Intelligenze artigianali ad Altaroma

Al via la fashion week capitolina, nella sua tradizionale edizione invernale. Altaroma torna con il suo mix di made in Italy, ricerca, alto artigianato, contaminazioni creative. Con un occhio sempre attento all’arte contemporanea. In campo, per Artisanal Intelligence, una rete di gallerie ed art space, per accogliere le creazioni di giovani fashion designer…

LodenTal, campagna AI 2012-13

Haute couture e neocuture, scouting, grandi firme, made in Italy, preziosità sartoriali e percorsi d’avanguardia, in un connubio felice fra tradizione e sperimentazione. Tutto questo è Altaroma, piattaforma di comunicazione, lancio e promozione del best of nazionale in ambito moda e design. Giunta alla sua 21esima edizione, la fashion week capitolina torna nella sua consueta versione invernale, con una serie di proposte e iniziative ad ampio raggio. Con tutta la volontà di seminare, in maniera non scontata, testimonianze di stile, bellezza, ricercatezza e intelligenza creativa.
Se dovessimo trovare un filo rosso per questo nuovo appuntamento, la parola chiave potrebbe essere icona. Ancora in cerca di una sua identità definitiva (anche se la regia di un presidente come Silvia Fendi si sente e di vede), Altaroma celebra grandi classici e simboli della sartorialità. Perchè è lì, in quella scintilla che s’innesca tra genialità e alto artigianato, che la manifestazione romana potrebbe trovare la giusta chiave per distinguersi dalle più blasonate fashion week di Milano, Londra o Parigi.

Elsa Schiaparelli, skeleton dress, 1938

Molti i momenti dedicati alla contaminazione. A una signora della moda, per esempio, una signora del teatro dedica un prezioso omaggio: Elsa Schocking è il monologo tratto dall’autobiografia di Elsa Schiaparelli, interpretato da Lella Costa. Couturier rivoluzionaria, Schiaparelli fu l’anti-Chanel, sofisticata e visionaria. Il MET questa estate ha ideato per lei una mostra omaggio – affiancandola a un’altra grande dame del fashion design italiano, Miuccia Prada – mettendone a fuoco i legami con l’arte contemporanea del suo tempo. Nel monologo per Altaroma Elsa-Lella si racconta, evocando sul filo dei ricordi la rivoluzione di una moda che scopre il corpo, in parallelo con quella rivoluzione dell’arte condotta dalle Avanguardie storiche.
Ancora presentazioni che strizzano l’occhio al mondo dell’arte con l’evento dedicato al loden, capospalla storico, nato come soprabito sportivo per la caccia: LodenTal ha già avviato una operazione di recupero e rilancio, che passa attraverso nuovi colori, una collezione inedita maschile e femminile e, per l’occasione, un’installazione. Nello spazio austero del Complesso di Santo Spirito in Sassia il brand di Andrea Provvidenza propone una videoinstallazione firmata da Emanuele Foti: un loden bianco diventa una tela attraversata da immagini proiettate.
E sempre in tema di icone, riflettori puntati su un oggetto simbolo dell’haute couture: l’abito per il red carpet, quello delle dive, viene reinterpretato dai talenti di Limited / Unlimited: 36 brand italiani hanno scelto i loro capi più preziosi per una sorta di passerella virtuale. Pezzi unici, come opere d’arte, con cui raccontare il grande spettacolo della moda.

Altalen

Non solo e non strettamente fashion, dunque. Altaroma, che della contaminazione tra linguaggi ha fatto uno dei suoi focus, rinnova anche quest’anno la sua vocazione forte per l’arte contemporanea e la sua sensibilità eclettica. Cuore del coté più artsy della kermesse è A.I., ovvero Artisanal Intelligence, progetto nato da un’idea di Clara Tosi Pamphili e curato da Alessio de’Navasques, pensato per coltivare un sapiente mix tra arte, artigianato e moda. Rigorosamente nel segno dell’eccellenza italiana. A.I. è un laboratorio per la creatività emergente, un blog ma anche un programma di eventi, studiati per insolite location, particolarmente charmant. L’idea di unicità e di esclusività, che passa attraverso la cultura dell’hand made, orienta scelte e suggestioni, nell’individuazione di nuovi marchi, di giovani designer, di collaborazioni con artisti e spazi deputati all’arte.
È in questa direzione che va A.I.Gallery 2013, un percorso tra alcune gallerie d’arte romane, che ospitano eccezionalmente le creazioni di talentuosi artigiani della moda. Una la zona individuata – quest’anno il quartiere Parione – nel tentativo di convogliare entro uno specifico perimetro urbano una fascia di pubblico ampia, trasversale e attenta.

