La Cina è di moda. In Italia

Italiani in Cina, cinesi in Italia. Ora lo scambio è al completo. Arrivano a Torino il 6 aprile i tre artisti cinesi vincitori del Premio Shanghai. Un progetto internazionale di residenze che vede collaborare partner pubblici e privati come l’IGAV. Ce ne ha parlato la sua presidente, Rosalba Garuzzo.

Qian Ning

Tempo fa, in occasione dell’annuncio dei nomi dei tre artisti cinesi vincitori della seconda fase del Premio Shanghai, indetto dall’Istituto Garuzzo per le Arti Visive, che mette a disposizione due mesi di residenza artistica a giovani artisti emergenti italiani e cinesi, noi di Artribune ci ponevamo un quesito. Ovvero, se l’aggiunta di qualche nome altisonante dell’art system internazionale nella pur già rispettabilissima giuria non avrebbe giovato al premio in termini di prestigio. Lo abbiamo chiesto alla Presidente dell’IGAV, promotore dell’evento, Rosalba Garuzzo: “Sarebbe una contraddizione. La filosofia del Premio Shanghai è di favorire un incontro e uno scambio culturale tra Italia e Cina nel mondo dell’arte contemporanea. È indispensabile avere nomi prestigiosi, ma è coerente che i membri della commissione appartengano esclusivamente a questi due Paesi”.
Ecco così spiegata la formazione dei due organi di valutazione. Quello dedicato agli artisti italiani era composto da: Sergio Roda (prorettore Università di Torino, presidente onorario), Angela Tecce (direttrice Museo del Novecento di Castel Sant’Elmo, in rappresentanza del Ministero per i beni e le attività culturali – Direzione Generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee), Guido Curto (docente di Storia dell’Arte all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, in rappresentanza del Ministero per gli Affari Esteri – Istituto Italiano di Cultura, Sezione di Shanghai) e Gillo Dorfles (storico dell’arte e critico, in rappresentanza dell’Istituto Garuzzo per le Arti Visive). Mentre la giuria che ha recentemente scelto gli artisti cinesi comprende Yang Jianping (preside della Facoltà di Belle Arti dell’Università di Shanghai), Zhu Guorong (vice-presidente dell’Associazione di Belle Arti di Shanghai), Dionisio Cimarelli (artista con residenza a Shanghai) e Zhu Yinrong (curatore artistico).

Qiu Jia
Qiu Jia

Questa seconda commissione ha individuato i tre vincitori – Qian Ning, Qiu Jia, Zhou Yang – che arriveranno a Torino il 6 aprile, ospiti dell’Art Residence San Domenico, nel centro storico, per rimanerci fino al 5 giugno, e realizzare opere da esporre negli spazi del Santa Giulia Art&Wine Residence. Del progetto presentato è stato valutato il livello innovativo e la sua idoneità a realizzarlo in un contesto sociale diverso da quello in cui gli artisti operano normalmente. “Saranno, infatti, seguiti da un tutor dell’IGAV che li aiuterà a inserirsi in una cultura che non hanno mai direttamente sperimentato”, ha spiegato Garuzzo, “esattamente come è avvenuto per gli artisti italiani che hanno vissuto tre mesi a Shanghai, seguiti passo passo dall’Istituto Italiano di Cultura, che li ha aiutati a inserirsi nella vita culturale della città cinese”.
I tre artisti italiani, Domenico Antonio Mancini, Susanna Pozzoli e Nadir Valente, vincitori della prima fase del Premio Shanghai, durante il loro soggiorno presso il campus della Facoltà di Belle Arti – Shanghai University hanno già realizzato le loro opere tra ottobre e dicembre 2012. “La loro esperienza è stata entusiasmante”, continua Garuzzo. “Le opere create site specific sono state esposte in una delle più importanti gallerie di Shanghai, con notevole successo di pubblico”. La mostra Shanghai la città invisibile, curata da Luna Peng, allestita da dicembre a gennaio presso la Yibo Gallery, che è solita presentare i maggiori nomi di artisti cinesi riconosciuti a livello internazionale, aveva come filo conduttore Le Città Invisibili di Calvino. Un tema adatto a Shanghai, città dai mille volti, estesa e caotica, luogo di passaggio e commercio, intorno la quale hanno ruotato le opere, frutto di una riflessione critica sui possibili significati che può assumere per un artista italiano una residenza nella metropoli cinese sul finire dell’anno 2012. Opere che, ci ha assicurato Garuzzo, “saranno ancora proposte in Cina nei prossimi mesi in mostre a Shanghai e in altre città”.

Zhou Yang
Zhou Yang

Ma come nasce l’idea di questo premio? La presidente dell’IGAV ha ricordato che “è il frutto di un percorso iniziato nel 2006, quando il nostro istituto si è fatto promotore dell’arte contemporanea italiana, organizzando mostre di grande respiro in Italia e all’estero. Soprattutto in Cina dove, grazie anche al supporto del Ministero degli Affari Esteri, ha presentato in ben quattro esposizioni giovani talenti, artisti emergenti e maestri italiani nelle sedi artistiche più autorevoli di Pechino, Shanghai e Shenzhen”. Un esempio dell’attivismo infaticabile di questa organizzazione non profit, con sede a Torino, nei confronti degli artisti italiani all’estero è rappresentato proprio dalla mostra Venti per Una, ancora in corso (fino al 14 aprile) al Centro Cultural Borges di Buenos Aires. Si tratta di un progetto artistico itinerante, partito dalla Castiglia di Saluzzo (dove l’IGAV custodisce ed espone la sua collezione di arte contemporanea italiana) per approdare, a maggio, in Uruguay, all’Espacio de Arte Contemporanéo di Montevideo, dopo due altre tappe argentine, a La Plata e Cordoba. Lo scopo? Valorizzare le specificità artistiche del nostro Paese, attraverso la selezione di venti artisti, uno per Regione, invitati a lavorare sulle tematiche della cultura regionale e nazionale italiana, dell’identità e della cittadinanza.
Intanto è già in cantiere una nuova edizione del Premio Shanghai, un format pienamente collaudato, a giudicare dall’entusiasmo della sua ideatrice: “Il senso profondo dell’iniziativa è stato subito recepito e ben accolto dagli artisti italiani e cinesi. Una piacevole sorpresa per il MiBAC, il MAE e per noi dell’IGAV. Sarà che in questo momento la Cina è di moda… Penso che la seconda edizione avrà ancora più successo. C’è stato un efficace passaparola nel mondo dell’arte contemporanea. Oltre ad una eccellente comunicazione sia in Italia che in Cina.” E la nuova la commissione di valutazione da chi sarà formata? “Stiamo vagliando una rosa di nomi prestigiosi insieme al Ministero dei Beni Culturali e al Ministero degli Affari Esteri. E mi fa piacere sottolineare che per la prima volta i due ministeri sono partner di un ente privato. Comunicheremo al più presto la composizione definitiva della commissione”.
Per poterne sapere di più si deve aspettare l’inaugurazione del Padiglione Italia della 55. Biennale di Venezia. Quel giorno, infatti, sarà l’occasione per una prima riflessione sull’intera esperienza e un aggiornamento sulla prossima edizione del Premio Shanghai.

Claudia Giraud

www.igav-art.org