La guerra di Gino de Dominicis

Scoppiano i contrasti sull’eredità culturale dell’artista. Con ovvie conseguenze sul tesoro economico delle autentiche. Spuntano nuovi archivi e un nuovo catalogo, benché uno sia già uscito da pochissimo tempo. Vittorio Sgarbi presidente del fronte anti Italo Tomassoni. Anche Pio Monti, grande amico di Gino, dà la sua chiave di lettura. Piccola inchiesta probabilmente solo alla sua prima puntata…

Italo Tomassoni

Tutto maturava sottotraccia, ed ora emerge con il più pubblico degli atti: una pubblicità. “La Fondazione Archivio Gino de Dominicis ha in preparazione il catalogo generale dell’opera di Gino de Dominicis. Chiunque sia in possesso di opere, lettere e materiale fotografico relativo alla vita e all’attività dell’artista, può inviarne la documentazione presso: Vittorio Sgarbi, Corso Vittorio Emanuele II 141, 00186 Roma”: così recita l’inserzione apparsa sul Corriere della Sera. Sgarbi? In tanti, dalla scomparsa nel 1998, si sono occupati dell’eredità culturale – probabilmente anche materiale – del grande Gino De Dominicis, ma finora Sgarbi non si era mai distinto, se non per qualche occasione espositiva: ora invece questo passo deciso, una precisa e forte “scesa in campo”. Eppoi: non esiste già una struttura che segue i destini dell’artista, e non è già uscito – è cosa fresca, dello scorso anno – un catalogo ragionato dell’opera, curato per Skira da Italo Tomassoni?
Il primo al quale chiediamo lumi è proprio il critico umbro, che nel 1999 ha costituito a Foligno l’Associazione Gino De Dominicis, sul cui sito internet compare l’inequivocabile statement: “Sono stati istituiti, su mandato degli Eredi dell’artista, l’Archivio Gino de Dominicis e la Commissione Scientifica preposta al rilascio delle Autentiche e alla Archiviazione delle opere”. “Sì, ho saputo dell’iniziativa di Sgarbi – risponde Tomassoni ad Artribune -. Un po’ mi ha sorpreso, visto che lui è la prima volta che si occupa di de Dominicis, a parte la mostra che ha fatto lo scorso anno a Venezia alla Cà d’Oro, durante la Biennale. Comunque faremo tutte le verifiche nelle opportune sedi, noi agiamo su mandato degli eredi dell’artista”.
Indispensabile un nuovo passaggio: ma trovare Sgarbi al telefono in piena bufera primarie Pdl, dopo che lui si è polemicamente ritirato dalla corsa, è impresa improba. Ci riusciamo dopo qualche ora, e la risposta mette subito in chiaro i dubbi: “Ho deciso di dichiarare guerra a Tomassoni”. Se qualcosa gli manca, non è certo il dono della sintesi. Ma poi parte come un fiume in piena: “Inizialmente fu costituita un’associazione per valorizzare l’opera di de Dominicis, e ne facevo parte io, ne faceva parte Tomassoni, e poi Calvesi, Villari, Barilli, Duccio Trombadori e altri”. E poi giù con il racconto delle vicende della mostra veneziana, con le opere della collezione Koelliker di Milano, con un catalogo che presentava quelle in mostra più altre 50 sempre della stessa collezione. “Tomassoni ha dichiarato che non erano autentiche, ma senza mai vederle di persona”, dichiara Sgarbi riferendosi a queste ultime: e ricorda di una denuncia, di un giudice umbro che blocca tutto… Insomma, un vespaio.

Pio Monti

E chi promuove la nuova fondazione? “Oltre a me, che sono presidente, ci sono tanti, da Marta Massaioli a Duccio Trombadori, Franco Toselli, Maria Camassa, Liliana Maniero, Pio Monti”. E proprio a Monti – notissimo “sponsor” della figura e dell’opera di de Dominicis, gallerista e amico, autore del libro P’io&Gino, dedicato al loro rapporto – chiediamo un commento. “Tomassoni si vuole imporre come l’unico in grado di dire verità sull’opera di Gino: e questo non va bene. Lui peraltro lo ha conosciuto e frequentato solo per una parte della sua vita, e conosce bene solo parte della sua opera. Ha costituito un archivio dove fra gli altri ci sono Emilio Mazzoli e Lia Rumma: anche loro persone stimabili e amiche, ma anche loro hanno lavorato con Gino solo per alcuni periodi. Il fatto è che loro hanno l’appoggio della erede, la cugina, e quindi su questo sono coperti. Ma siamo certi che avere l’appoggio di un erede corrisponda ad avere autorevolezza?”.

– Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • osservatoreromano

    Basta fare una pubblicità pagata su un quotidiano per avere tutta questa attenzione anche da parte di chi dovrebbe saper distinguere…
    Altro che Sgarbi, vi meritate Diprè
    F.G.

  • No, non basta una pubblicità. Ma tante telefonate ai protagonisti dei fatti sì: qualcuno lo chiama ancora fare il giornalista

    • Cari nemici ed amici,

      Come diceva Henry Ford ” Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo.”

      Comunicare è un elemento importante del vivere, così come lo è il dibattito critico e culturale che si attiva da voci diverse. Immaginate se, per un motivo qualsiasi, si decidesse di interrompere lo studio e la ricerca ed il correlato sviluppo culturale relativo alla Divina COMMEDIA….SE SOLO GLI EREDI DI DANTE ALIGHIERI avessero il privilegio di poter studiare i significati e sopratutto di dare una diversa interpretazione della Commedia!!! Una vera aberrazione culturale…solo tre o quattro studiosi dunque possono arrogarsi il diritto di studio e di scrittura relativo ad un determinato autore od artista? Purtroppo dietro la questione delle “autentiche” si cela in realtà spesso il veto ad interpretare estensivamente ed in modo approfondito l’opera ed il pensiero di un artista. Sdoganiamo la cultura dai vincoli di caste che ne impediscono la reale diffusione, la corretta interpretazione critica e staremo tutti molto meglio….liberiamoci delle “sette culturali” e di “mercato”…

      Interessanti sono quegli interventi che restano nel territorio del confronto di idee, opinioni, non il ciarlare delle Allegri Comari di Windsor….che è comunque almeno storicamente connotato ed accreditato, contrariamente a certi commenti davvero poco costruttivi ed interessanti.

      • Brava Marta. Questo è anche il senso della nostra operazione SGUARDI SONORI 2012: GINO ON MY MIND che abbiamo fatto tra il Teatro Colosseo e la Mole Vanvitelliana tra il 10 ed il 30 settembre scorsi, vedi video RAI 3: sulla mostra.
        https://www.facebook.com/photo.php?v=3237999687263
        A presto.
        Sandro

  • Franco

    Sicuramente De Dominicis si starà rivoltando nella tomba…… poveri artisti italiani…. di sicuro in questa storia ci sono gli eredi, indiscutibili. Poi ci sono troppe opere di De Dominicis fatte girare, non buone. Chi ha sbagliato, riconosca i suoi errori e faccia piazza pulita di pezzi discutibili che girano e stanno in alcune case o collezioni. Ben vengano gli onesti e titolati critici d’arte e studiosi, oggettivamente riconosciuti come tali. Ben vengano e siamo fortunati che ci siano, Emilio Mazzoli e Lia Rumma. Ad oggi io consiglierei sicuramente l’acquisto di quadri di Gino provenienti da queste 2 serissime ed indiscutibili ed onestissime gallerie. L’egoismo e la voglia di guadagnare dei singoli, purtroppo qualche volta nel nostro già disgraziato Paese, va contro gli interessi veri, e cioè la salvaguardia e la valorizzazione dell’opera di un artista… e Gino non se lo merita… Invito tutti a ragionare per risolvere il problema, ma la vedo dura…. L’unica cosa disgraziata che non mi auguro è che si facciano due commissioni diverse per le autentiche….. Povera Italia, siamo contaminati in ogni campo..

    • Romeo

      Ben detto, ma è difficile che ci sia questo rischio di doppie autentiche. La fantomatica “Fondazione” e “Catalogo” di Sgarbi di cui si parla nell’articolo sono iniziative appena nate e senza nessuna credibilità. Nessun collezionista di De Dominicis (attuale o potenziale) gli attribuirà mai alcun valore, ammesso sopravvivano per più di qualche giorno

  • Franco

    Chi critica Artribune che per fortuna ci rende partecipi di un argomento così attuale ed importante e spinosissimo, riguardante un gigante come Gino De Dominicis, un vanto italiano, non conosce l’arte contemporanea ed il suo mondo, oppure non si sofferma sugli articoli e pur di criticare ed attaccare, scrive….

