I Magnifici 9. Via la pittura da Manhattan!

Fari puntati sull’isola dove si discute di temi sociali e nuove tecnologie. Anche gli italiani partecipano con ruolo da attaccanti, dall’installazione di Antonio Pio Saracino per MTV fino alle creazioni post-human di Alessandro Brighetti.

Matthew Higgs e Margaret Lee @ Murray Guy Gallery

 

Doppio appuntamento senza doppioni. Si comincia con i lavori recentissimi esposti a Documenta 13 e alla Biennale di Kiev 2012. Si finisce pochi metri più avanti sempre sulla 25th dove si riparte dagli Anni Novanta. Stiamo parlando dell’opening più atteso della settimana, una retrospettiva sull’artista cinese Song Dong negli spazi sconfinati della Pace Gallery. Taoisticamente Son Dong Doing Nothing: le installazioni e la documentazione di lavori concettuali spesso performativi, eterei e poetici, dove è sempre presente l’utilizzo di materiali poveri e l’inno alla vita modesta, la critica al sistema di sviluppo attuale e ai poteri costituiti, così come non mancano le opere dai toni intimi e biografici che celebrano l’amore per la famiglia e le tradizioni cinesi.
www.pacegallery.com

 

Antonio Pio Saracino @ The OUT Hotel

Arte e tv alleate nella lotta all’Aids. A due passi dagli schermi di Times Square arrivano le telecamere di MTV, dove Antonio Pio Saracino inaugura Arches Of Hope: una straordinaria installazione di archi luminosi che fanno vibrare di speranza la hall dell’OUT Hotel. Per un evento nato per sollevare l’attenzione su un tema importante come l’Aids, l’atmosfera è tanto glamour quanto misurata, fascinosa e conviviale. È questa la vera avanguardia nell’era dell’informazione, dove l’obiettivo sociale dell’art opening fa breccia nei cuori dei partecipanti con forza e determinazione.
www.archesofhope.com

 

Frozen Lakes @ Artists Space

Troppo intellettuale per essere vero. Frozen Lakes all’Artists Space. Video, fotografie e installazioni per una rosa di artisti e collettivi che indagano il senso delle immagini contemporanee che affollano la vita di tutti i giorni, qui viste come comportamenti congelati all’interno di una realtà liquida alla Bauman. Da WikiLeaks a Cindy Sherman, l’arte rimane sospesa nel regno dei concetti, mentre gli esseri umani si incontrano all’opening per decidere dove andare a mangiare sorseggiando una birra.
artistsspace.org

 

Alessandro Brighetti e Daniele Ugolini @ Scaramouche Gallery

Come in un mondo post-human. Potremmo pensare di trovarci in chirurgici acquari segreti che mostrano parti del corpo umano divenute nuovi esseri mutanti, rinvenuti in vecchi giacimenti petroliferi in disuso e infine esposti vivi all’interno di teche cristalline. Sinuose, cliniche e perfette, lasciamo che le incredibili creazioni di Alessandro Brighetti in mostra alla Scaramouche Gallery di Daniele Ugolini rimangano misteriose nella loro genesi per l’opening più intrigante della settimana targato Italia al 100%.
www.scaramoucheart.com

 

Matthew Higgs e Margaret Lee @ Murray Guy Gallery

DA-DA o AD-AD?Comincia con la mancanza di cose, benché non sia sicuro perché proprio queste cose. Immagini e oggetti includono: punti, telefono, grigio, mandarini, posacenere, pera, quel poco che so, panchina, tavolo, sedia, sgabello, banana, rosa, sagome, errore. Leggi un libro: B. Wurtz, BIFF, André Kertész. Per favore non alzare la cornetta del telefono. Grazie”. Non serve sapere di più per capire l’artista Margaret Lee e il direttore di White Columns Matthew Higgs in MLMH, la mostra più concettual-dadaista della settimana alla prestigiosa Murray Guy Gallery.
murrayguy.com

 

Don’t be a ham! @ Family Business – credit Alejandro Strus

L’inizio come fine e/o la fine come inizio? Risponde la Family Business Gallery di Maurizio Cattelan: Don’t Be A Ham!. L’imperativo è il titolo della mostra in cui lo scorso dicembre era stato chiesto ai family follower di addobbare le pareti della galleria con le fotocopie di disegni o riviste. In piena sintonia con lo spirito dello spazio, i partecipanti hanno sovvertito le regole del gioco e dichiarato l’inizio della mostra durante il suo happening/smantellamento, quando, cioè sono state raccolte e bruciate le fotocopie appese, nonché bevute – come ogni opening comanda – le birre che componevano l’ormai scaduto e mai così utile albero di Natale della galleria.
www.familybusinessgallery.com

