Percorsi. Tutte le mostre fotografiche in corso a Londra

Nonostante il clima economico incerto, il dibattito sull’eurozona e i bisticci della classe politica abbiano gettato un alone di cupa austerità sulla Gran Bretagna, la stagione artistica di Londra parte alla grande. Protagonista la fotografia in tutte le sue forme, con alcuni tra i più grandi musei e gallerie che ospitano importanti retrospettive e rassegne dedicate a questo mezzo.

William Klein, Candy Store, New York, 1955 © William Klein

Da quando fu inventata, poco meno di due secoli fa, la fotografia non ha mai smesso di far discutere. È arte o è solo uno strumento con cui documentare la realtà? La risposta della National Gallery a questo eterno dilemma è Seduced by Art: Photography Past and Present, la prima mostra ospitata nella storica galleria britannica che offre un esame approfondito del dialogo che da sempre è esistito (e continua ad esistere) tra l’arte e la fotografia d’arte. E se fotografi vittoriani come Julia Margaret Cameron e Roger Fenton imitavano la pittura quando, agli albori, esploravano le possibilità artistiche di questo nuovo mezzo, artisti contemporanei come Thomas Struth e Tacita Dean non sono da meno nel creare fotografie persino più “artistiche” dei dipinti a cui sono ispirate. Basta guardare il magnifico vaso di fiori di Ori Gersht, che si rifà all’opera di Henri Fantin-Latour: a differenza del francese, Gersht accelera la scomparsa di questa natura morta congelando la composizione floreale prima di farla esplodere, creando così qualcosa allo stesso tempo di bello e terribile.
Se invece preferite il fotogiornalismo d’azione, quello che coglie “il momento decisivo” e racconta i grandi eventi del mondo con immediatezza e oggettività, allora non perdetevi Everything Was MovingPhotography from the 60s and 70s  al Barbican, una straordinaria rassegna che esplora due decadi – gli anni Sessanta e Settanta – che hanno visto la società cambiare in modo drammatico. Sono gli anni di Woodstock, dell’Apartheid, delle marce per i diritti civili in America, della rivoluzione culturale in Cina, del Vietnam e del ‘68. È la storia nel suo farsi, raccontata da dodici fotografi che hanno vissuto dall’interno le rivoluzioni politiche e socio-culturali di quegli anni tumultuosi. E accanto a leggende come David Goldblatt, William EgglestonBruce Davidson, ce ne sono altri meno conosciuti ma non meno significativi, come il sudafricano Ernest Cole i cui documenti fotografici delle condizioni di vita dei neri (lui stesso era di colore) durante gli anni dell’Apartheid costituiscono uno dei documenti più potenti dell’intera mostra.

Ori Gersht Blow-Up: Untitled 5, 2007

Una mostra, quella del Barbican, che sembra trovare il suo naturale complemento in Cartier-Bresson: A Question of Colour, allestita a Somerset House, che accanto a una selezione di dieci fotografie di Henri Cartier-Bresson mai viste prima in Gran Bretagna, pone settantacinque opere di quindici fotografi contemporanei di fama internazionale come Karl Baden, Ernst Haas, Fred Herzog e Robert Walker. Autori che hanno fatto propria la filosofia del maestro di cogliere l’attimo prima che questo fugga per sempre, adattandola però al colore. Al contrario, Cartier-Bresson non ammetteva altro che il bianco e nero. Sono immagini dure quelle scattate dal francese in America tra il 1946 e il 1947, che raccontano di un’umanità colpita e piegata dall’orrore della guerra, che cerca di sopravvivere nelle New York e Chicago del dopo conflitto.
Nello spazio temporale compreso tra Cartier Bresson e William Eggleston si collocano i due protagonisti di William Klein + Daido Moriyama, l’ambiziosa doppia retrospettiva proposta dalla Tate Modern. Nato a Osaka nel 1938 e da sempre basato a Tokyo, Daido Moriyama è stato profondamente influenzato dal lavoro della sua controparte americana, William Klein (New York, 1928). Come Cartier-Bresson, anche Klein e Moriyama sono accomunati dal fascino per la vita pulsante delle grandi città e dalla gente che le abita. Viste attraverso la lente spietata del loro obbiettivo, New York, Tokio, Mosca e Roma assumono un’aura sinistra, che il superbo bianco e nero sgranato della pellicola rende quasi da racconto noir.