  • Se Sgarbi vuol fare un’altro catalogo motivo importante sicuramente ci sarà.Oltretutto le carte in regola dovrebbe averle tutte,più o meno,così come le persone adatte che ha faticosamente cercato e fortunatamente trovato. Poi, come si dice dalle nostre parti,ma forse dappertutto, e confermato dai maggiori oculisti del mondo, quattro occhi vedono certamente meglio di due (e ovviamente venti più di dieci). Probabilmente però il problema maggiore,più che la vista, potrebbe rivelarsi la memoria.In ogni caso non resta che augurare un buon esito all’impresa dovutamente intrapresa e ricordare che una sana concorrenza solitamente porta al miglioramento della qualità dei prodotti favorendo la clientela
    . giuliano perezzani

  • babayaga2

    E allora, cari miei, VOI siete INVECE SICURI che avere Sgarbi e la Massaioli – no comment – “corrisponda ad avere autorevolezza?”. Mi meraviglio di Toselli…. Siamo in piena melma che se non avesse del tragico avrebbe del ridicolo. Vi meritate quel che avete, il sottobosco…..!!!!

  • Scrivere commenti facendo delle allusioni poco professionali e credibili dal punto di visto critico, sopratutto nascondendo la propria identità è un atteggiamento tipico di quelle persone che si nascondono, dunque nella scala emotiva del tono sono poco al di sopra di fallimento totale….

    La libertà di studio è una prerogativa delle civiltà evolute, le sette culturali , sono tipiche di culture in declino che non hanno molto da dire, se non una duplicazione costante delle proprie aberrazioni, che portano solo danni culturali e sociali.

    marta massaioli

    mi piacerebbe molto se tu baybaga2 riuscissi a salire un pochino di tono, che ne dici di passare da “Nascondersi” a “Conservatorismo” oppure meglio sarebbe Estetica….un livello più alto e che maggiormente si addice a chi si occupa di arte contemporanea e di critica d’arte—?
    Dante Alighieri non usava pseudonimi e nemmeno Petrarca….tantomeno Giorgio Vasari…e scrivevano in tempi davvero molto difficili dal punto di vista della libertà d’opinione…

    • Strepitosa,scanzonata e divertente la Massaioli (è il suo nome reale,vero?).
      Oddio la prende un po’ larga ma al dunque evidentemente giunge.
      Da non trascurarsi l’ammirevole confidenza con i geni del passato tanto da far naturalmente pensare che è una gran testa.Pur non intuendo di cosa voglia occuparsi,certamente, così dotata,in tanti campi è destinata ad arrivare prima (sopratutto nelle corse su strada). giuliano perezzani

      • Gentile Perezzani

        L’esigenza di dare vita ad un Archivio dell’opera di Gino De Dominicis è maturata a seguito di una profonda insoddisfazione conseguente alla lettura approfondita di quanto pubblicato sul ‘Catalogo Ragionato’ da Italo Tomassoni, opera che risulta a noi come a non pochi altri collezionisti e conoscitori, gravida di incongruenze e dati inesatti. Due esempi per tutto il resto:
        Le importanti referenze bibliografiche ed espositive della eccellente ‘Natura morta’ del 1997 pubblicata a colori a pag. 129 nel catalogo vengono attribuite a pag. 463 ad un’altra natura morta grossolanamente imitante la prima con le medesime misure (vedi scheda n. 508) mentre dell’opera in questione si segnala solo l’appartenenza ad una collezione privata senza luogo. Di una prestigiosa opera, esposta quando il maestro era in vita (figura femminile senza titolo, tecnica mista su tavola , cm. 99 x 99) appartenente ad una collezione privata torinese e segnalata per tempo ai redattori del catalogo, non vi è traccia nella pubblicazione; mentre vi compare a pag. 456 una maldestra versione pressoché identica ad eccezione del supporto e delle misure (tecnica mista su cartone, cm. 70 x 68), appartenente ad una collezione privata di Macerata.

