Castelbasso/Civitella, la transumanza dell’arte

Due affascinanti borghi medievali, quattro mostre, quattro curatori, tanti artisti di diverse inclinazioni e generazioni. Nell’estate abruzzese brilla l’attività messa in piedi lungo il “tratturo” fra Castelbasso e Civitella del Tronto

MIMMO PALADINO, VARIeAZIONI - Dormienti, 1999 (foto Gino Di Paolo e Mario Di Paolo)

Trans, attraverso, più humus, terreno. Questa l’etimologia di transumanza: attraverso il terreno, attraverso il territorio. Utilizzato a indicare la migrazione stagionale delle greggi, delle mandrie e dei pastori, dai pascoli collinari o montani a quelli delle pianure, e viceversa. Un evento carico di forza evocativa, antropologica ma anche visuale, plastica: tanto da tornare nelle parole di tanti letterati, da Virgilio a Plinio il Giovane. Fino a Gabriele D’Annunzio, con i celebri versi de I pastori, infissi nella memoria di tutti: “Settembre, andiamo. È tempo di migrare. / Ora in terra d’Abruzzi i miei pastori / lascian gli stazzi e vanno verso il mare…”.
L’Abruzzo. È questa la regione associata nell’immaginario collettivo alla transumanza. Ed è qui che da qualche anno l’attitudine torna, traslitterata nelle arti. L’Abruzzo, per gran parte dell’anno pressoché alieno – almeno nell’entroterra – alle dinamiche della creatività, in estate si tramuta in meta di elezione per chi sia alla ricerca di una vacanza che associ alle bellezze naturali e paesaggistiche sorprendenti – a spesso inaspettati – stimoli artistici. Protagonisti della transumanza postmoderna? Artisti di tutte le generazioni, di ogni nazionalità, critici, curatori: con Giacinto Di Pietrantonio a simboleggiare questa disposizione, un abruzzese – nativo di Pescara – “emigrato” a trovare la sua realizzazione fra Milano e Bergamo, ma pronto a tornare ogni estate alle sue terre.
Alla regia degli eventi, a indicare i “tratturi” alle nuove greggi di art maniac ci sono da due anni due istituzioni, l’Associazione Naca Arte di Civitella del Tronto e la Fondazione Malvina Menegaz di Castelbasso, entrambi stupendi borghi del teramano che mettono insieme le forze per proporre progetti coordinati e tirano a lucido le proprie strutture per ospitare mostre ed eventi collegati capaci di soddisfare tutti i gusti. E siccome la transumanza è una cosa seria, da questa parti non arrivano le classiche mostre “estive”, magari con qualche nome forte a far da civetta per mostre dalla spesso dubbia impostazione critica e altrettanto spesso dalla dubbia autenticità delle opere esposte. Qui l’imperativo è quello della qualità, e si applica a focus su singoli personaggi come a mostre di ricerca, su specifiche tematiche o con taglio generazionale.

LE RAGIONI DELLA PITTURA. ESITI E PROSPETTIVE DI UN MEDIUM - Hernan Bas, A green line, 2005 (foto Gino Di Paolo)
LE RAGIONI DELLA PITTURA. ESITI E PROSPETTIVE DI UN MEDIUM – Hernan Bas, A green line, 2005 (foto Gino Di Paolo)

Un focus monografico apre le mostre che si inaugurano il 6 luglio a Castelbasso, entrambe curate da Laura Cherubini ed Eugenio Viola. Il titolo è VARIeAZIONI, e il protagonista è Mimmo Paladino, protagonista – tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta – del “ritorno alla pittura” con la Transavangiardia. Una mostra non ampia, ma con un’entusiasmante serie di opere storiche che presentano al meglio un artista cosciente della sua grandezza e delle proprie caratteristiche uniche, ed affrancato dalla “prigionia” – che in qualche caso lo ha limitato – dei suoi stilemi più popolari ed a volte logori. A Castelbasso invece ci si muove fra pittura, scultura, disegno, terracotta e ceramica, fra opere – e la cosa non appaia secondaria – quasi tutte di proprietà dell’artista stesso, ancorché storiche. Da non perdere Da Antonello da Messina, straordinaria costruzione in legno e ferro del 2002, e l’installazione I Dormienti, del 1999: “Molti ci hanno letto un riferimento alle catacombe romane, e venne fuori quest’immagine che tutti associavano a Pompei, invece il riferimento erano i disegni di Henry Moore nei rifugi antiaerei”, chiarisce lo stesso Paladino nel ricco dialogo con i curatori presente in catalogo.

