Studiare il videogioco. A Los Angeles nasce il centro Game Space

Tra qualche mese l’Arts District di Los Angeles ospiterà un centro per lo studio dei videogiochi, con gallerie, laboratori di ricerca, conferenze in livestreaming e programmi di residenza per artisti. Il merito? È degli utenti di Kickstarter, che hanno finanziato il tutto.

LA Game Space

Quasi contemporaneamente alla notizia dell’inclusione di 14 videogiochi nella collezione stabile del MoMA di New York, arriva l’annuncio del raggiungimento dei fondi necessari per la costruzione di LA Game Space, un innovativo centro di ricerca sui titoli videoludici.
Il progetto, cullato per tre anni da Daniel Rehn e Adam Robezzoli, un ricercatore e un produttore di eventi, ha meritato la fiducia di centinaia di utenti di Kickstarter che, grazie anche al tam tam di molti blog e forum, hanno contribuito alla raccolta dei 250mila dollari per la messa a punto di un edificio nell’Arts District di Los Angeles. Il nuovo spazio ospiterà, a partire dagli ultimi mesi del 2013, un vero e proprio centro di incontro per gli appassionati di videogiochi, programmatori e ricercatori.
La scelta della location non è casuale: la capitale della California ospita numerosi creativi che possono dare un contributo importante all’iniziativa e la zona in cui verrà a trovarsi l’edificio è uno dei punti nevralgici della vita artistica cittadina. Ma quale futuro aspetta questa istituzione?

Rehn e Robezzoli promettono un interessante programma che include eventi di varia natura divisi in quattro categorie: la galleria, i laboratori di ricerca, le conferenze e i programmi di residenza. La prima ospiterà installazioni interattive, performance, retrospettive e mostre tematiche corredate da cataloghi e documentazioni disponibili online; i secondi registreranno e forniranno un archivio di dati su diversi aspetti di un videogioco – come la velocità di reazione del giocatore, la quantità di tasti premuti in una sessione di gioco e il battito cardiaco – scaricabili gratuitamente dal sito ufficiale. I laboratori forniranno, inoltre, l’accesso a dispositivi storici, contemporanei e sperimentali allo scopo di compiere ricerche sui sistemi di interfaccia utente-macchina.
Le conferenze metteranno a confronto specialisti del settore dai più diversi background: programmatori di giochi indipendenti avranno lo stesso spazio di quelli legati alle major in eventi trasmessi gratuitamente in livestreaming; coloro che si collegheranno per assistere al dibattito potranno porre domande al conferenziere in diretta.

LA Game Space

Lo spazio destinerà, infine, dei programmi di residenza per programmatori e artisti: uno degli scopi principali della messa a punto di un edificio fisico piuttosto che di un forum online è quello di dare maggiore continuità alle ricerche di coloro che sono interessati allo studio di argomenti tanto inesplorati quanto intriganti. Sarà la nascita di un nuovo trend o rimarrà un caso isolato?

Filippo Lorenzin

www.kickstarter.com/projects/lagamespace/la-game-space-a-place-for-re-imagining-video-games

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Filippo Lorenzin
Filippo Lorenzin è un critico d’arte contemporanea e curatore indipendente. Si interessa principalmente del rapporto tra arte, tecnologia e società, seguendo un percorso in cui confluiscono discipline come l’antropologia, la psicologia e la storia. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Venezia e allo Iuav, sviluppando un interesse nelle ricerche artistiche che si confrontano con le problematiche derivanti dalle modalità di interazione tra individui, contesti culturali e strumenti. Ha realizzato numerosi studi riguardanti il rapporto tra arte contemporanea, Internet e pubblico online, affrontando casi come il crowdfunding e le mostre d’arte virtuali. Affascinato dal confronto diretto, predilige la forma dell’intervista in quanto occasione per discutere e imparare.