        Quanto appena accennato, ne converrà, per un ‘catalogo ragionato’ non è cosa da poco. Questa insoddisfazione si accompagna al desiderio di non disperdere ed avvalorare l’opera di Gino de Dominicis allargando il contributo di conoscenza di un artista che consideriamo tra i più significativi protagonisti dell’arte nell’Italia del secondo ‘900. Per soddisfare questa esigenza e per colmare le evidenti lacune presenti nel ‘catalogo Tomassoni’ abbiamo deciso di procedere ad un lavoro di schedatura e censimento dell’opera di Gino De Dominicis seguita nel dettaglio avvalendoci di tutte le testimonianze e prove documentali disponibili tra amici, collezionisti, esperti e conoscitori dell’artista. E’ una impresa di lunga lena che non si esaurisce in pochi mesi. Negli anni a venire pensiamo di poter realizzare una completa ed esaustiva ricognizione tale da comporre il Catalogo Generale. Gino De Dominicis, come Giorgio Morandi, non era un artista prolifico. Le sue opere, salvo eccezioni, erano tutte calibrate e pensate. In un trentennio di attività la sua opera diversificata si compendia, a occhio e croce, a poco più di mille esemplari. Di questa opera vogliamo rendere conto nel modo più puntuale possibile, in modo tale da tutelarla come un punto di riferimento per tutti coloro che nel tempo vorranno studiarla. La catalogazione e censimento dell’opera di Gino De Dominicis prevede  un impegno che implica anni e l’archivio nasce a questo scopo, senza perseguire obbiettivi di altra natura, di tipo commerciale, o -diversamente da altri- finalizzati al rilascio di autentiche, prima ancora che la definizione del catalogo generale non sia completata. Mi auguro che anche lei condivida questa finalità, e la invito fin d’ora a dare come può il suo contributo. Colgo l’occasione per estendere l’invito a tutti coloro che intendono collaborare, inviando documenti, materiale informativo, indicazioni di opere vagliate nel dettaglio da una storia e garantite da una provenienza certa. L’archivio è aperto a tutti coloro che condividono, senza preclusioni e pregiudizi, questa nostra comune finalità, e li invitiamo fin d’ora a prendere contatto con noi.
        Distinti saluti
        Marta Massaioli  

  • franco di lecce

    sgarbi che si occupa di gino de domincis? marta massaioli e chi e’ ? toselli fa ancora il gallerista? vabbe’ pero’ c’e’ Pio Monti. Finche’ c’e’ Pio c’e’ speranza una leggenda capace di venderti un quadro firmato picazzo e farti credere che hai comprato un picasso e tu cosi sei felice. d’altronde l’arte e’ illusione, magia e chi meglio di gino faceva le magie! In bocca al lupo alla nuova associazione tanto gino ormai non interessa + a nessuno!

  • red

    santo cielo, ma veramente nessuno balza sulla sedia a sentir parlare di “clientela”??? da parte di qualcuno che teoricamente dovrebbe (almeno far finta di) difendere e valorizzare culturalmente un grande artista? Clientela, come quella di un fioraio, o di un porchettaro?

    • Caro Red, se conosci le persone e leggi attentamente lo scritto a cui ti riferisci dovresti ben capire; però se poi non succede-com’è evidentemente successo-
      non incolpare altri. Informati un po’ e vedrai che ce la farai.In fondo basta solo attenzione e buona volontà.Niente di particolarmente costoso.

      • red

        sì sì come no, non abbiamo capito il concetto di “concorrenza”. Ovvero come si concretizza? Se c’è da stabilire se un de dominicis è buono, che fate, una gara? un referendum? io dico che è falso chi offre di più?

        • filippo

          Red, ma come fai a nn arrivarci? Perezzani ironizza sul fatto che i soggetti del nuovo archivio sono cosi buffi e hanno cosi evidenti interessi commerciali (clienti) che nessuno gli dara’ credito e di fatto nn ci sara concorerrenza. Certo sentir Perezzani che parla di Gino che si e no lo avra’ visto due volte mentre gli vendeva le caldarroste con la sua bancarella da ambulante anche questo la dice tutta…poveri noi….complimenti per la trasmissione

          • Red,”Ma va là”.

          • Caro Filippo,per caso hai pure un cognome o sei tutto li? vedo che mi conosci bene mentre io non ho,forse, questo immenso piacere di conoscere uno come te, sprizzante intelligenza da tutti i pori.Riguardo i miei contati con Gino de Dominicis non te li posso dire,può succedere che li equivochi.Certo posso svelarti che venne a casa nostra,semplice come hanno gli ambulanti-mestiere che mi piaceva molto-nel 1975 ad istallare il lavoro “NOI SIAMO LE PUNTINE” che certamente conosci bene , rivedendo pure una quindicina di suoi lavori che già avevamo.Se hai bisogno dell’elenco fammelo sapere che per te sono qua apposta e faccio un’eccezione.E se non la si fa a uno eccezionale come te a chi la si dovrebbe fare?