Visione Animale - Mario Airò - Senza titolo, 1991
Visione Animale – Mario Airò – Senza titolo, 1991

Taglio completamente diverso, anche se ancora legato alla rivalutazione della pittura, ha l’altra mostra di Castelbasso, titolo Le ragioni della Pittura. Esiti e Prospettive di un Medium, che mette a confronto le ricerche di artisti italiani e internazionali, “in cui la pratica pittorica rinnova il proprio statuto aprendosi ad una serie di nuove potenzialità, lavori che elaborano criticamente il rapporto con la tradizione e ridefiniscono il presente di un medium considerato ingiustamente e a lungo obsoleto”. Tematiche sempre attuali per un excursus pregnante di significati, che arricchisce il dibattito riunendo in un percorso lineare esiti diversi per ispirazione e approccio alla superficie: dall’espressionismo liquido ma gravido di introspezione di Hernan Bas, al simbolismo etno-antropologico di Peter Linde Busk, alla metafisica organica di Simone Berti, alla pittura che si fa videoarte nel tableau vivant di Luigi Presicce. Ma qui poco possono le parole: la full immersion immersiva fra colori, segni e gestualità diventa indispensabile.

Mario Dondero, Due giorni prima della Caduta del muro di Berlino_ 1989
Mario Dondero, Due giorni prima della Caduta del muro di Berlino_ 1989

Due le proposte a Civitella del Tronto, dove gli eventi – accomunati dal titolo di Visioni – sono visibili già da qualche giorno, fino al prossimo 30 settembre, nell’affascinante location della Fortezza Borbonica, un enorme spazio di oltre 25mila metri quadrati che ne fanno la seconda in Europa per dimensioni. È qui che il già citato Giacinto Di Pietrantonio propone la sua godibilissima Visione Animale, zibaldone di opere di tutte le tecniche che prende spunto da L’intelligenza degli animali di Plutarco, per riflettere sulla condizione umana, la sua ragione e i suoi sentimenti, in relazione a quella animale. Spicca, nei sotterranei della chiesa della fortezza, il video Deeparture di Mircea Cantor, coinvolgente coreografia da danza macabra giocata fra un lupo e un cervo costretti fra le pareti bianchissime di una stanza chiusa, con tutte le dinamiche che si innescano fra preda e predatore. E catturano l’attenzione di tutti le panchine di Alberto Garutti, sei disseminate per i vari spazi del complesso, sopra ognuna delle quali l’artista ha ritratto un cane appartenente a una famiglia di Trivero, il paesino dove ha presentato il progetto promosso dalla Fondazione Zegna. Fra le stanze dei soldati, le celle, le stalle, i camminamenti, le piazze d’armi della Fortezza si incontrano poi – fra gli altri – il cane di Victor Man, l’orso di Paul McCarthy, il cavallo di Fabio Mauri, i cervi di Simone Berti, le farfalle di Damien Hirst, le oche di Diego Perrone. L’altra mostra proposta – a cura di Umberto Palestini – a Civitella proietta lo spettatore nel cuore delle immagini del fotografo Mario Dondero (Milano, 1928), rinomato reporter dei cui scatti intende valorizzare le valenze formali, costruttive, oltre che documentarie. Novanta le fotografie esposte, scattate dai primi anni Cinquanta ai giorni d’oggi, a partire dall’immagine che ha fatto il giro del mondo, la foto di gruppo degli scrittori Alain Robbe-Grillet, Claude Simon, Claude Mauriac, Jérôme Lindon, Robert Pinget, Samuel Beckett, Nathalie Sarraute e Claude Ollier, con cui Alain Robbe-Grillet disse che era nato ufficialmente il Nouveau Roman. E poi i ritratti di protagonisti delle arti del Novecento come Pier Paolo Pasolini, Günter Grass, Francis Bacon, Samuel Beckett, Alberto Giacometti, Man Ray, Roland Topor, Dario Fo, Claudia Cardinale.

Massimo Mattioli

Castelbasso (Te) // dal 6 luglio 1 settembre 2013
MIMMO PALADINO. VARIeAZIONI
LE RAGIONI DELLA PITTURA. Esiti e Prospettive di un Medium
a cura di Laura Cherubini ed Eugenio Viola
Palazzo Clemente / Palazzo De Sanctis
www.fondazionemenegaz.it

Civitella del Tronto (Te) // fino al 30 settembre 2013
VISIONE ANIMALE
a cura di Giacinto Di Pietrantonio
VISIONE MARIO DONDERO
a cura di Umberto Palestini
Fortezza e Museo delle Armi
www.fortezzacivitella.it

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Nel 2007 ha curato la costituzione, l’allestimento ed il catalogo del Museo Nino Cordio a Santa Ninfa (Tp). Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. Ha collaborato con diverse riviste specializzate, e nel 2008 ha co-fondato il periodico Grandimostre, del quale è stato coordinatore editoriale. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Fa parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.