Percorsi di montagna

Una camminata per i sentieri della Val d’Aosta alla ricerca di mostre d’arte, siti archeologici, forti, castelli e ristoranti gourmet. Sotto l’egida dei ricordi di Stendhal e non senza una fuga in Francia. Per scoprire, dove meno te l’aspetti, un angolo di contemporaneità.

Il criptoportico forense di Aosta

Non solo piste innevate e ciaspolate. La più piccola Regione d’Italia, tra la Francia, la Svizzera e il Piemonte, sta lavorando per integrare alle proprie proposte in termini di turismo già note una serie di iniziative a carattere culturale. Perciò non avrete difficoltà a costruire un percorso che non sia soltanto di relax, scegliendo questo territorio ricco di castelli e passeggiate meravigliose, magari partendo da una manifestazione.
Noi abbiamo scelto un luogo che è anche un museo e uno splendido borgo, ricco di affascinanti scorci e di storia: Bard. Il suo forte, da sempre teatro di importanti manifestazioni e iniziative d’arte e cultura contemporanea, ospita fino al 5 maggio Wildlife Photographer of the Year, un’anteprima per l’Italia che permette di conoscere le cento immagini premiate da uno dei più importanti concorsi di fotografia al mondo, in partnership con il Natural History Museum di Londra e BBC Wildlife Magazine. Il Forte di Bard è, inoltre, un museo: molto interessante è il percorso interattivo delle Prigioni, che racconta la storia del forte stesso, ma anche la vita degli abitanti del borgo, guidandovi dalle segrete agli spalti, da cui occhieggiano i cannoni.

Stendhal
Stendhal

Ed è qui che Stendhal, ancora giovanissimo e a seguito dell’amato Napoleone, riceve in battaglia il suo battesimo del fuoco. Ne dirà più approfonditamente nella sua autobiografia dal titolo Vita di Henry Brulard, in cui descriverà tutta l’emozione, unita allo spavento, di trovarsi nella tempesta, “tra le colonne dell’armata del grande imperatore.
Finita la visita vi consigliamo di prendere l’auto per recarvi nella non troppo lontana Verrès, dall’omonimo castello, dove il più established ristorante Chez Pierre ha aperto la “divisione giovane”, la Brasserie Barrel 30 (dal nome della strada in cui è situata). Il servizio è cordiale e veloce, l’ambiente informale è l’ideale per un pranzo e una cena, ma anche per un semplice aperitivo, la carta dei vini è ottima. Noi abbiamo gradito soprattutto la Pierrade fai da te, con la piastra portatile al vostro tavolo sulla quale cuocere da soli le verdure e gli straccetti di manzo, ma in generale il menù, sia che scegliate la selezione di bontà locali, sia che decidiate di darvi a invenzioni più fusion, dà soddisfazioni.
E per dormire? Passando da Saint-Vincent, dove da pochi mesi hanno riaperto i battenti le terme, con percorsi caldi e freddi innovativi e un bel design affacciato sul Monte Rosa, il consiglio è di fermarsi nei pressi di Courmayeur, a La Salle, dove trova sede l’Hotel Mont-Blanc, un cinque stelle di montagna in pietra e legno, con ottimo centro benessere e la cucina dello chef pluripremiato Fabio Barbaglini.

Il Monte Rosa
Il Monte Rosa

E se di relax non ne potete più e desiderate a tutti i costi rimettervi in marcia a caccia di arte contemporanea, senza però abbandonare i vostri sentieri, vi consigliamo – invitandovi a visitare prima Aosta, con la sua area archeologica che comprende un’area megalitica, un teatro romano, una villa romana e un criptoportico forense ben conservati – di spingervi nella non troppo lontana Taninges, passando il confine francese. A solo un’ora di distanza dal Monte Bianco, troverete un curiosissimo parco all’aperto di scultura monumentale contemporanea, sconosciuto ai più ma con una storia affascinante. L’antica Certosa di Mélan, infatti, fondata verso la fine del XIII secolo da Béatrix de Faucigny, fu una delle più importanti sedi dedicate all’ordine religioso. Il corso della storia ne ha fatto un seminario, un orfanotrofio, un luogo governativo, fino alla trasformazione nel 2002 in polo dipartimentale per l’arte contemporanea. Con la sua architettura attraversata da influenze tardogotiche e da pitture del XV secolo e con un meraviglioso parco che la circonda, è la casa delle opere scultoree di artisti francofoni quali Alain Sagaert, Baud-Perrier, Broissand, Gerntein, Kouassi, Terrier e Toutain. Non manca, tutto l’anno, una programmazione di mostre temporanee. Da non perdere.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #12

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.