Newsha Tavakolian, dalla serie Mothers of Martyrs, 2006 – Art Fund Collection of Middle Eastern Photography at the V&A and the British Museum

E se le mostre precedenti non bastassero a soddisfare le curiosità storiche e concettuali dei più, allora spostatevi a South Kensington, dove il Victoria and Albert Museum torna finalmente a dedicarsi alla fotografia con la straordinaria Light from the Middle East: New Photography. Dal fotogiornalismo d’azione alle immagini allestite e digitalmente alterate, la mostra esplora il modo in cui i fotografi mediorientali hanno utilizzato questa tecnica per documentare una complessa geografia regionale in cui il rapporto tra politica, religione e società è spesso difficile ed emotivamente complesso. Trenta fotografi provenienti da tredici stati diversi, tra cui nomi di primo piano come Walid Raad e Abbas.
Amanti della fotografia tradizionale e del bianco e nero? Tra le grandi retrospettive di quest’autunno l’Imperial War Museum offre Cecil BeatonTheatre of War. È così famoso per le sue foto di moda e per i suoi ritratti della famiglia reale inglese che spesso ci si dimentica che Cecil Beaton (1904-1980) svolse anche un ruolo fondamentale per incarico del Ministero dell’Informazione britannico, organo politico creato alla fine della Prima Guerra Mondiale responsabile dell’ informazione e della stampa. Di questo periodo ci restano circa settemila fotografie, scattate tra il 1940 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. Ma Beaton resta Beaton anche sotto una pioggia di granate. Quindi non aspettatevi il solito reportage fotogiornalistico: questi sono scatti attentamente composti, quasi teatrali, che si tratti di fotografare soldati al fronte, paesaggi devastati dalle bombe o la gente comune. E la sua indagine documentaria non si fermò alla Gran Bretagna: nel 1942 fu inviato al Cairo e nel 1944 trascorse molti mesi tra l’India e la Cina al seguito delle truppe alleate. Queste esperienze saranno le basi per la creazione dei numerosi costumi teatrali per cui è famoso.
E se Beaton non vi basta, a Greenwich il National Marittime Museum presenta un’altra imponente retrospettiva dedicata a uno dei grandi pioneri della fotografia paesaggistica del XX secolo, Ansel Adams. Nato nel 1902 e da sempre affascinato dall’acqua in ogni sua forma, Adams trascorse la vita a immortalare cascate, nuvole, rapide, ghiacciai e geyser, portando così la selvaggia vastità del paesaggio naturale americano nelle case di milioni di persone in tutto il mondo.

Cecil Beaton – Long Range Desert Group – Part of IWM’s Ministry of Information Second World war Official Collection By permission of IWM (Imperial War Museums)

Siete amanti della natura e degli animali? Allora il Natural History Museum è il posto che fa per voi. Giunto alla quarantesettesima edizione, The Wildlife Photographer of the Year 2012 è il più prestigioso concorso fotografico mondiale dedicato alla flora e alla fauna selvatica. Cento fotografie, selezionate tra le oltre 48mila partecipanti al concorso, garantiscono un incredibile viaggio tra le meraviglie del nostro pianeta. Un pianeta straordinariamente fotogenico, bisogna dire, anche senza traccia dell’uomo.

Paola Cacciari

Londra // fino al 20 gennaio 2013
Seduced by Art: Photography Past and Present
THE NATIONAL GALLERY
www.nationalgallery.org.uk

Londra // fino al 13 gennaio 2013
Everything Was Moving: Photography from the 60s and 70s.
THE BARBICAN ART GALLERY
www.barbican.org.uk/artgallery

Londra // fino al 27 gennaio 2013
Cartier-Bresson: A Question of Colour
SOMERSET HOUSE
www.somersethouse.org.uk

Londra // fino al 13 gennaio 2013
William Klein/Daido Moriyama
TATE MODERN
www.tate.org.uk/visit/tate-modern 
Londra // fino al 7 aprile 2013
Light from the Middle East: New Photography
www.vam.ac.uk

Londra // fino al 1° gennaio 2013
Cecil Beaton: Theatre of War
IMPERIAL WAR MUSEUM
www.iwm.org.uk 

Londra // fino al 3 marzo 2013
Wildlife photographer of the year 2012
NATURAL HISTORY MUSEUM
www.nhm.ac.uk

Londra // al 28 aprile 2013
Ansel Adams: from the Mountains to the Sea
NATIONAL MARITTIME MUSEUM
www.rmg.co.uk

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Paola Cacciari
Laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna con una tesi sul costume femminile bizantino nei mosaici di San Marco a Venezia, e con un Master in Renaissance Studies alla University of London, Paola Cacciari è storica dell’arte e ricercatrice, specializzata in Storia dell’Arte Moderna. Ha studiato per il Diploma in Translation all’University of Westminster ed è traduttrice freelance associata all’Institute of Translation & Interpreting (ITI). Ha collaborato con diverse riviste indipendenti, scritto per Exibart e Grandimostre e dal 2011 collabora con Artribune. In qualità di ricercatrice, traduttrice e consulente linguistica ha collaborato alle ricerche bibliografiche e testuali per articoli riguardanti gli oggetti delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra pubblicate sulla rivista accademica Renaissance Studies e per mostre e cataloghi tenutesi allo stesso museo. Vive a Londra.