Buon compleanno Camjap

Per i suoi trent’anni di attività il Centro di Arte Moderna José de Azeredo Perdigão di Lisbona ha organizzato numerosi eventi. Un concerto, alcune performance e tanta arte contemporanea. Appuntamento per domani, 25 luglio.

La prima mostra del CAMJAP, 1983

Il 20 luglio 1983 dovrebbe essere ricordato come un giorno fondamentale per la cultura artistica portoghese: il giorno dell’inaugurazione del Centro di Arte Moderna José de Azeredo Perdigão (CAMJAP) della Fondazione Calouste Gulbenkian di Lisbona. Studiosi ed esperti d’arte, come il celeberrimo José-Augusto França, riposero grandi aspettative in questa nuova istituzione museale, fiduciosi in un’apertura e in una valorizzazione del contesto portoghese sia a livello nazionale che internazionale. Nel 1985 avvenne infatti la consacrazione del Centro di Arte Moderna, scelto per ospitare il primo, e sfortunatamente ultimo, progetto espositivo Exhibition/Dialogue finanziato dall’Unione Europea e curato dal critico francese René Berger. L’importanza del CAMJAP crebbe negli anni fino a diventare uno dei maggiori musei di arte contemporanea del Portogallo, con una collezione di oltre 9000 opere di artisti portoghesi e internazionali. Il 20 luglio del 1983 dovrebbe essere ricordato, quindi, quale momento di apertura e consacrazione dell’arte portoghese e di questa nuova istituzione.
Il 25 luglio di quest’anno il Museo ha deciso di commemorare i suoi primi trent’anni. Tre decenni d’intensa e proficua attività espositiva (si contano più di 350 mostre) e di ricerca artistica saranno celebrati con una giornata colma d’iniziative: si potrà assistere a installazioni e interventi di artisti portoghesi, come Rodrigo Oliveira (Sintra, 1978) con i pannelli colorati della sua opera Sem Degraus à Sombra, e lo schermo digitale di Carlos No (Lisbona, 1967) intitolato Euroblood, oltre ad alcune performance e a un concerto nell’anfiteatro del giardino della Fondazione Gulbenkian della celebre cantante jazz Maria Jõao (Lisbona, 1956) con il suo nuovo progetto Ogre. Tra tutti gli eventi ideati per quest’importante momento della cultura portoghese, uno in particolare è legato alla storia di questa giovane istituzione.

Amadeo de Souza-Cardoso - Senza Titolo (Clown, Cavallo, Salamandra), 1911-1912 circa
Amadeo de Souza-Cardoso – Senza Titolo (Clown, Cavallo, Salamandra), 1911-1912 circa

Per comprenderne la portata, si deve nuovamente tornare all’inaugurazione del 1983, quando la Fondazione Gulbenkian pensò di aprire il nuovo Centro con una retrospettiva dedicata a uno dei maggiori artisti d’avanguardia portoghese, Amadeo de Souza Cardoso (Amarante, 1887 – Espinho, 1918), intitolata per l’appunto Amadeo de Souza-Cardoso. A Primeira Descoberta de Portugal na Europa do Século XX. Questa retrospettiva, che riunì numerose opere dell’artista portoghese dopo quasi cinquant’anni dall’ultima esposizione, ottenne un’enorme fortuna e fu visitata da più di 75mila persone in soli cinque mesi. Così, seguendo un evidente filo conduttore, il 25 luglio sarà inaugurata Sob o Signo de Amedeo. Um Século de Arte, che esporrà quasi tutte le opere di Souza Cardoso presenti in collezione (circa 170 lavori) nonché numerose opere di artisti contemporanei dell’ultimo secolo.

Amadeo de Souza-Cardoso - Vita degli strumenti, 1916
Amadeo de Souza-Cardoso – Vita degli strumenti, 1916

Nella speranza di ripetere il successo del 1983, questa mostra sarà l’occasione per il visitatore di rapportarsi con l’enorme collezione del Centro di Arte Moderna, di conoscere la storia dell’arte contemporanea portoghese e partecipare a una doppia celebrazione.


Filippo De Tomasi


Lisbona // fino al 19 gennaio 2014
Sob o Signo de Amedeo. Um Século de Arte
a cura di Isabel Carlos, Ana Vasconcelos, Leonor Nazaré, Patrícia Rosas e Rita Fabiana
CENTRO DE ARTE MODERNA JOSE’ AVEREDO PERDIGAO
Rua Dr. Nicolau de Bettencourt
21 782 3474 – 21 782 3483
[email protected]t
www.cam.gulbenkian.pt

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Filippo De Tomasi
Nato nel 1987 a Vicenza, si laurea in Conservazione dei beni culturali presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. Attualmente frequenta la laurea magistrale in Arti visive presso l’Università di Bologna. Specializzato in storia dell’arte contemporanea, si interessa, in particolare, di fotografia e del delicato rapporto tra mercato e arte.