  • red

    Ma è in difficoltà o cosa? Non riesce ad argomentare? Come fa a parlare di “concorrenza” e di “clientela”, e poi alle obbiezioni risponde con un debolissimo “ma va là”???

    • ti sembrerà impossibile ma volevo mettere solo”Ma va…” poi mi son detto”ma si,abbondiamo!”.

  • Lorenzo Marras

    De Dominicis e Nietzsche. Ovverossia entrambi che non possono essere fissati dentro una cornice permanente di definitiva interpretazione, di definitiva sistemazione.
    Fanno vivere , fanno pensare.. in breve fanno esistere TUTTI.
    Per certi aspetti è come ( E’ COME…) un atto di amore verso l’uomo , verso la possibilita’ di liberta’ dell’uomo; è questa è una bellissima cosa, la cosa migliore che essi hanno donato. Sicuramente non una FEDE.

    • filippo

      Giuliano, quanto eri avanti, grazie per farci sapere che nel ’75 avevi 15 lavori di Gino. Non li avrai mica venduti tutti? Sarai mica tu un altro dei tanti mercanti di Gino….
      vedi il confine tra il bene e il male e’ molto debole specialmente nell’arte….e alla fine qui arriviamo quanto parliamo di questo doloroso tema.
      ti aspetta un lavoro importante il 15 dicembre a foligno, le prime e speriamo non uniche autentiche legali sui lavori di gino. a parte tutto buon lavoro e non farti frenare dai preconcetti. ciao,

      • No,non credo di essere stato io avanti,comunque grazie dei complimenti.Per le altre cose non stare in pena per me,mi basto.Mercante? avrei,penso, potuto farlo, ma avendo quasi sempre solo lavori di Gino,non ce l’avrei fatta perché fino ai primi anni’80, non li voleva nessuno. Per il domani mi preoccupo quanto basta:”ne troppo, ne troppo poco”. Guarda che i 15 lavori del 1975 sono stati i primi; per caso non hai amici del ramo che te lo possano confermare?.Poi non li ho venduti io ,ma Gino stesso mi suggeriva a chi darli, e più volte ci ha pensato lui stesso.Per il “frenare”anche qui non preoccuparti per me (e comunque ancora grazie) ,in macchina sono molto prudente per cui raramente mi capita. Un cordiale saluto.

  • red

    ma continua a dirci tante cose, ma a non spiegarci come le sono sfuggite quelle paroline “concorrenza” e “clientela”. sembra quasi che si parli di un telefonino dell’unieuro, venite da noi che facciamo i saldi

    • matteo de castebajac

      red, l’ acuto giuliano sicuro ti rispondera’ ma ora cari studiosi e amanti del genere discutiamo di qualcosa di piu’ “succulento” , “sfizioso” parliamo della studiosa, erudita, culturalmente fuori classe Marta Massaoili….parliamo della sue expertise umana e tecnica su Gino. Il geniale Sgarbi ha tirato fuori il suo asso nella manica, il suo braccio destro in questa appassionata avventura….Marta Massaoili…tutto cio mi sembra stupendo!

    • Red,vorrei per educazione risponderti ma mi vien troppo da ridere; forse troppo è troppo,diciamo abbastanza. Clientela? tu come la chiami una sedia,caramella?
      Se scrivi ancora magari metti anche il cognome così sarà più facile ricordarmi di una persona immotivatamente curiosa ma simpatica.

  • 28 novembre 2012 alle 16:26
    Cari amici e polemizzatori,
    L’esigenza di dare vita ad un Archivio dell’opera di Gino De Dominicis è maturata a seguito di una profonda insoddisfazione conseguente alla lettura approfondita di quanto pubblicato sul ‘Catalogo Ragionato’ da Italo Tomassoni, opera che risulta a noi come a non pochi altri collezionisti e conoscitori, gravida di incongruenze e dati inesatti. Due esempi per tutto il resto:
    Le importanti referenze bibliografiche ed espositive della eccellente ‘Natura morta’ del 1997 pubblicata a colori a pag. 129 nel catalogo vengono attribuite a pag. 463 ad un’altra natura morta grossolanamente imitante la prima con le medesime misure (vedi scheda n. 508) mentre dell’opera in questione si segnala solo l’appartenenza ad una collezione privata senza luogo. Di una prestigiosa opera, esposta quando il maestro era in vita (figura femminile senza titolo, tecnica mista su tavola , cm. 99 x 99) appartenente ad una collezione privata torinese e segnalata per tempo ai redattori del catalogo, non vi è traccia nella pubblicazione; mentre vi compare a pag. 456 una maldestra versione pressoché identica ad eccezione del supporto e delle misure (tecnica mista su cartone, cm. 70 x 68), appartenente ad una collezione privata di Macerata.

