance

Cos’è il Korean Artist Project? Quando e come è nato?
Kko-Kka Lee: Ospitato dal Ministero della Cultura e del Turismo e organizzato dalla Korean Art Museum Association, il KAP – Korean Artist Project è stato lanciato nel 2011 ed è composto da un piano triennale. Partendo dall’idea che la Corea è una potenza mondiale nel campo dell’industria tecnologica e dell’informazione, il KAP è stato progettato per introdurre l’arte contemporanea coreana a un pubblico più vasto di quello nazionale.
L’aspetto più importante del progetto è l’innovativa piattaforma online che gestisce una selezione di oltre sessanta artisti scelti da ventitré importanti organizzazioni artistiche coreane, oltre che a ospitare mostre virtuali di tutti gli artisti partecipanti, curate da professionisti provenienti da musei privati.

Il KAP è finanziato e organizzato da enti pubblici. Cosa significa per una piattaforma come la vostra?
K.-K. L.: Il KAP è supportato da fondi pubblici ed è una piattaforma online che offre ai musei d’arte privati non profit l’opportunità di promuovere artisti coreani in tutto il mondo e di costruire una rete internazionale di conoscenze e collaborazioni. Mi aspetto che questo progetto possa fungere da esempio per le cooperazioni future tra settori pubblici e privati, stimolando questo genere di cultura collaborativa.

Come selezionate gli artisti?
K.-K. L.: I curatori di musei d’arte privati propongono un progetto per una mostra personale di un artista e la espongono sul sito web del KAP. A quel punto la decisione finale spetta a un gruppo di giudici.

Seung Young Kim, Stone, 2013
Seung Young Kim, Stone, 2013

Come definiresti la scena artistica contemporanea della Corea del Sud? Quali differenze pensi che ci siano tra la vostra e quella italiana?
K.-K. L.: L’arte contemporanea coreana sta ricevendo in questi anni la giusta attenzione negli eventi internazionali e nel mercato. Presa nota di questa ottima accoglienza, il governo coreano sta incoraggiando un maggiore sviluppo dei programmi di ricerca artistica. Ciò aiuta a promuovere l’arte coreana in tutto il mondo e migliora gli scambi internazionali.
D’altro canto, non ci sono molte opportunità per conoscere l’arte contemporanea italiana in Corea: il vostro Paese ha una ricca tradizione artistica. Detto ciò, l’arte italiana contemporanea sembra essere particolarmente interessata alla qualità formale. Gli artisti coreani prestano molta attenzione alla materialità delle opere e i loro lavori sono emozionanti e sofisticati. Speriamo di avere maggiori opportunità di ospitare arte italiana in Corea e di sviluppare programmi di scambio tra le nostre due nazioni.

Quali opportunità offre la Corea per ricercatori, curatori e artisti europei?
K.-K. L.: Ci sono varie opportunità di residenze internazionali e programmi di scambio. Ad esempio, il Museo Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea e il Korean Arts Management Service supportano residenze internazionali per artisti e curatori. La Korean Art Museum Association gestisce diverse mostre, residenze e programmi di apprendimento con la collaborazione di oltre cento musei privati.

Quali sono i vostri piani per il futuro?
K.-K. L.: Il nostro scopo è promuovere artisti coreani in tutto il mondo attraverso mostre reali e online; il KAP continuerà a giocare un ruolo nella creazione di maggiori opportunità per gli artisti del mio Paese di mostrare i loro progetti al di fuori della Corea e sviluppando, così, una rete globale di conoscenze.

