Ricordando Plutone: a Berlino apre Transmediale

Per un’intera settimana Berlino ospita il Transmediale festival, polo d’attrazione per sperimentazioni artistiche digitali e riflessioni teoriche. Contemporaneamente, apre anche il CTM (Club Transmediale), festival satellite interamente dedicato alla musica. Fino al 3 febbraio.

reSource 003: P2P Vorspel, in That Weird Age, CTM Exhibition Opening at Kunstraum Kreuzberg/Bethanien © Veronica Santos Ruiz / transmediale

Per la ventiseiesima edizione di Transmediale, Kristoffer Gansing, direttore artistico dello storico festival berlinese, ha scelto come titolo l’enigmatica sigla BWPWAP (Back When Pluto Was A Planet). Insieme agli altri membri del team curatoriale – Tatiana Bazzichelli, Jacon Lillemose e Marcel Schwierin – Gansing prende come metafora Plutone, recentemente retrocesso dallo status di “pianeta” a quello di “pianeta nano”. ­­Da questo punto di partenza, i fruitori sono invitati a riflettere sul continuo spostamento dei paradigmi conoscitivi e tecnologici, con la conseguente retrocessione dei vecchi per fare spazio a nuovi modelli, e ai conseguenti nuovi immaginari collettivi a cui essi danno forma. Sono 87 gli eventi in programma, che si susseguiranno nell’arco di una settimana, con oltre 200 ospiti.
Fondere sperimentazione e riflessione teorica, questo l’obiettivo di Transmediale, in tutte le sue manifestazioni, poiché tali pratiche sono strettamente connesse, come sosteneva Vilém Flusser, al quale è dedicato l’eponimo premio (una residenza per la ricerca artistica offerta ogni anno a uno dei numerosissimi artisti che presentano la propria candidatura). All’apertura del festival saranno inaugurate tre esposizioni, che riflettono separatamente sulle sfide che le nuove tecnologie presentano come strumenti educativi.

Eler Haben, performance di Daniel Torr, © Diane Torr

In The Miseducation of Anya Mayor sono reimmaginati possibili sviluppi, usi ed effetti dei media contemporanei, mentre in Tools of Distorted Creativity l’interrogativo è posto sul rapporto tra la creatività umana e la “creatività” dei media – tutt’altro che inerti – attraverso lo sguardo dei 13 artisti selezionati. Imaging With Machine Processes. The Generative Art of Sonia Landy Sheridan, è invece la prima retrospettiva sull’artista pioniera dell’arte generativa. Il programma della sezione Film & Video è dedicato alle opere contemporanee di videoarte, proiezioni tematiche e retrospettive sul cinema sperimentale e l’attenzione dei workshop è posta infine sulle nuove forme di distribuzione dei propri prodotti digitali.
Tra le iniziative spicca reSource transmedial cultura berlin, progetto permanente in collaborazione con CTM/DISK, Kunstraum Kreuzberg/Bethanien e Post-Media Lab (Leuphana University of Lüneburg ), creata nell’intento di dare forma a un’interfaccia tra la cultura prodotta dai festival artistici e dai network attivi nei campi dell’arte e della tecnologia.

Malraux’s Shoes, di Dennis Adams, 2012, video 42 min, © Dannis Adams

All’interno di reSource, c’è anche P2P Vorspiel, un weekend pre-festival che si è svolto dal 25 al 27 gennaio. Oltre trentacinque i partner creativi che hanno organizzato performance e workshop in diversi luoghi della città al fine di creare la giusta atmosfera per l’opening di Transmediale.
Con Imaginary Museums, Computationality & The New Aesthetic, opera collaborativa, definita dagli autori come un “provocatorio contributo teorico”, i fruitori del Festival sono coinvolti  in una riflessione critica sullo statuto attuale di un’immagine divenuta  generativa e interattiva.
Parallelamente a Transmediale avrà luogo la quattordicesima edizione del CTM (Club Transmediale) Festival for Adventurous Music and Arts, il cui tema di quest’anno, The Golden Age, pone l’accento sulla sovrabbondanza dell’odierna produzione musicale. Il CTM offre la possibilità di assistere a sperimentazioni musicali e video nei più importanti club di Berlino e presso la Haus der Kulturen der Welt, per quanto riguarda i concerti in co-curatela con il festival maggiore (si esibiranno, tra gli altri, Demdike Stare, Gatekeeper e People Like Us).

Laura Poluzzi

Berlino // fino al 3 febbraio 2013
Transmediale 2013
HAUS DE KULTUREN DER WELT
John-Foster-Dulles-Allee 10
+49 (0)30 24749793
www.transmediale.de

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Laura Poluzzi
Nata a Firenze, classe ’85, dopo una tesi in Estetica Contemporanea si trasferisce a Parigi dove lavora per due gallerie di arte contemporanea. Parallelamente comincia a collaborare con riviste di arte e informazione culturale. Tornata a Firenze decide di seguire un doppio binario diplomandosi allo IED Firenze mentre porta avanti gli studi universitari in Filosofia, approfondendo tematiche relative ai mutamenti insiti nella società contemporanea. Tra i fondatori di FablabFi, si divide tra la città natale e Milano, dove frequenta, da settembre 2012, il Master in Interaction Design presso la Domus Academy. All'attività di Graphic Designer Freelance unisce quella di collaboratrice della rivista Artribune, per le rubriche di Design e Arte Contemporanea. Tra i principali interessi di ricerca, l'Interaction Design, il Visual Design e la Social Innovation.