Dieci anni di Artelibro. Intervista con Giovanna Pesci Enriques

L’edizione numero dieci si svolgerà dal 19 al 22 settembre prossimo, con il fulcro di Palazzo Re Enzo e del Podestà a Bologna. Quest’anno il tema/titolo è “Musica per gli occhi. Collezionismo all’Opera”. Dall’origine al futuro abbiamo parlato con la presidente dell’associazione e fondatrice Giovanna Pesci Enriques.

Artelibro 2012

A settembre si festeggia il primo decennale di Artelibro. Un bilancio.
Il “primo decennale” è un augurio: speriamo di festeggiare anche il secondo! Il bilancio dei primi dieci anni è assolutamente positivo: è aumentato il pubblico, è aumentata la visibilità, è aumentato il prestigio e la credibilità di una manifestazione, Artelibro Festival del Libro d’Arte, e di Bologna, la città che l’ha accolta e che fin dall’inizio ha creduto nelle sue motivazioni e nei suoi obiettivi. Ora Artelibro è un festival conosciuto nel mondo.

Torniamo alle origini: com’è nata l’idea? Quale obiettivo vi prefiggevate?
Dieci anni fa l’editoria d’arte italiana era al top nel mondo per contenuti e forma. Patrimonio artistico, tradizione di studi, alta qualità fotografica e tipografica rendevano i libri d’arte italiani i più belli al mondo. Perché non realizzare un festival e una mostra-mercato che valorizzasse questo genius loci?

In dieci edizioni cosa è cambiato? Come sono mutati gli obiettivi iniziali?
Sono cambiate molte cose, ed è cambiato il settore, sia in Italia che all’estero. Le fiere del libro internazionali sono aumentate di numero, ma nello stesso tempo al loro interno l’editoria d’arte industriale, soprattutto quella legata ai cataloghi delle mostre, si è ridimensionata. Artelibro ha scelto di seguire una corrente, quella legata al collezionismo di edizioni rare e di libri antichi, di volumi di pregio e di pubblicazioni d’artista, per arrivare, negli ultimi anni, a interessarsi anche di autoproduzione ed editoria indipendente. Nell’edizione 2013, in particolare, la novità sarà rappresentata da un focus sull’editoria d’arte digitale: e-book e app di arte contemporanea di cui il pubblico potrà usufruire in apposite postazioni. L’editoria industriale d’arte non è scomparsa ma ha trovato spazio nella Libreria dell’Arte, gestita da librerie.coop, di fronte alla sede storica di Palazzo Re Enzo.

Artelibro 2012 - la Libreria dell'Arte
Artelibro 2012 – la Libreria dell’Arte

Quale edizione ricorda particolarmente e perché? Nel bene e nel male. E non è ammesso dire “la prossima”!
La prima, se non altro per l’emozione del battesimo, la piazza coperta di Palazzo Re Enzo strapiena, un programma ancora ridotto e tutto sommato “povero” ma premiato da un’incredibile partecipazione di pubblico: 22mila visitatori in Palazzo Re Enzo in soli tre giorni.

Editoria ma anche – e forse soprattutto – lezioni, incontri, confronti. Come bilanciate queste due componenti, che sono sicuramente interrelate ma che possono convivere in molte maniere diverse? L’esempio del Salone del Libro di Torino è in questo senso molto eloquente: la parte degli incontri e delle presentazioni ha preso il sopravvento…
Noi vogliamo che i libri rimangano sotto gli occhi della gente.  Devono essere guardati, sfogliati, il pubblico ne deve trarre piacere. Il libro come oggetto rimane il protagonista della manifestazione, che coinvolge però tutta la città di Bologna e la trasforma per un fine settimana della capitale del libro d’arte. Tutti i musei, le biblioteche, le gallerie, gli spazi pubblici e privati del capoluogo emiliano propongono una mostra o un evento dedicato al libro d’arte: è grazie a questo e al fitto programma di conferenze, workshop e incontri promossi da Artelibro che si costituisce il festival, che diventa dunque un traino per l’approfondimento, la lettura, il piacere della bellezza e dell’arte.

Quest’anno il tema è Musica per gli occhi, con un evidente richiamo al bicentenario della nascita di Verdi. Come si espliciterà questo omaggio?
È un tema molto amato, quello della musica, che si sposa con il libro d’arte e d’artista secondo le più diverse accezioni. È ancora presto per rivelare il programma nello specifico, ma avremo artisti contemporanei che si confronteranno con la performance musicale legata al libro d’artista, e mostre in cui si espliciterà con forza l’apporto del visuale al mondo della musica. L’università sarà coinvolta attraverso convegni specializzati, così come saranno coinvolti tutti gli altri enti istituzionali della città (e non solo), a partire dal Teatro Comunale di Bologna.

Artelibro 2012 - C_artelibro
Artelibro 2012 – C_artelibro

Chiudiamo con la questione della crisi. Che influenza ha avuto sul budget del festival e come ha impattato sulle vendite degli espositori? E come affronterete il problema quest’anno?
Come tutti, abbiamo sentito la crisi: il budget in dieci anni si è pressoché dimezzato, ma non così le vendite degli espositori, sia nella grande Libreria dell’Arte sia in Palazzo Re Enzo dove si vende il libro antico, di pregio e il libro d’artista contemporaneo, ovvero da collezione. Il collezionismo resiste perché è qualcosa che va al di là delle crisi economiche e dei mercati. È qualcosa insito nell’identità del bibliofilo che decide di acquistare proprio quel volume, a qualsiasi prezzo. Questo non significa che i prezzi dei libri ad Artelibro siano tutti elevati: all’interno della rassegna FRUIT. Focus on contemporary art, ad esempio, si possono acquistare libri d’artista anche a partire da 10 euro.

Marco Enrico Giacomelli

www.artelibro.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.