Cercasi Satoshi disperatamente. Alterazioni Video tra cinema e finanza

Questa è la storia di un film. Anzi di un Turbo Film. Uno di quelli che Alterazioni Video realizza con pochi spiccioli e molte idee. Sperimentando formule di finanziamento dal basso e mix di generi e linguaggi. Il protagonista è un uomo misterioso. E in ballo ci sono i destini economico-politici dell’umanità. Ecco cosa potrebbe accadere se la moneta diventasse virtuale e se ognuno potesse gestirsela da sé.

Alterazioni Video, Surfing with Satoshi - turbostoryboard visuale

Giapponese, 35 anni, uomo. Nessuna fotografia o avatar, nessun indirizzo email. Solo un link diretto, che porta su bitcoin.org. Così si presenta Satoshi Nakamoto sulla sua pagina profilo di p2pfoundation, una piattaforma web in cui si studia l’impatto della tecnologia e del pensiero peer to peer sulla società contemporanea. Scambi alla pari per utenti virtuali interconnessi, sfruttando l’orizzontalità di un’architettura client-server non gerarchica.
Di più, sul personaggio, sorta di novello Luther Blisset, non è dato sapere; la sua identità resta un mistero e il suo nome ha già scalato i cieli mitologici delle nuove cyber icone. Ma chi è veramente Satoshi Nakamoto? L’unica risposta certa è che questo imprendibile Mr. X ha iniziato qualche anno fa a seminare il verbo del Bitcoin, la moneta elettronica di cui lui, in carne e ossa – o meglio in cifre e bit – ha ideato l’algoritmo specifico.
Una strana avventura, che pesca dal panorama della tech-economy e dai grandi temi dell’attualità politica, surfando tra i sentieri utopici dell’olimpo informatico. Una storia che ha catturato la curiosità onnivora e indisciplinata di Alterazioni Video, noto collettivo artistico italiano, con base around the world. Sparso tra Berlino, New York, Milano, Providence, e con ripetute puntatine in Sicilia (per via del progetto sull’Incompiuto siciliano), il gruppo porta avanti una ricerca originale, resistente a formule e categoria estetiche, nutrita di input che arrivano da sociologia, cinema, musica, politica, architettura. Tra post-moderno, pop, concettuale, public art, arte relazionale e controcultura, Alterazioni Video traccia la sua linea audace e decisa sul palcoscenico – spesso un po’ troppo omologato – del contemporaneo made in Italy. Puntando su un taglio internazionale e disobbediente.

Satoshi Profile

Ed è nell’ambito dei loro Turbo Movie – nobili impasti di spaghetti western, neorealismo in chiave youtube, spirito performativo e logiche low budget – che nasce il progetto filmico Surfing with Satoshi, attualmente in cantiere. Protagonista è lui, Satoshi, con tutta la sua rivoluzionaria verve cibernetica, in grado di stravolgere, come un terremoto virale, l’ordine delle cose. Ma che cos’è nel dettaglio quest’oggetto esplosivo chiamato Bitcoin? Trattasi di un conio virtuale, che consente di effettuare versamenti istantanei e anonimi, a chiunque, in qualsiasi parte del mondo, tramite la tecnologia del P2P: nessuna autorità centrale, per una emissione/gestione della moneta totalmente autonoma. Tutto avviene in rete, secondo il verbo della collettività liquida. L’uso della valuta è garantito da un software, rigorosamente open source, rilasciato sotto licenza MIT.
Con uno sforzo d’immaginazione, si spalanca un paesaggio epico: folle, sovversivo, utopico, rischioso, il Bitcoin minerebbe alla base il sistema monetario internazionale, annientando la funzione delle banche ed impedendo a qualunque potere governativo di manipolare il valore del conio. Una bomba di proporzioni epocali. Ma con quali conseguenze? Una dittatura immateriale? Una deriva anarchica? Una nuova liberazione? Il trend di riferimento è quello degli sviluppatori/attivisti anonimi, gente che sceglie la via del fai-da-te, genietti del business casalingo che mettono energie e fosforo al servizio di una sovversione silenziosa: armi 3d, monete invisibili, tecniche di hacking, dispositivi di sabotaggio mediatico, sacche di attivismo politico contro i crimini della finanza e del potere globale. Un fenomeno in espansione. In tempi in cui a ogni livello si chiacchera di crisi economica, tecnocrazia, dispotismo delle banche, complotti massonici, derive eurocentriche e regimi finanziari, ecco che questa storia si fa incredibilmente intrigante. Solleticando curiosità, liberando visioni.

