Dialoghi di Estetica. Non solo una rubrica

I Dialoghi di Estetica si prendono una pausa dall’attività dialogica. Giusto un momento, un’occasione per parlare di sé. Perché dal 2011 esistono anche in versione “live” e quest’anno tornano al Castello di Rivoli. Per una tre giorni di confronto serrato, fra seminari, workshop e, naturalmente, dialoghi.

Summer School - Castello di Rivoli - Grom

Il rapporto tra filosofia e arte è noto per la sua complessità. Solitamente ci aspettiamo di poterci servire delle analisi offerte dalla prima al fine di capire meglio la seconda. Vi sono casi nei quali la filosofia ottiene grandi risultati, come dimostrano i numerosi studi inerenti alla rappresentazione, alla finzione, al problema ontologico e definitorio, al giudizio e alle proprietà estetiche. Talvolta, invece, i frutti della teoresi filosofica rapportati all’arte possono anche fallire: il filosofo indaga con cura e meticolosa attenzione i processi necessari alla realizzazione delle opere. Presenta raffinate analisi che suscitano numerose domande sulle pratiche, sull’arte e sui suoi oggetti. Tuttavia, se affrontando le questioni dell’arte elabora le sue teorie riferendosi a un campionario di opere inadeguato – per esempio scegliendone di tradizionali, anziché misurarsi con le produzioni contemporanee – il rischio di fallimento cresce in maniera esponenziale.
Che dire allora del rapporto con l’estetica? Nel 1980, prendendo in esame esattamente il nesso e lo scontro fra le arti e l’estetica, il filosofo Ermanno Migliorini scriveva: “Oggi è difficile discorrere d’arte, perché l’arte ha fatto e fa di tutto per negarsi, per dichiarare la propria inesistenza. In questo consiste la sua rilevanza estetica”. Con spirito critico proseguiva aggiungendo: “L’estetica filosofica del nostro secolo si è affaticata a interpretare l’arte del passato e i suoi movimenti, la sua chiusura in sistema, accogliendone senza discuterla, senza porne in questione né osservarne in trasparenza, la controversa problematica, gli elementi che sembrava la costituissero”. Completava la sua acuta analisi osservando che, “mentre al di sotto si faceva il vuoto, l’estetica accademica continuava a parlare di un’arte che era ormai scomparsa, o si era trasformata problematicamente nel suo opposto”.

Dialoghi di Estetica al Castello di Rivoli
Dialoghi di Estetica al Castello di Rivoli

Tornare a interrogarsi sulle potenzialità dell’estetica, affrontare lo stato attuale dell’arte e intraprendere nuove vie per la ricerca sul piano filosofico sono le principali ragioni che hanno motivato l’ideazione di Dialoghi di Estetica, un format di discussione filosofica incentrato sullo scambio e l’interazione multidisciplinare. Attraverso il confronto e il dibattito tra filosofi, critici, teorici dell’arte, scienziati, artisti ed esperti di rilievo del panorama artistico contemporaneo, da una parte mira ad affrontare questioni inerenti all’estetica. Intesa sia come dottrina che indaga la sensibilità e il senso; sia, più comunemente, come disciplina che si occupa di bellezza, poetica, gusto e giudizio. D’altra parte, sono l’indagine e la valutazione dell’arte contemporanea a essere centrali, mirando altrettanto alla riflessione filosofica.
La prima edizione di Dialoghi di Estetica, tenutasi nel maggio del 2011 nelle sale del Circolo dei Lettori di Torino, è stata realizzata con il supporto di LabOnt e incentrata sulla riedizione di Estetica Razionale (Raffaello Cortina, 2011), l’importante libro di Maurizio Ferraris che ha contribuito a riaprire il dibattito in merito alla concezione dell’estetica intesa come aisthesis. In quattro conferenze, filosofi, critici e artisti si sono confrontati, tracciando lo spazio della discussione rispetto alle nuove vie della ricerca in estetica e in filosofia dell’arte.

Fuoriclasse - Italo Zuffi
Fuoriclasse – Italo Zuffi

Nel 2012 Dialoghi di Estetica ha cambiato formato: prima di tutto è diventato un progetto formativo integrato nelle attività della Summer School curata dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, sede delle sei giornate di ricerca, nelle quali si è discusso in particolare dell’ontologia dell’[opera d’]arte.  In seguito, grazie alla collaborazione tra LabOnt e Artibune, Dialoghi di estetica è diventata una rubrica.
Quest’anno, dal 20 al 22 giugno, in occasione della sua terza edizione, Dialoghi di estetica rientrerà nuovamente nel quadro delle attività di Summer School 2013 presso il Castello di Rivoli. Il format, incentrato sull’arte in rapporto a emozione e azione, prevede in questo caso le seguenti attività giornaliere: al mattino (10-13) ci saranno i seminari, condotti da dottorandi ricercatori, per gli studenti iscritti ai lavori; al pomeriggio (15-18) si terrà il workshop con l’artista Italo Zuffi, pensato appositamente per gli iscritti; infine, la sera (19-21), presso il teatro del Castello di Rivoli, sono programmati i talk dei relatori invitati, che saranno aperti sia agli iscritti sia al pubblico.

Davide Dal Sasso

Rivoli // dal 20 al 22 giugno 2013
Dialoghi di Estetica III. L’arte tra emozione e azione
a cura di Tiziana Andina e Davide Dal Sasso
CASTELLO DI RIVOLI
Piazza Mafalda di Savoia
www.labont.it

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Davide Dal Sasso
Davide Dal Sasso è membro di LabOnt, il Laboratorio di Ontologia fondato da Maurizio Ferraris, e sta ultimando il dottorato di ricerca in Filosofia presso l'Università degli Studi di Torino. Le sue ricerche vertono in particolare sulla ricomprensione filosofica del concettualismo, sul ruolo della rappresentazione nelle diverse forme d’arte, sulle nuove possibilità esperienziali offerte dalle arti contemporanee e sulla riconfigurazione del discorso filosofico su di esse. È l’ideatore del format di discussione interdisciplinare "Dialoghi di Estetica" e della omonima rubrica di filosofia e arte attiva dal 2012 su Artribune. Ha curato la nuova edizione di Ermanno Migliorini, "Conceptual Art" (Mimesis, Milano-Udine 2014).
  • >>>bene LabOnt, ma attenzione ke il selezionare “esperti di rilievo del panorama artistico contemporaneo” non si tramuti in alibi per escludere pregiudizialmente chi “di rilievo” non è e non può essere appunto perké esprime anticonformismo o alterità culturale rispetto agli skemi di potere del sistema dell’arte>>>

    • Francesca

      completamente d’accordo!