 

David Nadel @ Sasha Wolf Gallery

Le due regole del Lower Est Side. Show spiazzanti e gallerie che spuntano e scompaiono nel lasso di un biennio. Questa volta è il turno della Sasha Wolf Gallery, che riapre con la personale Burns II di David Nadel. L’inaugurazione del nuovo spazio si compie come da manuale: le fotografie in mostra sembrano un bianco e nero con elementi mal photoshoppati, ma in realtà si tratta di immagini non ritoccate a colori di paesaggi indecifrabili, trasformati dagli incendi che hanno colpito le foreste nel Montana. La prima regola è stata rispettata, vedremo come andrà a finire con la seconda.
sashawolf.com

 

Years show @ Eyebeam

Atmosfera informale per informatici. Esperimenti col computer, intelligenze artificiali, installazioni sonore, macchinari assemblati e video proiezioni. Addirittura una vecchia scatola riesumata per dare al visitatore un fortune cookie in versione tecnologica. Siamo all’annuale showcase dei più interessanti lavori prodotti nel 2012 all’interno dell’art&technology center Eyebean, un opening che ha riunito i giovani artisti nerd di tutta New York, nonché qualche talent scout in cerca del nuovo Zuckerberg.
www.eyebeam.org

 

Open Sesame @ Apexart

Segmenti di vita deviati. “Cosa accadeva il 2 agosto 1990?” È la domanda che la giovanissima curatrice Ola El Knhalidi ha posto a un gruppo di teenager cresciuti in Kuwait durante l’invasione irachena. Le interviste e gli oggetti così collezionati sono poi diventati materiale plasmabile per un gruppo di artisti contemporanei. Nostalgia, trauma e utopia sono le parole che tengono in ordine la trama Open Sesame, dove tra finzione e realtà si cerca di unire, grazie al linguaggio dell’arte, singoli ricordi personali con i fatti della grande storia.
www.apexart.org

Veronica Santi

CONDIVIDI
Veronica Santi
Laureata in Scienze Politiche e in Storia dell’Arte, Veronica Santi è critico d’arte, curatrice, scrittrice, autrice e regista di film documentari. Nel 2014 ha fondato Off Site Art, un'associazione di arte pubblica con sede all'Aquila. È Program Director per ArtBridge, New York. "I am not alone anyway" è il suo primo feature film sulla figura di Francesca Alinovi. Scrive recensioni per riviste di arte contemporanea e collabora con Artribune dal 2013. Vive e lavora tra l’Italia e New York.
  • Se questa roba é il nuovo e un rinnovato impegno
    penso che la pittura ora che é tornata sará dura da sloggiare
    Da manhattan.
    Gli invidiosi accusano sempre qualcuno

    • Si basta con questa faccend adella pittura. lo fanno solo gli italiani – italiane perche’ sono provinciali. certo anceh la pittura va cambiata ci deve essere un nuovo movimento e stilistico non tematico. tutte quelle installazioni li sono noiosissime e banali !!

  • angelo bellobono

    Se negli opening del prossimo giovedì ci sarà più pittura l’articolo titolerà “via il postprodotto e il post in genere da Manhattan”?

  • Veronica Santi

    Carissimi,
    sono contenta solleviate critiche perchè permettono l’approfondimento di una rubrica nata da pochissimo e molto ambiziosa selezionando 9 openings ogni settimana. Il titolo del mio articolo, volutamente provocatorio, voleva solo sottolineare quello che si è costato rispetto ad altre settimane: la pittura è passata clamorosamente in secondo piano probabilmente a causa dal grande opening della Pace Gallery e la celebrazione del concettuale nei musei più importanti della città. Questo non significa essere invidiosi o che la pittura sia scomparsa, anzi, la pittura ci sarà sicuramente nei prossimi articoli e sopratutto a Manhattan. Oltretutto, personalmente, AMO LA PITTURA.
    Inoltre vorrei farvi notare che questa rubrica cerca di segnalare dei trend settimanali a volte a tappeto su tutta NY a volte circoscrivendo il raggio di azione a una parte di NY. Questa settimana ci siamo concentrati su Manhattan, ma nulla esclude che presto ci saranno dei focus su Brooklyn o anche su un quartiere più circoscritto (solo Chelsea o solo Bushwick).
    Spero di essere stata chiara, altrimenti non esitate a fare altre domande/considerazioni. La rubrica è nata da poco e ha bisogno di crescere grazie anche al vostro parere.
    Saluti
    v