E doveva essere sul serio una faccenda pericolosa, questa del Bitcoin. Dal momento che, a un certo punto, Satoshi Nakamoto è scomparso. Volatilizzato, silenziato, ammazzato, esiliato, forse pentito, magari braccato, probabilmente in fuga. Morte fisica, solo cibernetica o un’astuta manovra di salvataggio, per non rimetterci le penne? Che qualcuno abbia identificato volto e nome del sedizioso giapponese?
Alterazioni Video vuole scoprirlo. L’ultimo indizio risale al mese di aprile 2011. Satoshi mandò una nota a uno sviluppatore, spiegandogli che si era “spostato su altre cose”. Stop. Laconico, furtivo. Da allora più nulla. I Bitcoiners di tutto il mondo, increduli, si chiedono dove sia finito e perché abbia mollato. E intanto continuano a spingere il progetto, i cui esiti restano, agli occhi dei profani, assolutamente misteriosi. Ma le piste intorno al caso sono tante e arrivare alla verità non è facile. Soprattutto da quando la storia ha cominciato a tingersi di giallo: una giovane donna, che aveva dichiarato di sapere tutto sul desaparecido, è stata ritrovata morta. Inspiegabilmente. I nostri artisti, impavidi, procedono nella certezza che Satoshi sia ancora vivo. La donna defunta pare vivesse con lui, in una piccola comune, “nel bel mezzo della giungla portoricana, pitturando alci e donne con una pietra bianca, e progettando la fine del mondo così come lo conosciamo”. Parola di Alterazioni Video.

Alterazioni Video

E mentre il limite tra realtà e fantasia si assottiglia, come nel più alterato degli stati di coscienza o come nel limbo di una soglia onirica, il collettivo inizia a scrivere il suo film. E cerca il budget per realizzarlo. Come? Finanziamento dal basso, spirito comunitario e potenza della rete, facendo della folla di sostenitori l’unico produttore possibile. Si chiama crowdfunding ed è l’ultima frontiera della produzione underground culturale e creativa. Una risposta alla crisi e ai suoi steccati. Non c’è denaro per dare corpo ai sogni? Nessun investitore disposto a scommettere sulle idee, soprattutto se molto alternative e poco commerciali? Niente paura. Basta arrangiarsi e cercare aiuto. Tra la gente. Mettersi in modalità (cyber) punk e costruire una rete di sostegno al progetto.
Si comincia a raccogliere una pioggia di piccoli versamenti, utilizzando un conto corrente dedicato, e si spera di raggiungere l’obiettivo entro la dead line. Ogni campagna ha infatti un termine e un tetto massimo. Per realizzare Surfing with Satoshi servono 9.990 dollari entro il 26 gennaio 2013. In cambio dell’obolo, come da prassi, sono garantiti una serie di benefit, proporzionali all’entità della cifra donata. L’offerta base è di 10 dollari, a fronte dei quali cui si avrà la gioia di essere citati e ringraziati sui social network, nei vari circuiti informativi, nonché nei titoli di coda del film. Col privilegio, in più, di potersi gustare l’opera in anteprima assoluta, tramite un link privato, inviato ai supporter prima della première. Per chi arrivasse invece a 1.500 dollari l’offerta è di partire con la troupe verso la giungla di Porto Rico, per seguire da vicino le riprese. Volo, albergo e vitto inclusi nel pacchetto.