Conny Groenewegen

Esperimenti alchemici negli spazi del Ponte, con gli abiti di Conny Groenewegen, designer olandese che gioca con la maglieria e l’intreccio dei materiali: l’abito si fa scultura duttile, nell’incontro inatteso tra leggerezza e rigidità, solido e fluido, impalpabile e resistente, celebrando il fascino di oggetti aperti alla trasmutazione. In contemporanea, nell’ambito della mostra “Questo soltanto e nulla più”, la galleria ospita una performance di Myriam Laplante. E dall’alchimia alla matematica il passo è breve: da Emmeotto va in scena il Teorema di Simone Rainer, borse come accessori geometrici, che nella forma perfetta del triangolo racchiudono il senso di ogni icona fashion: eterna, immediata, efficace, universale. A esplorare il mondo dei cappelli, accessorio antico reinventato in mille declinazioni, ci pensa invece Altalen, nuovo spazio milanese di sperimentazione, con un’attenzione particolare all’artigianato di qualità, al gusto per il retrò e agli innesti fantastici tra classico e contemporaneo, arcaico e futurista. Anche questo un evento per Emmeotto.

Elsa Schiaparelli ritratta per Vogue nel 1934
Elsa Schiaparelli ritratta per Vogue nel 1934

E poi ci sono i gioielli tridimensionali di Stefania Lucchetta, esposti da Marie-Laure Fleisch, micro-strutture architettoniche che si adattano al corpo, tramutando rigorosi calcoli matematici in assemblaggi poetici, da indossare. Ancora borse da The Gallery Apart, con le creazioni-bijoux di Badura, pensate per una donna-icona immaginaria: Sophie. Colei che in sé racchiude quell’ineffabile, contraddittorio senso di necessità, associato all’idea di “lusso”: nell’accezione di appagamento del desiderio, di tensione verso la perfezione e di resistenza alla caducità del banale, l’oggetto lussuoso si fa metafora di un modus vivendi.
Haans Nicholas Mott, con il suo fashion show “These are eyes in the darkness”, è ospite di Monitor. Un appuntamento con la genialità incontenibile di un artista/artigiano, che dipinge storie per immagini dedicate al dandy contemporaneo, chic, alternativo, estroso, infaticabile flâneur del proprio tempo. Infine, da Z2O di Sara Zanin Paolo di Landro allestisce un laboratorio in progress insieme a Miltos Manetas. Spazi di condivisione eccentrica, inventando tragitti per esploratori del presente, in cerca di identità e di direzioni, come di abiti, forme, segni, stili, outfit.
Chiude il percorso lo special event allo Spazio Innocenzo X, dove sarà un’artista, Sissi, a tracciare una bozza autobiografica tramite un catalogo di abiti indossati, manipolati, trasformati: due proiezioni, “Archivio Addosso” e “Archivio Onme“, attingono da un repertorio personale che va dal 1998 al 2010.

Sissi, autoritratto

Infine, sempre per Artisanal Intelligence, c’è A.I. Fairfuture, un’incursione nel mondo della tecnologia. Grazie all’applicazione della piattaforma Arduino, dieci prodotti di alto artigianato vengono presentati in modo contemporaneo. La ricetta vincente? Essere on-line, ma restituendo qualità tattile e dettagli dei prodotti, stabilendo confronti utili tra marchi diversi, e poi promuovendo la vendita. Fotografia rotante, angolazioni molteplici, definizione altissima, interattività, gestione di luci e ombre: un sistema hi-tech efficace, che sfrutta il potere della rete e la potenza comunicativa di certe immagini digitali. L’ideale, in un momento in cui l’e-commerce – con i suoi costi modici e la sua diffusione capillare 2.0 – rappresenta una concreta possibilità di sviluppo per chi vive di creatività e mercato. L’iniziativa porta la firma di Circula e viene accolta da Howtan Space. Un altro percorso intelligente, con cui valorizzare l’eccellenza del fare italiano, continuando a radicarsi nella tradizione ma puntando al futuro. Tra sinergie e ibridazioni. In una sola parola, Altaroma.

Helga Marsala e Maria Cristina Bastante

Roma // 26-29 gennaio 2013
Altaroma

www.altaroma.it