L’imperativo per Fotografia Europea 2013: cambiare

Sembra quasi una premonizione: Fotografia Europea quest’anno parla di “cambiamento” e insiste sulla “responsabilità”. Mai così attuale, mai così radicata nel presente, mai così partecipe. Vista anche la recentissima nomina del sindaco di Reggio Emilia a Ministro degli Affari Regionali.

Andrea Galvani, Higgs Ocean #6, 2009-2010. Courtesy of the artist & Meulensteen Gallery, New York & Artericambi, Verona

Come ogni anno, alla faccia della crisi, la piccola città sulla via Emilia – così vicina eppur così diversa dalle confinanti – mette in scena un’infinità di mostre, apre location altrimenti inaccessibili, mobilita i suoi abitanti e attrae i “forestieri”. Tre giornate inaugurali durante le quali si concentrano incontri (da Piero Del Giudice a David Riondino, da Tiziano Scarpa a Tomàs Saraceno e Marinella Paderni), workshop, pranzi con i fotografi, letture di portfolio e naturalmente concerti, dj set e proiezioni del progetto Giovane Fotografia Italiana #02. E quasi 400 mostre. No, non è un refuso: fra istituzionali, off, circuito della Provincia, piccole collegate e online, sono centinaia le esposizioni e i fotografi coinvolti.
Non limitato ai canonici confini europei, in questo 2013 il festival si apre a territori posti oltre, e coinvolge il Giappone con Illuminance di Rinko Kawauchi, ma soprattutto la Russia, tramite la nuova collaborazione con il Multimedia Art Museum di Mosca e la partecipazione curatoriale di Olga Sviblova. Dentro la città invece si infrangono i confini delle sedi consuete e si dilatano gli spazi in direzione dell’interessantissimo Atelier Viaduegobbitre, delle “case elemosiniere”, del Chiostro della Ghiara e del Museo dei Cappuccini, in un continuo scambio di interferenze, in un fluido gioco di curatori storici e new entry.

Tomoko Sawada, Skin #1, 2012
Tomoko Sawada, Skin #1, 2012

Fotografia Europea è una macchina complessa, un meccanismo che si è voluto suddividere in quattro temi guida che gravitano attorno al cambiamento: “straniamento”, una ricerca sulle mutazioni della fotografia e sulla percezione delle differenze nelle immagini e nelle persone; “fiducia-cambiare sé”, che coglie l’essenza degli adolescenti, esseri in trasformazione tra l’infanzia e l’età adulta ed entro cui si collocano anche le iniziative di Reggio Children e dello Speciale diciottoventicinque; “sorpresa-cambiare il mondo”, un’osservazione del territorio e degli spazi che abitiamo; infine “visione-cambiare il modo di vedere”, con indagini sul rapporto con lo spazio, da quello quotidiano alle estreme lande del Circolo Polare Artico.
Immancabile è l’omaggio alla fotografia storica, alla memoria e all’insegnamento di un grande protagonista della cultura visiva del Novecento: ai Chiostri di San Domenico la retrospettiva Guardare la metamorfosi è dedicata a Carla Cerati, con 150 scatti che documentano l’intera vita fotografica di una donna profondamente legata a una società in cambiamento come quella italiana della seconda metà del secolo scorso.

Stefano D'Amadio, Alphasat, Torino, 2010 © Stefano D’Amadio
Stefano D’Amadio, Alphasat, Torino, 2010 © Stefano D’Amadio

Il concept del festival è chiaro, cristallino: “Abbandoniamo le false promesse e i buoni propositi rivolti a un futuro destinato comunque a essere sempre tradito, lasciamo ai moralisti e agli ossessivi la pretesa dei valori ideali e delle buone utopie, lasciamo agli ipocriti mascherati e ai lobbisti convinti gli interessi nascosti, infine ai patiti e ai sempre finti giovani le eccitazioni del nuovo tecnologico e ottimista. Chiediamoci invece, in un mondo che cambia senza sosta, che cosa siamo in grado di cogliere e che cosa siamo capaci di condividere e rendere bene comune di questi continui mutamenti”.
Sta al nostro sguardo coraggioso e sorpreso accettare con responsabilità il cambiamento del mondo e dei suoi ritratti fotografici.

Marta Santacatterina

Reggio Emilia // fino al 16 giugno 2013
Fotografia Europea 2013. Cambiare. Fotografia e responsabilità
SEDI VARIE
0522 456249
[email protected]  
www.fotografiaeuropea.it

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.