Jongku Kim, installation view at the exhibition Ask the Dust, Lucca 2013
Jongku Kim, installation view at the exhibition Ask the Dust, Lucca 2013

Quando e come siete venuti a sapere che avreste vissuto e lavorato per alcuni mesi a Lucca? Quali erano le vostre aspettative riguardo questa esperienza?
Seung Young Kim: Ho sentito parlare di questo programma nei primi mesi di quest’anno. Avevo già visitato l’Italia in passato e sapevo alcune cose di questo Paese, ma è stata la prima volta che l’ho conosciuto attraverso l’arte. Ero molto eccitato all’idea di partecipare a questo programma e mi domandavo come mi sarei sentito una volta qui.
Jongku Kim: Sono stato contattato all’inizio di quest’anno. Mi sono interessato all’Italia, una nazione che condivide molte cose con la Corea, come alcune caratteristiche geografiche e la natura allegra delle persone ma che, allo stesso tempo, se ne differenzia per altre.

Avevate già visitato l’Italia? Eravate al corrente della situazione dell’arte contemporanea italiana?
S. Y. K.: Ero già stato in Italia diverse volte ed ero affascinato in particolare dal vostro patrimonio artistico antico. Ho trovato interessanti i vostri artisti contemporanei: hanno un buon senso dello humour e intuizioni differenti rispetto agli altri artisti europei. L’Italia e la Corea hanno molte cose in comune, in qualche modo.
J. K.: Avevo già visitato l’Italia tre volte: nel 1992, nel 1996 e nel 1998. Credo che lo spirito fantasioso degli artisti contemporanei italiani sia inserito nel loro contesto tradizionale.

Potete spiegarci cosa significa per degli artisti coreani lavorare in un contesto medioevale europeo come quello di Lucca? Questa esperienza ha cambiato il vostro punto di vista riguardo ai vostri processi creativi?
S. Y. K.: Il tempo, lo spazio e le loro tracce sono i temi principali del mio lavoro. L’atmosfera medievale di Lucca mi ha sicuramente ispirato.
J. K.: Questo genere di contesto medioevale europeo è abbastanza insolito per me. Ad ogni modo, l’estraneità e il senso di differenza può essere un’ottima fonte di ispirazione per un artista, spingendomi a pormi domande riguardo la solidità e la polvere nel mio lavoro.

Seung Young Kim, Blood over the Block, 2013
Seung Young Kim, Blood over the Block, 2013

Quali lavori avete sviluppato durante il soggiorno a Lucca?
S. Y. K.: La location della mostra è una grotta sotto le mura delle città, con un giardino. È un bellissimo posto che possiede un silenzio misterioso. Ho percepito che condivide delle similitudini con la vita umana, in un certo senso. Ho creato installazioni ispirate all’atmosfera di questo spazio.
J. K.: La grotta sotto le mura medioevali cittadine, che è il luogo in cui avviene la mostra, è un posto ricoperto dalla polvere di oltre 1.000 anni. Ho iniziato a raccoglierla per creare dei cumuli. Inoltre ho scritto parole poetiche ispirate alla città di Lucca con polvere di ferro su tessuto. Questo lavoro mostra un processo di trasformazione dal materiale solido alla polvere e racconta della speranza di un rispetto globale per le cose attorno a noi e nel futuro.

La Corea del Sud ha una delle scene artistiche più interessanti e vibranti di questi ultimi anni e i lavori di molti artisti coreani hanno ricevuto consensi in tutto il mondo. Come definireste l’attuale scena artistica del vostro Paese?
S. Y. K.: Per me l’arte coreana è come un’onda sul mare. Guardandone la superficie può sembrare vivace ma, in realtà, non è molto profonda. Per scavare in profondità c’è la necessità di un diametro maggiore. È giunto il momento di allargarsi.
J. K.: Ci sono molti bravi artisti in Corea. Concentrandoci sull’approccio, credo che una delle caratteristiche significative dell’arte coreana sia l’attitudine rigorosa rispetto all’espressione.

Filippo Lorenzin

Lucca // fino al 30 agosto 2013
Kim Jongku / Kim Seung Young – Ask the Dust
a cura di Maurizio Vanni e Kko-Kka Lee
LU.C.C.A.
Via del Giardino Botanico 14
0583 571712
[email protected]
www.luccamuseum.com
www.koreanartistproject.com

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.