Alla ricerca della realtà: net artisti in residenza

Dalla Grecia al Messico. La seconda edizione di “The Eternal Internet Brotherhood”, la residenza per artisti e curatori che coniuga misticismo e nuove tecnologie, migra in un altro continente e si butta sul crowdfunding. Artribune ha intervistato Angelo Plessas, artista greco ideatore del progetto.

The Eternal Internet Brotherhood

Dai mitologici mari greci agli arcani paesaggi messicani. The Eternal Internet Brotherhood, la residenza per artisti, scrittori e curatori ideata dall’artista greco Angelo Plessas, torna – dopo l’edizione inaugurale tenutasi la scorsa estate tra le meraviglie naturali dell’isola di Anafi – e si sposta dall’altro capo del mondo, in Messico. L’idea alla base dell’evento è riunire un gruppo di persone in un luogo mistico e farle lavorare a stretto contatto. E se nell’edizione ellenica i partecipanti erano stati chiamati a mettersi in relazione con un’isola intrisa di miti mediterranei, ad aprile (questa la data del prossimo appuntamento) saranno protagonisti di un vero e proprio tour fra alcuni dei più misteriosi luoghi del Centro America, come la piramide azteca di Tepoztlán e il parco di Las Posas. Seguendo un trend che sembra essere la vera novità del momento, Plessas ha aperto una pagina su Indiegogo per la raccolta dei fondi necessari per coprire alcune spese dell’evento.

Quando e come è nato il progetto The Eternal Internet Brotherhood?
The Eternal Internet Brotherhood è nato l’anno scorso, quando sono stato intervistato dagli artisti del collettivo LuckyPDF per la rivista Dazed and Confused. Mi chiesero quale sarebbe stato il progetto dei miei sogni e io cominciai a descrivere una condizione perfetta, un ambiente sia lavorativo che ricreativo. Includeva artisti, curatori e poeti in un posto bellissimo, una fuga dal provincialismo visivo che viviamo tutti di fronte agli schermi. Ho utilizzato come riferimento la piccola isola greca di Delos, al largo della costa di Mykonos, principale centro culturale dell’antica Grecia. Nell’antichità l’isola veniva visitata una volta all’anno per svolgere rituali in onore di Apollo, il dio della musica delle arti. Questi eventi erano molto radicali in termini di spettacolo, creazione ed espressione sessuale. Era uno spazio di liberazione, un’esperienza allucinatoria collettiva, e conteneva molte delle definizioni che io vedo ora trasfigurate in Internet. Dopo l’intervista ho pensato: perché non provare a realizzare veramente questo progetto? Ho cambiato il luogo perché Delos è disabitata ed era più che altro un riferimento concettuale. Ho scelto l’isola di Anafi che è, ancora oggi, quieta, isolata e bellissima con un’atmosfera vibrazione metafisica. L’isola è incorniciata da una roccia enorme, la seconda in ordine di grandezza dopo Gibraltar, quindi mi sembrò il posto perfetto per realizzare questo “portale metafisico”.

The Eternal Internet Brotherhood
The Eternal Internet Brotherhood

Come definiresti l’esperienza della prima edizione?
Innanzitutto sono molto felice e grato del fatto che molte persone siano arrivate da tutto il mondo. Gli artisti coinvolti hanno sempre prodotto grandi progetti lavorando di fronte agli stessi orizzonti, e quindi abbiamo solo sostituito quello dello schermo con quello, perfetto, di Anafi, un vero risveglio spirituale. La condizione in cui ci trovavamo era davvero idilliaca, semplice, complicata, e la spiaggia di notte era come una realtà virtualizzata, l’intera situazione dava la sensazione di essere dentro un videogame.
È stata un’esperienza intima di spazio collettivo, abbiamo passato del tempo assieme in tende vicine alla spiaggia, lavorando, discutendo e realizzando lavori. C’erano amici di Facebook che incontravo per la prima volta di persona. L’atmosfera era davvero collaborativa, eravamo inoltre molto vicini anche agli artisti che partecipavano a distanza. L’esperimento ha funzionato!

Perché hai scelto il Messico per il secondo appuntamento?
Ho deciso di realizzare questo progetto ogni anno in un luogo differente, a patto che abbia una forte storia antica e sia immerso in una natura bellissima. Il Messico ha queste caratteristiche. Inoltre, volevo entrare maggiormente in contatto con gli artisti nativi americani e latini. Per la prossima edizione ho già ricevuto inviti da Spagna, Portogallo, Perù e Malesia.

The Eternal Internet Brotherhood
The Eternal Internet Brotherhood

Quali sono le tue aspettative per questa edizione?
Continueremo a espandere le nozioni di distribuzione, materialità e interazione sociale, intrecciate con il benessere fisico e mentale, con o senza la presenza della tecnologia, utilizzando un’ampia gamma di mezzi. Quest’anno ci sono oltre quaranta artisti e la lista continua ad allungarsi. Sto già ricevendo le idee di ogni partecipante ed è un interessante spettro di discipline e mezzi.

Hai aperto una campagna di raccolta fondi su Indiegogo per realizzare l’evento. Recentemente molte iniziative legate all’arte sono nate grazie a questo genere di piattaforma: credi che la raccolta fondi online stia per cambiare la relazione tra l’arte e il grande pubblico?
Viviamo in tempi in cui l’artista può diventare il produttore, il pubblicitario e il mecenate. L’economia globale è in uno stato precario. Personalmente vivo in una nazione distrutta, con una scena artistica decadente. Finanziare progetti come questo, al di fuori del mercato, sarebbe impossibile. Dio benedica Internet e piattaforme come Twitter, Tumblr, Instagram e Indiegogo, tramite le quali si possono raggiungere facilmente sostenitori, coetanei e critici da tutto il mondo nella maniera più trasparente possibile.
Nel caso di The Eternal Internet Brotherhood i nostri sostenitori sono per lo più persone giovani, di qualsiasi genere, provenienza e classe sociale. Credo che il crowdfunding cambierà davvero il modo in cui funzionano le gerarchie attuali nel mondo dell’arte.

Filippo Lorenzin

eternalinternetbrotherhood.tumblr.com
www.indiegogo.com/projects/the-eternal-internet-brotherhood–2

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.