    Quanto appena accennato, ne converrà, per un ‘catalogo ragionato’ non è cosa da poco. Questa insoddisfazione si accompagna al desiderio di non disperdere ed avvalorare l’opera di Gino de Dominicis allargando il contributo di conoscenza di un artista che consideriamo tra i più significativi protagonisti dell’arte nell’Italia del secondo ‘900. Per soddisfare questa esigenza e per colmare le evidenti lacune presenti nel ‘catalogo Tomassoni’ abbiamo deciso di procedere ad un lavoro di schedatura e censimento dell’opera di Gino De Dominicis seguita nel dettaglio avvalendoci di tutte le testimonianze e prove documentali disponibili tra amici, collezionisti, esperti e conoscitori dell’artista. E’ una impresa di lunga lena che non si esaurisce in pochi mesi. Negli anni a venire pensiamo di poter realizzare una completa ed esaustiva ricognizione tale da comporre il Catalogo Generale. Gino De Dominicis, come Giorgio Morandi, non era un artista prolifico. Le sue opere, salvo eccezioni, erano tutte calibrate e pensate. In un trentennio di attività la sua opera diversificata si compendia, a occhio e croce, a poco più di mille esemplari. Di questa opera vogliamo rendere conto nel modo più puntuale possibile, in modo tale da tutelarla come un punto di riferimento per tutti coloro che nel tempo vorranno studiarla. La catalogazione e censimento dell’opera di Gino De Dominicis prevede un impegno che implica anni e l’archivio nasce a questo scopo, senza perseguire obbiettivi di altra natura, di tipo commerciale, o -diversamente da altri- finalizzati al rilascio di autentiche, prima ancora che la definizione del catalogo generale non sia completata. Mi auguro che anche lei condivida questa finalità, e la invito fin d’ora a dare come può il suo contributo. Colgo l’occasione per estendere l’invito a tutti coloro che intendono collaborare, inviando documenti, materiale informativo, indicazioni di opere vagliate nel dettaglio da una storia e garantite da una provenienza certa. L’archivio è aperto a tutti coloro che condividono, senza preclusioni e pregiudizi, questa nostra comune finalità, e li invitiamo fin d’ora a prendere contatto con noi.
    Distinti saluti
    Marta Massaioli

  • Pietro Gucci__

    Marta Massaioli è una segreteria telefonica. Se esistesse un moderatore in questo blog non permetterebbe post multipli e a scopo pubblicitario come questi.

    Se qualcuno ha ancora dubbi su M. Massaioli può seguire questo link e ogni dubbio è svelato:
    http://www.undo.net/it/persone/Marta+Massaioli

    Sgarbi+Massaioli, ma neanche un cinepanettone vi eguaglia. Compliments anche a Artribune per esserci cascati.

    • osservatoreromano

      Era proprio questo che intendevo nel mio primo commento, e che l’autore dell’articolo non ha capito, o meglio ha fatto finta di non capire… Difficile dire se ci siano cascati davvero, ma mi sembrano troppo furbi per essere caduti in una cosa del genere…….
      F.G.

      • Pietro Gucci__

        Certo è buffo che i nostri migliori artisti abbiano pervicacemente lasciato solo uno stuolo di imbecilli alle loro spalle. Probabilmente è il frutto del loro assoluto e necessario narcisismo mondano. Le mezze tacche, le cortigiane, i ruffiani di cui erano circondati in vita sono poi quelli che si danno una ripulita e che si agitano per gestire l’eredità.
        Pensi a Carmelo Bene, a Boetti, a De Dominicis, ma anche a Manzoni, a Fontana, a Agnetti, Schifano… pensi alle micidiali Fondazioni e alle tristi figure che le abitano…
        C’è solo da sperare nella terza generazione e nella sua curiosità.

        • No comment….


          La libertà è per la gente onesta.
          L’uomo che non è onesto con se stesso non può essere libero: è la
          sua trappola.

