Il porno è donna

Le quote rosa anche nel porno. Con Anna Span, prima regista hard inglese donna e fondatrice di una casa di produzione che adotta un particolare punto di vista, tutto al femminile, che le vale il titolo di “porno- femminista”. L’abbiamo incontrata a Gorizia, al FilmForum Festival. Dove il cinema serve a indagare la contemporaneità, mettendo a confronto diverse discipline che vanno dal postcinema al cinema d’avanguardia. Passando anche per i porn-studies.

Uno still da un film di Anna Span

Affascinante e istruita, brillante e di un’eleganza sobria e raffinata. È Anna Arrowsmith, meglio nota come Anna Span. Ci ha mostrato il suo volto più autentico spiegando le ragioni del proprio mestiere, scelto per vocazione e non per necessità: “Da sempre ho auto una fervida immaginazione sessuale. Ho studiato arte al St. Martin’s College, ma ho capito presto che avrei potuto incanalare le mie fantasie nell’industria hard core”. Nel suo Paese, l’Inghilterra, è un personaggio molto noto, anche per le frequenti incursioni ai talk-show televisivi in qualità di opinionista. Ed è stata anche candidata al Parlamento nelle file dei lib-dem, ma non reputa che la mancata elezione abbia qualcosa a che fare con la sua professione.
La casa di produzione che ha fondato ha una caratteristica particolare: si rivolge soprattutto a un pubblico di donne. Anche perché, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, queste rappresentano ormai il 30% dei consumatori di materiale hard. E ciò le vale il titolo di porno-femminista: “Le donne stanno imparando molto sulla loro sessualità”, racconta, “riconoscono i propri desideri e li assecondano. C’è maggiore consapevolezza”.
Il suo punto di vista femminile si traduce in una maggiore attenzione per i dettagli e soprattutto per i modelli. A partire da quello maschile: uomini attraenti (anche dalla vita in su), su cui poter indugiare in favore di una soggettiva femminile. Una volta tanto spettatrice privilegiata, anziché oggetto degli sguardi.

Anna Span
Anna Span

Anna, concretamente che differenza c’è tra un film porno girato da una donna e uno girato da un uomo?
È soprattutto una questione di punti di vista. E poi presto più attenzione ai dettagli e al realismo della scena. Inoltre non mi focalizzo su specifiche parti del corpo o atti in particolare, ma guardo alla situazione complessiva. E naturalmente cerco di evitare gli stereotipi.

Parliamo di modelli?
Sì, c’è un processo di democratizzazione del corpo, grazie alla Rete, che ha permesso l’accesso a filmati amatoriali e quindi l’introduzione di nuovi modelli estetici, più “normali”. In Italia siete ancora molto legati a immagini stereotipate, dalla velina alla casalinga che lava i piatti, mi sembra di rivedere l’Inghilterra degli Anni Settanta. In generale i media mainstream tendono a proporre sempre lo stesso modello femminile, molto “pompato”, ma uno studio dimostra invece che il tipo di donna più apprezzata è minuta, ha il seno piccolo e i capelli corti e neri.

C’è davvero un senso politico in quello che fai?
Certamente. La pornografia può avere un ruolo estremamente positivo, individualmente ma anche nella coppia. Consente di esplorare i propri desideri sessuali in maniera innocente, senza dover mettere in atto le proprie fantasie e arrivare al tradimento.

Anna Span
Anna Span

Come fai a interpretare ciò che le donne desiderano per calibrare la tua offerta?
Non voglio fare analisi di mercato in questo senso. Offro semplicemente una mia proposta personale.

Come selezioni gli attori?
Ricevo molte fotografie, da ogni parte del mondo. Agli uomini chiedo foto in erezione, ma spesso ricevo fotografie di corpi nudi a cui manca la testa… Forse credono che non sia importante, ma per me il volto conta eccome! Quando seleziono qualcuno, lo metto prima a girare in ruoli secondari per vedere se è in grado di reggere la situazione.

Ti spaventano le recenti ipotesi che riguardano l’abolizione della pornografia online?
Una cosa del genere è inattuabile. Mi sembra più che altro una reazione conservatrice fisiologica quando si assiste a un’espansione dei confini della libertà. Oggi come oggi c’è molta più apertura che panico morale.

I tuoi studi artistici hanno in qualche modo influenzato le scelte stilistiche dei tuoi film?
Non si può essere troppo artistici o cerebrali girando il porno. Il rischio è che poi non sia eccitante!

Beatrice Fiorentino

www.annaspansdiary.com

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Beatrice Fiorentino
Giornalista freelance e critico cinematografico, scrive per la pagina di Cultura e Spettacoli del quotidiano Il Piccolo e per diverse testate online. Dal 2008 collabora con l'Università del Litorale di Capodistria, dove insegna Linguaggio cinematografico e audiovisivo. Dal 2015 cura la sezione Nuove Impronte di ShorTS - International Film Festival e fa parte della commissione Film della Critica del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani. Cura eventi, presentazioni e rassegne cinematografiche e dal 2016 è selezionatore per la Settimana Internazionale della Critica di Venezia.
  • Stefano

    Giá sento il Cioni Mario protestare dal fondo del cinema:’Troppa trama!’.

  • Provocazione!

    ( o forse, pro/vocazione..):

    Gentile Redazione, quando avete visto l’ultimo film/video a tema?