Domus parla tedesco

Domus debutta in edizione tedesca. Figurarsi che, tra Germania, Austria e Svizzera, ci sono quasi cento milioni di ipotetici “lettori”. E tanto per presentarsi al suo pubblico, un po’ di storia, bitte! Naturalmente a partire dalla fondazione: Giò Ponti, anno 1928… Nel buono dei lavori, abbiamo importunato una delle caporedattrici per qualche notizia in anteprima.

La copertina del primo Domus in versione tedesca

Elementi bianchi, tondi tipo rosette, applicati a una superficie liscia della stessa tinta e su cui proiettano la loro ombra. Si presenterà così la copertina di Domus 01, edizione tedesca di imminente uscita e di notevole portata editoriale. Debutta con un’immagine quantomeno curiosa, che mostra in modo enigmatico la facciata di un museo di prossima apertura a Bregenz, città sull’estremo lembo occidentale dell’Austria, giusto al confine con Germania e Svizzera tedesca. Guarda caso, punto di convergenza tra regioni linguisticamente implicate.
È poi l’editoriale a ragguagliare i lettori su cosa sia realmente la rivista che stanno leggendo. Ma non è detto che tale categoria di acquirenti non lo sappia già. “Domus è una icona tra le riviste di architettura e design”. Un incipit a vele spiegate, che prosegue: “85 anni dopo che è stata fondata da Giò Ponti, ora tenete nelle vostre mani la prima uscita tedesca di questa rivista di fama internazionale”. L’editoriale porta la firma di Sandra Hofmeister e di Isabella Marboe, le due caporedattrici che, insieme, dirigeranno il magazine. Una poltrona per due? Niente affatto: sarà un due per due, ognuna dal proprio posto di comando. Sandra da Berlino e Isabella da Vienna. Quarantenni entrambe, quindi simmetria anche nell’età. A Isabella, a capo della redazione viennese, abbiamo posto qualche domanda.

Un articolo del primo Domus in versione tedesca
Un articolo del primo Domus in versione tedesca

Puoi anticiparci qualcosa di questa edizione tedesca di Domus?
Non vorrei svelare troppe cose prima del tempo. Comunque il primo numero uscirà l’8 maggio e avrà una cadenza bimestrale, quindi sei numeri annui. L’editore è l’austro-tedesco ahead media GmbH.

Foliazione, tiratura e prezzo?
Oltre 200 pagine, tiratura 35mila e il costo sarà di 10 euro a copia, 12 franchi per la Svizzera.

E a proposito della redazione divisa in due, quali saranno le rispettive competenze?
Le competenze sono paritarie, decidiamo insieme. Sul piano pratico, forse io, qui da Vienna, mi occuperò più di architettura, e Sandra, da Berlino, si occuperà più di design. Ma si vedrà di volta in volta.

Ricapitoliamo: quante edizioni esistono ora del magazine Domus nel mondo?
Oltre all’edizione italiana, che è anche un’edizione internazionale, esistono quelle di America Centrale e Caraibi, Cina, India, Israele, Messico. E ora questa di area austro-elvetico-tedesca.

La storia di Domus
La storia di Domus

A questo punto, te la senti di anticiparci qualche notizia sui contenuti del Domus 01?
Questo primo numero si occuperà principalmente di musei, ed è il motivo per cui abbiamo messo in copertina un dettaglio del nuovo progetto museale di Bregenz di cukrowicz nachbaur architekten, caratterizzato da calchi in cemento di vari fondi di bottiglia in plastica PET, opera degli artisti Manfred Mayr e Urs Roth. Per dimostrare che non c’è solo il modello Bilbao, tutt’altro. Mostriamo pure la struttura apparentemente semplice, in realtà sofisticata, del Parrish Art Museum di Herzog & de Meuron negli Stati Uniti. Ci sarà poi qualcosa sul nuovo edificio nel cortile Visconti al Louvre di Parigi, a firma di Rudy Ricciotti e Mario Bellini. E molto, molto altro ancora, naturalmente, tra cui un testo di Massimiliano Gioni.

È previsto un coordinamento con Milano? Uno scambio di articoli o altro con l’edizione italiana?
Lavoriamo in autonomia, ma è chiaro che la possibilità di un interscambio esiste. Dipende poi se i nostri articoli piaceranno alla redazione milanese.

Buon lavoro, dunque. Nel frattempo, una news riguardante la factory milanese: a settembre il direttore Joseph Grima, in carica da aprile 2011, cederà il testimone dell’edizione italiana. Come successore si fa il nome di Nicola Di Battista, architetto con studio professionale a Roma e cattedra alla facoltà di Architettura nell’Università di Cagliari.

Franco Veremondi

www.domusweb.it

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Franco Veremondi
Nato a Perugia, residente a Roma; da alcuni anni vive prevalentemente a Vienna. Ha studiato giurisprudenza, quindi filosofia con indirizzo estetico e ha poi conseguito un perfezionamento in Teoretica (filosofia del tempo) presso l’Università Roma Tre. È giornalista pubblicista dal 1994 occupandosi di arti visive, di architettura e di estetica dei nuovi media. Nell’ambito delle arti ha svolto periodicamente attività curatoriale e didattica. Collabora con quotidiani e riviste di area europea.