Graphic novel targate Panini

Della Panini non c’è bisogno di fare una presentazione. Chi non ha avuto fra le mani una figurina e un album sulla quale appiccicarla? Di Panini Comics si potrebbe fare lo stesso discorso. Ora però c’è un altro passo che sta per compiersi. Perché l’editore modenese sta per lanciare una nuova collana chiamata 9L. La cura Diego Malara e noi l’abbiamo intervistato per sapere tutto in anteprima.

Dalí secondo Baudoin

Cominciamo dal nome della neonata collana, 9L, che si legge “novel”. Perché? E ci sono altri significati più reconditi?
La volontà è quella di creare un’etichetta dall’identità forte, che in termini di scelta editoriale, di cura e di qualità dell’edizione riconduca all’esperienza di Panini come colosso dell’editoria italiana a fumetti ma dall’altra, ovvero sotto il profilo delle storie vere e proprie, avvii un percorso del tutto autonomo. “E ora qualcosa di completamente diverso”, avrebbero detto i Monty Python. All’interno dell’etichetta confluiranno graphic novel in senso stretto, ovvero volumi autoconclusivi di stampo autoriale, ma non solo. Ci saranno storiche riedizioni di saghe indie americane e libri che, seguendo le più diffuse definizioni, graphic novel non sono.
Quindi “9L” rimanda al romanzo grafico, ma con una punta di ironia se ne discosta. Per far parte della linea Panini 9L, un fumetto deve avere caratteristiche ben precise: proporre una grande storia, rappresentare l’opera di un grande autore e presentarsi al pubblico in una veste editoriale unica. Vogliamo solo il meglio del meglio. Una specie di “marchio di qualità” della nona arte (ed ecco spiegato il “9”).

Partite in un momento in cui la graphic novel non è più una novità. In altre parole: non avete seguito la moda nel momento in cui era nel suo massimo splendore. Perché questa tempistica? E come va questa particolare nicchia di mercato?
Prendiamo il fumetto molto sul serio. Per noi è vita, al di là di ogni moda e tendenza. E c’è da dire che mai come in questo momento il fumetto, popolare o d’autore che sia (posto che la distinzione, oggi, abbia ancora senso…) sta vivendo in Italia un momento di enorme successo. Ce lo dicono, brutalmente, le classifiche di vendita pubblicate da siti e quotidiani. Anche se parte solo ora, il progetto Panini 9L arriva da molto lontano: in certi casi servono anni per ottenere i diritti di pubblicazione di un volume e mettere insieme un bouquet di storie così ricco e vario ha richiesto uno straordinario lavoro editoriale.

Dalí secondo Baudoin

Restando sul mercato: avete in mente di sperimentare anche la diffusione in altri formati, oltre a quello cartaceo?
Nessuna preclusione verso formati alternativi, digitale per primo. Siamo presenti su oltre trenta digital store, senza contare la nostra app proprietaria Panini Digits. È però importante ricordare che nasciamo sulla carta e che questo supporto è ancora quello a cui dedichiamo maggiore attenzione.

Il primo volume della collana è Dalí secondo Baudoin. Come mai avete scelto di iniziare con l’arte? Certo, c’è la grande mostra a Parigi, ma il motivo non può essere soltanto questo…
Uno degli obiettivi dichiarati dell’etichetta Panini 9L è far avvicinare al fumetto anche quei lettori che non sono abituali consumatori di storie disegnate. Abbiamo un’idea o due su come raggiungere questo traguardo e crediamo che percorrere generi (in questo caso, la biografia) che hanno un largo seguito in letteratura “per parole” possa aiutare. In più, Dalí secondo Baudoin è firmato da uno dei più grandi maestri del fumetto francese, con il patrocinio del Centro Pompidou. Sceglierlo per inaugurare l’etichetta è un vero e proprio statement di quanto pubblicheremo in futuro sotto l’etichetta 9L.

Dalí secondo Baudoin

Questo volume è particolare rispetto alle graphic novel “classiche”. Sia dal punto di vista del disegno e del colore (utilizzato soltanto per sottolineare alcuni particolari, e in poche tavole) che dell’impostazione (si chiude con una serie di apparati più da saggio: biografia dell’artista, bibliografia…). È un’impostazione che manterrete lungo tutta la collana?
Sì, Dalí è un volume straordinario, tanto per l’aspetto artistico a opera del maestro Baudoin che per l’apparato biografico curato dal Centro Pompidou. Quanto all’impostazione, visto che della linea 9L faranno parte volumi estremamente diversi tra loro (ci arriviamo tra un attimo…), non ci sarà alcuna omogeneità di formati, foliazioni o veste grafica. Ogni libro farà storia a sé. Per rispettare pienamente gli autori e le storie e presentarli nel modo più fedele possibile agli originali.

Si parte con Dalí e come si prosegue? Ci dai qualche anticipazione su questo fine 2012 e per l’inizio del 2013?
Sarà un anno intensissimo. Dopo Dalí, a marzo arriverà Essex County, il romanzo capolavoro della star Jeff Lemire. Sempre di Lemire, nel corso del 2013, arriverà The Underwater Welder, storia in cui riecheggiano atmosfere da Ai confini della realtà. Ad aprile torneremo alle biografie con il divertentissimo Freud dedicato al padre della psicanalisi e affronteremo le ansie del vivere quotidiano in Freeway, viaggio kafkiano ambientato su una labirintica autostrada. Nella prima metà dell’anno arriveranno anche Tale of Sand, la “sceneggiatura perduta” del grande Jim Henson, che quest’anno ha fatto incetta di Premi Eisner e Harvey, e l’attesissimo Jerusalem di Yakin e Bertozzi. E infine il primo volume dell’edizione definitiva di un classico del fumetto indipendente americano: Love & Rockets dei fratelli Hernandez. E non è tutto…

Marco Enrico Giacomelli

Dalí secondo Baudoin
Pagg. 160, € 29,90
ISBN 9788863044553
www.paninicomics.it

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014). In qualità di traduttore, ha curato testi di Deleuze, Revel, Augé e Bourriaud. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Insegna alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.
  • MMS

    Per la Peppa e la Peppina. Certo che il prezzo invita a francesismi. Vedi fino a che punto si spingono per rendere quest’edizione quanto più vicina al suo autore.