Interattività veneziana. È tempo di Toolkit

Un poker di domande a Martin Romeo, fondatore del Toolkit Festival, kermesse veneziana dedicata all’arte interattiva. Si comincia il 9 maggio, per tre giorni di immersione totale.

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Dal 9 all’11 maggio Venezia ospita Toolkit, una tre giorni di mostre interattive, workshop e tavole rotonde dedicata al filone dell’arte contemporanea più sperimentale e all’avanguardia. Abbiamo incontrato Martin Romeo per parlare con lui dell’iniziativa e soprattutto del contesto in cui il suo lavoro si colloca.

Qual è la caratteristica che distingue Toolkit rispetto al panorama delle manifestazioni europee dedicate alle arti digitali?
L’unicità del Toolkit Festival risiede nel suo incentrarsi sull’interattività, sul legame stretto e intimo che si crea tra pubblico e opera nel momento della fruizione. Fondamentale è quindi la proposta di un percorso contemplativo fra le opere in esposizione, tema specifico di quest’ultima edizione.
Al bando di concorso di questa edizione, a partecipazione gratuita, hanno risposto in più di duecento da 34 Paesi. Gli artisti selezionati sono Anna Diaz & Jordi Planas (Spagna), Dimension+ (Hong Kong), Espaysantacruz Studio (Spagna), Anni Garza Lau (Messico), Nikolas Schmid-Pfaehler & Carolin Liebl (Germania), Lars Lundehave Hansen (Danimarca), Robert Mathy (Austria), Morast (Austria), Nohista (Francia), Ricardo O’Nascimento & Ebru Kurbak (Brasile-Italia), Lorenz Potthast (Germania), Daniel Schwarz (Germania) e Signal to Noise (Gran Bretagna). Karina Smigla Bobinski, artista internazionale polacca, Valerio Mannucci, curatore e editor di Nero Magazine, Daniele Spanò, curatore e rappresentante della Fondazione Romaeuropa, Fausto Tomei, autore del volume Arte Interattiva. Teoria e Artisti, hanno selezionato i progetti partecipanti.
Fondamentale per il Toolkit è l’attenzione alla didattica: quest’anno saranno presenti i gruppi milanesi Dotdotdot e Otolab, che proporranno approfondimenti sul suono e sulle ricerche urbane. In questo il Toolkit guarda a manifestazioni europee incentrate sulla divulgazione, sulla formazione con proposte di lectures, dibattiti e seminari, come propri modelli di riferimento.

Ricardo O'Nascimento & Ebru Kurbak
Ricardo O’Nascimento & Ebru Kurbak

Chi ha sostenuto e reso possibile il progetto e quali sono i partner principali? Qual è attualmente il rapporto fra la manifestazione e il contesto locale che vi ospita?
Per realizzare un festival è necessario avviare un insieme di relazioni, di rapporti e connessioni nella rete locale. Toolkit Festival si presenta come un ritrovo, un incontro, uno spazio di scambio. Offre al panorama artistico veneziano una varietà di esperienze multidisciplinari nell’arte interattiva.

Dove si svolge il festival?
Gli artisti esporranno in diversi luoghi della città: primo fra tutti la galleria A plus A Centro Espositivo Sloveno, il Palazzo Malipiero e per la prima volta l’Officina delle Zattere. La Fondazione Bevilacqua La Masa, che ha dato il suo patrocinio al festival, ospiterà nello spazio di Palazzetto Tito un incontro sui temi della New Media Art a cui parteciperanno Mauro Arrighi, Sonia Cillari, Stefano Coletto e Quayola, mentre Ca’ Foscari Digital Week collaborerà per quanto riguarda i workshop.

Come si finanzia il festival?
A differenza delle scorse edizioni, purtroppo le università Ca’ Foscari e Iuav non hanno aderito all’iniziativa, azzerando i rispettivi finanziamenti. Abbiamo attivato perciò una serie di iniziative di crowdfunding, dall’apertura di una campagna indiegogo all’organizzazione di momenti di incontro con artisti e anteprime del festival, per sostenere le spese vive organizzative, logistiche e di produzione. L’associazione Toolkit si impegna nel garantire la copertura del viaggio di ciascun artista e il soggiorno dal periodo di allestimento fino al concludersi dell’evento, tramite strutture convenzionate e collaborazioni con realtà locali, e non vogliamo che questo venga meno. Tutti i nostri sforzi sono stati indirizzati a mantenere in vita questo evento che riteniamo importante per il paesaggio veneziano, perché funge da ponte di raccordo tra artisti internazionali e un pubblico che non è abituato a essere protagonista.

Anni Garza Lau, Environmental disturbances
Anni Garza Lau, Environmental disturbances

In questo momento economico, a differenza di molte realtà internazionali, le poche iniziative italiane di sostegno alle attività culturali di ricerca e di spettacolo provengono, in molti casi, da canali regionali, che spesso si appoggiano a finanziamenti europei. Se potessi rivolgerti direttamente ai nostri rappresentanti politici nazionali, cosa chiederesti loro?
L’idea e il concetto di Toolkit richiede e necessita il supporto da parte delle istituzioni italiane. Purtroppo la realtà dei fatti non aiuta, poiché lo scenario politico istituzionale non incoraggia e non incentiva le manifestazioni culturali. In nostro festival è pensato come un evento sociale gratuito che coinvolge una moltitudine di persone, cui viene data la possibilità di entrare in contatto con l’arte tecnologica sviluppata oltre il nostro Paese. I progetti e le attività create dai giovani hanno bisogno di una maggiore presa in considerazione da parte di enti e fondazioni, purtroppo questo non accade. La situazione con la quale ci scontriamo è frustrante, avvilente e demotivante. Alla base manca l’interesse per la ricerca che proviene da gruppi e associazioni emergenti, aggravata da una mancanza di finanziamenti dovuti anche alla grave situazione di crisi italiana e mondiale.

Verrebbe da chiosare, ironicamente: mal comune, mezzo gaudio. Come immagini il futuro del Toolkit Festival fra tre anni?
Il Toolkit ha forti e profonde potenzialità e possibilità. Può divenire una tappa obbligata per gli specialisti del settore, come lo sono le più grandi manifestazioni artistiche cui si ispira.
È necessario però l’impegno di una grande istituzione o di un possibile investitore in grado di supportare il progetto e finanziarlo. Il festival è un luogo di incontro, uno spazio di scambio, un angolo in cui artisti emergenti possono dialogare, discutere e mettersi in discussione. Ma anche un punto di ritrovo per gli appassionati, gli intenditori, gli studiosi e i curiosi del settore. Insomma: un territorio fertile per costruire cultura, lavoro, crescita e futuro.

Federica Patti

www.toolkitfestival.com

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Federica Patti
Federica Patti (Bologna, 1983) è curatrice che vive e lavora a Bologna. La sua ricerca si concentra sulle arti multimediali, su progetti interattivi e partecipativi e sulla scoperta di giovani artisti emergenti. È uno dei membri fondatori di roBOt, festival internazionale dedicato alle arti digitali e alla musica elettronica. Dal 2010 gestisce a Bologna SPAZIOBARNUM, uno spazio non profit dedicato alla presentazione e allo sviluppo di tutti questi argomenti di ricerca. Nel 2012 è entrata a far parte de LaRete Art Projects; ha lavorato come project manager per "Aelia Media" di Pablo Helguera. Ha partecipato alla realizzazione della mostra video “The Eye of the Collector”. Insieme a Julia Draganović ha curato “Funding for Isola”, quarta tappa della serie "Click o Clash? Strategie di collaborazione".