          L.R.H. ossia Ron Hubbard

      • Premetto: lei non si firma, per cui non è una persona seria, quindi non merita una mia replica. A beneficio dei lettori, specifico – ma è palese – che Artribune non ha citato direttamente Marta Massaioli: bensì ha raccolto le parole di TRE protagonisti di questa vicenda, uno dei quali parla, “virgolettato”, della suddetta. La cui singola qualità – che sia tanta, poca o nulla – ha nel complesso ben poco peso sulla questione aperta. Forse ne ha per chi è parte in causa, interessata: ma non per chi vuole conoscere l’accaduto

        • Pietro Gucci__

          Scusi Massimo,
          ma se il suo articolo parla di una faccenda importante, sia dal punto di vista culturale che economico, come può sottovalutare la qualità delle persone che lo compongono?
          il “peso sulla questione” lo fa la credibilità e la serietà delle persone coinvolte.
          Come avrà letto anche dagli altri commenti. è assolutamente sconcertante l’accrochage di persone che si propongono “in guerra con Tomassoni”.
          Forse avrebbe fatto meglio a sentire Toselli piuttosto che Sgarbi. Sono sicuro che la discussione e i commenti sarebbero stati certamente di un’altra qualità.

          • Scusi lei
            ma di cosa stiamo parlando? io cerco di dare ai lettori informazioni-e-basta, non di dare a qualche lettore le informazioni che lui vorrebbe leggere
            ho interpellato tre protagonisti della vicenda (e stiamo approfondendo con altri, come detto da subito)
            non è che chi scrive di calcio e parla della Juve, in ogni articolo menziona tutti e 16 i calciatori della rosa no? sai che noia peraltro
            lei che mestiere fa? sia gentile, parli pure di de dominicis, di quel che vuole, ma eviti di dare lezioncine su cose che le sono estranee grazie

  • Marta Massaioli

    …REPETITA IUVANT…

    • filippo

      Gentile Mattioli, vedremo in futuro se avrete l’interesse e la capacita per arrivare fino in fondo sul tema. Daltronde come indicate si tratta solo della prima puntata. Avete di fatto ”massaioli a parte” sollevato un tema enorme e ora inizia il bello. Il 15 dicembre si riunisce a foligno la commisione delle autentiche. Le prime autentiche ufficiali su Gino. Penso importante che ci teniate aggiornati sul tema perche’ i mezzi per essere informati li avete. Un saluto,

      • Pino

        Io mi augurerei piuttosto che le commissioni e gli archivi di artisti e studiosi fossero lasciati in pace e potessero continuare a fare il loro lavoro in tranquillità invece di doversi preoccupare del gossip dei giornali scandalistici e degli attacchi mediatici delle armate Brancaleone di turno. Questa su de dominicis poi è una polemica che non esiste, e che serve solo a gettare benzina sul fuoco e dare visibilità a chi altrimenti non ne avrebbe nessuna

        • Pietro Gucci__

          Mi pare che questo blog si nutra di polemiche di questo genere.
          I ‘giornalisti’ sono estremamente suscettibili e cercano “di dare ai lettori informazioni-e-basta”. Se poi gli si dice che contattare Sgarbi e svuotare la spazzatura è la stessa cosa, cadono dalle nuvole e giurano di avere fatto tre telefonate.
          Il paragone calcistico poi chiude definitivamente ogni dubbio sull’impegno e lo spessore umano.
          Amen.

          • red

            @Pietro Gucci
            ti è sfuggito qualcosa a proposito di Massimo Mattioli:
            “È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. ”
            E’ chiaro che chiama Sgarbi e non Toselli.
            Non ci voleva molto a capirlo.

            saluti

        • Scintilla Star

          bravo.

  • Dunque: questi due signori, ai quali non dedicherò altro tempo dopo questo, vogliono sostenere che un “bravo” giornalista, incontrando una comunicazione che dice più o meno che “Vittorio Sgarbi crea la fondazione ecc…”, dovrebbe interpellare tutti, tranne che lo Sgarbi medesimo. Che è una posizione bizzarra, ma ognuno segue le sue follie.
    Uno poi però cerca di passare per il più furbo del villaggio, scoprendo le mie “malefatte”. Che pretende di spacciare per conflitto di interessi. Ma come ho già scritto, io come prima fonte ho sentito proprio Italo Tomassoni, il “nemico” di Sgarbi in questa surreale disputa. Il quale è persona cortesissima, ma guarda un po’ non mi ha mai invitato a condividere nessun comitato curatoriale. Anzi, spero che lo faccia presto, almeno poi alla prossima inchiesta mi troverò in par condicio. Saluti

  • Linda De Sanctis

    Bravo Mattioli! Evidentemente qualcuno non è in grado di riconoscere il vero giornalismo!!!!

