Come si dice food truck a Parigi?

Salsiccia e patatine all’uscita dallo stadio, lungo vialoni anonimi e in mezzo al puzzo di fritto e smog. Questa è all’incirca la visione che si affaccia alla mente quando si parla di food truck. Però, anche qui, c’è chi fa le cose per bene. Vi raccontiamo l’esempio del Camion Qui Fume a Parigi. E dell’americana che lo ha inventato.

Le Camion Qui Fume

La guida Le Fooding di Alexandre Cammas gli ha dedicato una speciale menzione: non è un bistrò, neppure un ristorante ma, come dice il suo nome, Le Camion Qui Fume è un camioncino che fuma, anzi, che profuma di hamburger e patatine. Un food truck, per dirla all’americana, dove sta impazzando la mania dello street food e sull’asfalto davanti a un camioncino puoi trovare centinaia di persone in fila, radunatesi a colpi di tweet, per mangiare sushi, dim sum, barbecue alla brasiliana, salsicce greche, frittelle, panini vietnamiti, cupcake, e decine di altre prodezze gastronomiche. Che siano le finanze traballanti o la noia per le grandi catene, fatto sta che la nuova domanda in termini di cibo lo vuole economico e veloce, e così i food truck sono diventati veri e propri incubatori di innovazione culinaria, anche al di qua dell’oceano.
Sì, avete letto bene, è possibile fare cibo di qualità a bordo di un furgone attrezzato. Anche a Parigi, patria delle tovaglie inamidate e dei microscopici tavolini da bistrò, dove la californiana Kristin Frederick ha importato la moda statunitense del food truck e incantato tutti con hamburger gourmet degni del miglior ristorante. La storia è andata più o meno così: appassionata di cucina, appena arrivata in Francia Kristin si è diplomata presso l’École Supérieure de Cuisine Française Ferrandi e poi si è chiesta come mai, a Parigi, nessuno avesse ancora pensato di creare un food truck che distribuisse hamburger di qualità: lì, nella città del buon pane (una boulangerie a ogni angolo), della carne di manzo (avete presente l’entrecôte?) e delle patatine (non per niente si chiamano french fries, anche se sotto sotto vengono dal Belgio) occorreva prendere seriamente la ricetta dell’hamburger. Detto, fatto.

Le Camion Qui Fume
Le Camion Qui Fume

Con un camion, una patente B e tanta carne macinata si è inventata nel 2011 Le Camion Qui Fume, il primo e a oggi il più famoso food truck di Parigi. Niente a che fare con i camion del cibo che siamo abituati a vedere, quelli che all’uscita dello stadio, di un concerto, delle sagre di paese o dalla discoteca (e purtroppo davanti a tanti nostri monumenti) vendono panini o piadine preconfezionate con salsicce scadenti. No, qui si parla di cucina vera, di ricerca, di ingredienti di prima qualità. E infatti i parigini di tutte le età fanno la fila davanti a questo  furgoncino che si sposta in città dalle 11 alle 14 e dalle 19 alle 22, fornendo l’indirizzo esatto via Twitter, Facebook o tramite il sito web, e distribuisce hamburger golosi fin che ce n’è.
Il menù è corto (6 tipi di hamburger + 1 vegetariano, patatine, insalata e cheesecake) ma ogni piatto è buonissimo e ricercato. I prezzi sono bassi (ogni hamburger costa 8 euro e con il contorno di patatine o insalata 10 euro) e le ricette sono sfiziose e ricalcano un bel mix di cucina americana e francese. Talmente ricercate che sono diventate perfino un libro in vendita in tutte le librerie di Parigi. A chiedersi il motivo di così tanta attenzione e successo, c’è da darsi più di una risposta: una riedizione del vecchio carretto, un’interpretazione della tendenza “no frills” che sta contagiando tutti gli ambiti del leisure e dell’intrattenimento (pure quello mangereccio), una risposta alla crisi che impone di rivedere al ribasso i costi fissi per avviare un’attività (nell’ottica dell’imprenditore del cibo) e di ridimensionare i consumi per i pasti fuori casa, senza però rinunciare alla qualità.

Le Camion Qui Fume
Le Camion Qui Fume

Sicuramente il fattore “di moda” gioca il suo ruolo, ma dopo aver appiccicato l’aggettivo ‘gourmet’ a ogni genere di pietanza pop (il gelato gourmet, la pizza gourmet e così via) era venuto il momento di riabilitare l’hamburger e, con un’innovazione al quadrato, anche il modo di intendere la ristorazione mobile. Senza del resto inventare nulla, perché quella dello street food è una tradizione dalle radici antichissime, ma la sua multisensorialità (l’odore del cibo che si diffonde nell’aria, il fatto di mangiarlo con le mani, la convivialità e la facilità di consumo) è interpretata in chiave moderna e giovane nello stile (un food truck colorato da cui esce musica elettronica e ragazzi che cucinano) e con una impeccabile e nuova qualità legata al prodotto. È questa la risposta al successo del Camion Qui Fume. Kristin è praticamente una celebrità nel gastromondo parigino e, se le chiedessimo il segreto del suo successo, certamente risponderebbe dicendo: “C’est le street food, baby!”.

Martina Liverani

 

www.lecamionquifume.com

 

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #13/14

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