Alterazioni Video, Surfing with Satoshi – turbostoryboard visuale

Manca poco, dunque. Se a vedere questo film ci tenete, mettete mano al portafogli e contribuite. Poco o tanto, non importa. Quel che conta è fare squadra. L’accorato appello di Alterazioni Video, del resto, non potrà non toccare i cuori di sognatori e temerari: “Il nostro futuro dipende dal risultato di questa ricerca. I Maya avevano probabilmente ragione, ma non sarà il meteorite Apophis a distruggere il pianeta. Periremo invece a causa di un terremoto informatico di proporzioni gigantesche che cambierà la geografia del nostro pianeta”.
Intanto, la domanda suprema incombe sulle nostre teste: sarà un terremoto nefasto o forse una nuova palingenesi? L’oracolo Satoshi è l’unico con la risposta in tasca. La salvezza di domani o sarà economica o non sarà. E all’ombra di un Bitcoin scopriremo, forse, l’atto primo di un nuova esaltante tragedia, scritta nel cuore finanziario del terzo millennio.

Helga Marsala

surfingwithsatoshi.tumblr.com
www.indiegogo.com/projects/272646

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali.
  • Non prendeteci in giro. Non c’è nulla di nuovo, si stanno cercando semplicemente fondi…dove sta sta la novità? Il film remixa realtà e fantasia…dove sta la novità? La novità è che “alterazioni video” possono godere dell’amicizia di helga marsala la quale gli tira la voltata, con un lungo ,quanto inutile, testo…dove stanno le novità?

    Si tratta di uno standard (il film..) che è fatto di una materia fatta di PUBBLICHE RELAZIONI (in questo caso tra gli artisti e Marsala/Artribune). Il punto è che non serve necessariamente denaro per l’ennesimo progetto. Forse serve una nuova modalità che metta da parte questi artisti EGO-DIPENDENTI ancora legati ai soliti rituali da star spuntate…ricordo imprese similari della ex promessa non mantenuta Piero Golia. Alterazioni Video sulla stessa strada.

    Vi invito a visitare il sommario di whitehouse per vedere come per l’ennesimo progetto non serva denaro: http://www.whlr.blogspot.it/2013/01/sommario.html

    • Arkadij

      Sono pienamente d’accordo con queste alterazioni masturbatorie non mettono in discussione il sistema mercificatorio dell’arte e il ruolo dell’arte nella società post-capitalista e non agiscono, assolutamente su di essa. Anzi, ne fanno parte acriticamente a pieno titolo…

    • dai Luca non ti incazzare. i soldi li abbiamo spesi bene. sono serviti a far volare amici artisti e performer a lavorare con noi in Portorico, cosi’ come a ricambiare i favori con la gente locale che ci ha aiutato.
      E’ vero che i progetti si possono realizzare anche nel garage di casa ma il Portorico e’ un posto della madonna…ci dovresti andare, anche solo in vacanza. fa bene mettere il naso fuori casa ogni tanto.
      Ho letto che Cavallucci ti crede la promessa dell’arte italiana, io stimo molto Cavallucci per cui non vedo l’ora di vederti Star (non spuntata).
      A ognuno le sue battaglie ( e i suoi amici)
      cia’
      Paololuca

  • ciao a tutti, mi è stato fatto notare il primo di questi commenti, il mio. Molte volte vedo commenti che non scrivo io ma di cui mi prendo la responsabilità, in questo caso l’ho scritto io e vorrei ratificare: dicevo che spesso , troppo spesso, l’aspetto relazionale prende il sopravvento sul contenuto. Il crowdfunding c’è sempre stato, e quindi temevo che anche in questo caso la notizia non ci fosse. Mi sbagliavo. Mi scuso con le persone coinvolte e con Helga Marsala che riconosco come una professionista attenta e lucida. Amante del suo lavoro.

    luca rossi