    Sei stato corretto ed efficiente nell’informazione, senza parteggiare per alcuno ma limitandoti ad elencare i fatti così come ti sono stati trasmessi.

    Grazie a nome di tutti quelli che ” non sono allo sbando”…e che vogliono essere informati correttamente su ciò che accade nel mondo della cultura.!

    Linda

    • matteo de castebajac

      Concordo con Lidia, bravo Mattioli ! Siamo solo all’aperitivo la vera informazione pero’ inizia ora quindi non fermiamoci. Mattioli andiamo fino in fondo ne vale veramente la pena non potete fermarvi altrimenti si che e’ solo gossip!

  • duccio trombadori

    Leggo in ritardo che il sig. Pietro Gucci, che non conosco, ha scritto tra l’altro che secondo lui ‘contattare sgarbi e svuotare la spazzatura è la stessa cosa’. voi di Arttribune per non so quale rispetto professionale gliela avete passata. Io no. Sono amico di Vittorio Sgarbi e chi lo insulta in questo modo è un mio nemico personale. Che il sig. Pietro Gucci non mi incontri sulla sua strada. Ne ha solo da temere.

    • Ciao Duccio, purtoppo molti giudicano Sgarbi sono per le sue istrionate televisive senza conoscerlo personalmente come fa Pietro Gucci. Anch’io all’inizio non avevo una grande stima per Vittorio ma avendolo conosciuto mi sono ricreduto. Spero che avrai occasione di vedere il nostro omaggio a Gino SGUARDI SONORI 2012: GINO ON MY MIND che abbiamo fatto tra il Teatro Colosseo e la Mole Vanvitelliana tra il 10 ed il 30 settembre scorsi, vedi video RAI 3 sulla mostra alla pagina:
      https://www.facebook.com/photo.php?v=3237999687263
      A presto.
      Sandro

    • Scintilla Star

      uuuuuuuuuuuuuu,minacciamo,dai…..le vendette sono tipiche di Tommaselli

      • Scintilla Star

        prima eri con lui caro Trombadori,e poi cosa e’ successo,tutti bravi ad accultare quando conviene e a fare il prorpio utile alla prima occasione,ma siamo onesti…Gino serve a voi nella stessa misura in cui lui utilizzava voi a suo piacimento.Ma mai al punto di lasciarvi uno scritto che vi autorizzasse a fare un’associazione per cui vi siete sentiti in dovere di decidere sul suo operato come credevate,ma poi cosa e’ successo??????????????onesta’ caro Trombadori,la verita’ spaventa solo chi non puo’ permettersela.

        • Scintilla Star

          avete avuto il cattivo gusto di fare parte di un’associazione dove figuravano anche i morti,il povero Franchetti con una croce vicino al nome.Ma che gioco e’ questo,ma siate seri ,porca miseria.Non avete l’intelligenza di Gino ,e questo si sa,ma almeno PERCEPIRE QUANTO SIETE STATI SUPERFLUI E ARROGANTI con le vostre riunione segrete nel paese del mostro,eggia’ famoso per il mostro di Foligno,non certo per la vostra associazione,finita appunto in rovina.E poi vi siete chiamati archivio,certo……e da dove vi e’ giunta l’idea,ebbene proprio dalla Massaioli,che ha visto oltre il vostro ghetto e che ha smosso la stagnante situazione che ormai delirava.E ora sia chiaro che ognuno e’ libero di scrivere quello che vuole,ma se non erro il primo testo su GdD e’ stato occultato proprio dalla vostra associazione di Foligno,e avallato proprio dalla Durini,che faceva parte della vostra associazione “amici Gino De Dominicis”,e allora ……….dai ……..cercate di minacciare meno,e produrre piu’ cose interessanti su GDD,perche’ avete peccato di MORBOSA RIPETITIVITA’.Nel mio piccolo avendo visto che tanti artisti sono morti in pochi anni,mi chiedo come sia possibile che i non artisti non muoiano mai???????????saluti.