Marilyn come non l’avete mai vista

Bionda, sensuale, esplosiva. Ce n’è una sola ed è ovviamente Marilyn Monroe, che nel 50esimo anniversario della morte torna a rivivere, fino al 28 gennaio, nelle sale del Museo Ferragamo a Firenze. Ma quanti conoscono anche Norma Jean Baker?

Marilyn Monroe fotografata da Tom Kelley nel 1949

C’è un sottile fil rouge che unisce Marilyn Monroe con Salvatore Ferragamo, il “calzolaio delle stelle” hollywoodiane. Entrambi sembrano incarnare il mito del sogno americano, che da umili origini riesce a trasformare bellezza (nel caso di Marilyn), gusto ed eleganza (nel caso di Ferragamo, che in America aprì il suo celebre Hollywood Boot Shop) in successo e notorietà.
Marilyn amava le scarpe di Ferragamo e ne possedeva diverse paia (rigorosamente décolleté a tacco 11) ma non incontrò mai di persona lo stilista italiano. L’attrice acquistava di persona le scarpe Ferragamo nella boutique di Park Avenue o faceva ordini in Italia. Fa impressione leggere nell’agenda personale di Marilyn, esposta in mostra a Firenze, una nota in cui, con mesi di anticipo, fissa per il 17 marzo 1961 il suo appuntamento da Ferragamo per l’acquisto di una borsa beige.
Forse, se la mattina del 5 agosto 1962 non fosse stata trovata morta nella camera da letto della sua casa di Brentwood, in California, a causa di un’overdose di barbiturici, Marilyn avrebbe probabilmente conosciuto di persona lo stilista che, incontrando il suo piede (passateci l’immagine un po’ feticista), lo avrebbe catalogato come quello di una Venere. “La misura del piede mi rivela il carattere di chi lo possiede”, scriveva infatti Ferragamo nella sua autobiografia. “Ho suddiviso le donne che sono venute da me in tre categorie: le Cenerentole, le Veneri e le Aristocratiche… La Venere è generalmente molto bella, affascinante e sofisticata, eppure dietro il luccichio esterno si cela spesso una donna di casa amante delle cose semplici; poiché queste due caratteristiche sono contraddittorie, la Venere è spesso incompresa: la si accusa di amare troppo il lusso e le frivolezze“.

Marilyn fotografata sulla riva del mare da George Barris nel 1962 come la Venere del Botticelli

Un ritratto che sembra ricalcato esattamente sulla vita dell’attrice americana. Modello di femminilità e sensualità senza uguali, un corpo voluttuoso montato su un viso da bambina, tutti conoscono la bionda di Quando la moglie è in vacanza o A qualcuno piace caldo. Una bomba sexy significativamente evocata dalla scultura-ordigno di Paolo Canevari che apre la mostra. Marilyn è stata senza dubbio un’icona esplosiva, che ha giocato con il proprio corpo basando molto del suo successo sul sex appeal.
Ma in mostra, accanto all’icona pop consacrata da Andy Warhol e alla sirena sfacciata che canta Happy birthday Mr. President a J.F. Kennedy, scandalizzando l’intera America, c’è anche Norma Jean Baker (il vero nome all’anagrafe dell’attrice americana), l’altra faccia di Marilyn, quella fragile e delicata. E qui la bionda sexy cede il passo alla donna che legge i classici, che appunta parole tristi su quaderni neri, che soffre per le gravidanze perse e gli amori falliti. Una ninfa moderna, un po’ Venere e un po’ Maddalena penitente o ancora l’incarnazione di Emma Bovary (uno dei romanzi preferiti dall’attrice) o un’odierna Cleopatra. Per scoprire il vero volto di Marilyn e calarsi nella complessità della vita di una donna basta entrare nella solitudine della stanza in cui è morta, ricostruita in una sala del museo, con le parole della poesia che le dedicò Pier Paolo Pasolini che scorrono in sottofondo. Oppure guardarla nelle fotografie di André de Dienes che la ritrae senza trucco, pensierosa e introspettiva a Tobey Beach. Ed ecco, Marilyn. Nuda come non lo è stata mai.

Rosa Carnevale

Firenze // fino al 28 gennaio 2013
Marilyn
a cura di Stefania Ricci e Sergio Risaliti
MUSEO SALVATORE FERRAGAMO
Piazza Santa Trinità 5
055 3562455
[email protected]
www.museoferragamo.it

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Rosa Carnevale
Rosa Carnevale nasce a Verona nel 1983 ma dai due ai diciotto anni vive nella culla del Rinascimento, Firenze. A Milano dal 2001, si laurea in Scienze dei beni Culturali indirizzo storico-artistico all’Università Statale. Frequenta il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive dell’Accademia di Brera e, dopo qualche esperienza veneziana alla Biennale (Ufficio Stampa Arti Visive), inizia a scrivere per testate cartacee e online di settore. Suoi articoli sono apparsi su Il Manifesto, Exibart, Arte e Critica, Espoarte, Il Corriere dell’Arte, Rolling Stone Magazine. È iscritta all’Ordine dei Giornalisti della Toscana come giornalista pubblicista. Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione come ufficio stampa per enti pubblici e privati. Dal 2011 collabora con Artribune. La sua vera professione è quella di mamma a tempo pieno di Arturo.