La spedizione vegetale dell’Aéroflorale

Sono atterrati il 2 maggio a Mont des Arts, ma nessuno li ha visti. A bordo dell’Aéroflorale, sospinti da grandi palloni e da un tiepido vento ascendente, l’equipaggio si è spostato attraverso la Francia. Da Nantes, Capitale verde d’Europa 2013, è arrivato a Bruxelles, candidata al titolo 2015 assieme a Bristol, Glasgow e Ljubliana. In attesa della tappa torinese, abbiamo scambiato due battute con François Delaroziere, capitano della bizzarra spedizione artistico-scientifica.

Aéroflorale

L’Aéroflorale è un’opera d’arte, un mezzo meccanico e una pièce teatrale al tempo stesso, affascinante ed enigmatica. Questi eredi di Jules Verne e Leonardo da Vinci sono comandati da François Delaroziere, diplomato alla scuola di Belle Arti di Marsiglia e da tempo artefice di simili imprese. Durante il soggiorno belga si sono prefissi di studiare accuratamente la flora locale per non smentire la natura scientifica della loro missione. La “Spedizione Vegetale” compie ricerca su fonti energetiche alternative, ha a bordo un botanico, un metereologo e vari ingegneri. Ma sono le moltissime piante che alimentano, assieme al vento e grazie a macchinari appositamente studiati, gli spostamenti più o meno reali dello strano e monumentale mezzo di trasporto. Si mormora di scoperte di grande importanza, che potrebbero addirittura sovvertire il sistema economico mondiale. Abbiamo rivolto a François Delaroziere alcune domande.

Ai piedi dell’Aéroflorale c’era un gran numero di persone, qui a Bruxelles. La maggior parte di loro poneva la stessa domanda: “sembra pesante, come fa a volare?”
L’Aéroflorale vola grazie all’energia generata dalle piante a bordo. I vegetali sono invasati in un composto speciale che funge da conduttore ed è collegato a una batteria. I ricercatori sono anche riusciti a ricavare un gas da questo composto, il Péthane G3, che riempie i palloni aerostatici e permette alla macchina di volare.

Aéroflorale
Aéroflorale

Il veicolo viaggia a velocità molto ridotta. Come riesci a mantenere la pace a bordo nei lunghi tragitti?
I ricercatori del team sono tutte persone serie e molto concentrate sul proprio lavoro, sono quindi abbastanza facili da gestire, anche se, a volte, mi capita di dovergli ricordare le regole della vita di bordo.

Qual è la scoperta più importante che avete fatto finora?
A bordo abbiamo un laboratorio per esperimenti, che facciamo scendere a terra quando atterriamo. Abbiamo, ad esempio, una macchina che permette di comunicare con le piante, una macchina climatica e una sedia a dondolo per vegetali. Nel team c’è Milo Malan, un fito-musicologo che sta studiando la reazione fisica delle piante ai suoni.

Mangiate e dormite tutti a bordo?
Sì, naturalmente, dormiamo in amache e mangiamo i prodotti del nostro giardino volante purtroppo sempre crudi. Capirete quindi quanto siamo contenti di poter dormire in albergo e mangiare al ristorante quando atterriamo.

Aéroflorale
Aéroflorale

Cosa vi aspettate dalla tappa torinese?
A Torino si coltiva una Vitis vinifera in modo del tutto speciale, pare che la vigna venga innestata con alberi da frutta come il ciliegio e il gelso. Questo tipo di cultura potrebbe essere in grado di produrre grande energia. Anche il Platanus x hispanica ha frutti ricchi di fibre e iper-energia; con qualche precauzione, facendoli fermentare, è probabile che si riesca a produrre il Péthane G3, il gas senza il quale il volo dell’Aéroflorale sarebbe impossibile.
Invito i cittadini torinesi a portarci le loro piante in modo da fare un utile scambio di conoscenza. Una cosa è certa, l’Aéroflorale partirà durante la settimana da Bruxelles alla volta dell’Italia, non si sa di preciso quando, tutto dipende dalle condizioni atmosferiche; probabilmente nessuno avrà la grande fortuna di cogliere l’attimo in cui la spedizione potrà sollevarsi e svanire. State allerta, laggiù in Piemonte, il velivolo dovrebbe raggiungere Torino più o meno intorno al 16 maggio.

Benedetta Mucchi

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Benedetta Mucchi
Benedetta Mucchi, pesci del 1969, vive e lavora a Bruxelles. Tre generazioni di artisti in famiglia le hanno permesso di avvicinarsi e appassionarsi all’arte sin da piccola. Ha lavorato da sempre nel campo audiovisivo, al fianco di artisti e creativi, in ambiti che spaziano dalla grafica alla musica al design. Negli ultimi anni si è particolarmente interessata alla fotografia e all’animazione ed è sempre alla ricerca di svelare i complessi e quasi inviolabili meccanismi del ‘sistema arte’. Si occupa di produzioni multimedia per la comunicazione.