Armory Week 2013. Tutt’altro che in estinzione

New York, scontro finale. Riuscirà la Grande Mela a reggere la doppietta o resterà grattugiata nella lotta per la spartizione di un mercato che non languirà come altrove, ma non può esimersi dal fare i conti con la crisi? A maggio torna Frieze, ma la prima palla set è per Armory.

Armory Show - New York

Armory attracca col peso della sua storia centenaria – festeggia un secolo tondo proprio quest’anno – nel cuore di Manhattan, tra i moli 92 e 94. Duecento le gallerie partecipanti, una trentina i Paesi del mondo rappresentati; la sezione Focus, curata dal direttore dell’Andy Warhol Museum Eric Shiner, ospita tra gli altri Gagosian (retrospettiva dedicata proprio al papà della Pop Art) mentre il MoMA alberga il tradizionale opening party benefico. Compleanno importante, a Park Avenue, anche per l’Art Show (25esima edizione) dell’Art Dealers Association of America (mezzo secolo di vita quest’anno); Volta si sposta a SoHo, mollando l’atmosfera da hotel che ha contraddistinto la storia di una delle prime fiere a puntare sul solo show: 95 le gallerie accreditate, in arrivo da una quarantina di nazioni diverse.
Manterrà lo scettro della fiera più cool di New York? Fari puntati su Independent, che trova spazio sulla 22esima, a ridosso dei pier: nella zona della città che più ha risentito degli schiaffi dell’uragano Sandy. Una quarantina le gallerie ospiti, allestimento generale ispirato da Christian Wassmann e – a garanzia di stylishness – media-partnserhip griffata Mousse.

Indipendent - New York
Indipendent – New York

Un evento che sceglie come immagine coordinata l’orinatoio di Duchamp è sufficientemente indicativo del taglio di lettura che dà al mondo del contemporaneo. Siamo sulla Lexington, in pieno East Side: punta sullo shock la Fountain Art Fair, nata nel 1996 con l’intento di dare risalto all’effervescente scena indipendente che si andava evolvendo tra Brooklyn e dintorni. Oggi l’appuntamento vanta la partecipazione di sessanta gallerie ad alto tasso sperimentale: se cercate l’indie, l’underground, e andate in cerca di stranezze assortite siete all’indirizzo giusto. Occupa una vecchia scuola in quel di NoLIta la seconda edizione dello Spring/Break Art Show: venti le aule a disposizione di un progetto che punta tutto sulla figura del curatore, deus ex machina chiamato a proporre situazioni e soluzioni nuove. Là dove c’erano i disegni dei bambini, con casette e alberelli, spuntano ora – tra gli altri – anche i nostri Francesco Simeti e Luigi Presicce. Ma soprattutto la premiere di Car Wash Incident, nuovo video di una Eve Sussman che si presenta anche in veste di curatrice, occupandosi dell’allestimento delle opere di Peter Dudek. In un contesto che va a tastare il polso della scena che si agita tra Bushwick e Williamsburg.

Moving Image - New York
Moving Image – New York

Chelsea è in pieno movimento: nel Waterfront Tunnel, tra 27esima e 28esima, va in scena – o meglio: in onda – Moving Image, fiera tematica completamente dedicata al linguaggio del video. Panel di discussione in collaborazione con il frizzante Museo del Barrio, ad arricchire un panorama che punta su una trentina di partecipazioni: un artista – massimo due – a galleria. Tra gli altri la premiata ditta Eva e Franco Mattes, presentata da Postmasters.
Nei posti giusti c’è: da Miami a Basilea, passando per Londra e gli Hamptons. Immancabile allora una nuova tappa newyorchese per Scope, marchio itinerante che festeggia i 700mila visitatori spalmati in circa sessanta eventi realizzati fino ad oggi. Location di rara suggestione quella scelta dalla fondazione che si occupa di portare il carrozzone in giro per il mondo: le 55 gallerie ospiti trovano spazio nei locali della Moynihan Station, portando un’infornata di emergenti e mid-career.

Francesco Sala

www.thearmoryshow.com
www.artdealers.org/artshow.html
independentnewyork.com
www.fountainartfair.com
www.springbreakartshow.com
www.moving-image.info
scope-art.com

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Francesco Sala è nato un mesetto dopo la vittoria dei mondiali. Quelli fichi contro la Germania: non quelli ai rigori contro la Francia. Lo ha fatto (nascere) a Voghera, il che lo rende compaesano di Alberto Arbasino, del papà di Marinetti e di Valentino (lo stilista). Ha fatto l'aiuto falegname, l'operaio stagionale, il bracciante agricolo, il lavapiatti, il cameriere, il barista, il fattorino delle pizze, lo speaker in radio, l'addetto stampa, il macchinista teatrale, il runner ai concerti. Ha una laurea specialistica in storia dell'arte. Ha fatto un corso di perfezionamento in economia e managment per i beni culturali, così sembra tutto più serio. Ha fatto il giornalista per una televisione locale. Ha condotto un telegiornale che, nel 2010, ha vinto il premio speciale "tg d'oro" della rivista Millecanali - Gruppo 24Ore. Una specie di Telegatto per nerd. E' molto interista.