Il doppio valore dell’arte

Cosa c’entrano i tulipani con le opere d’arte? Li accomuna soltanto una crisi economica? Una serie di talk, organizzati dal Labont e dal Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli, provano a fare il punto durante Artissima. E qui introducono il tema attraverso la penna di Tiziana Andina.

Tulipani

Nell’immaginario collettivo, ‘fiera’ è sinonimo di mercato, di merce, di acquirenti e di denaro. In una parola e applicando l’idea all’arte: è sinonimo di “mondo dell’arte”, un concetto articolato, ma anche vago che, nell’opinione comune, lega l’arte a uno dei suoi valori, il valore economico.
Al mondo dell’arte spetta la commercializzazione delle opere, ma anche la loro tutela, la loro valorizzazione, la loro diffusione a diversi livelli culturali. In fondo difficilmente artisti del calibro di Andy Warhol o Maurizio Cattelan avrebbero potuto essere ciò che sono al di fuori di un mondo dell’arte, e cioè di quel sistema di relazioni che è sempre esistito ma che è diventato particolarmente strutturato e organizzato nel corso del Novecento. L’aspetto forse più interessante, in prospettiva teorica, è che il mondo dell’arte potrebbe efficacemente occuparsi di qualunque cosa, e chiunque conosca un po’ di storia non fatica a ritrovarne lo schema e la struttura già nel Seicento, quando un manipolo di appassionati organizzò il primo “mondo” che abbia lasciato un segno nella storia culturale ed economica dell’Occidente. Il mondo era quello dei tulipani il cui crollo, in pochi anni dal suo sviluppo, fu la causa della prima crisi economica profonda di un’economia capitalista.

Andy Warhol

Tutto nacque dalla passione per un fiore: il tulipano. La passione crebbe e si diffuse a tal punto da diventare una vera e propria ossessione, addirittura una mania. Gli amanti dei tulipani, le persone che, a vario titolo, si occupavano di tulipani, crebbero in poco tempo in modo esponenziale e divennero a tal punto numerosi da dar vita a un vero e proprio mondo, il “mondo dei tulipani”. Era un mondo che esibiva dinamiche specifiche, che aveva una quantità di attori, alcuni con compiti determinati, altri con mansioni più sfumate. Altrettanto rapidamente la passione per i tulipani affiancò o, a volte, cedette il passo a un’altra passione, quella per il denaro. S’innescò la speculazione finanziaria e quel mondo capitolò in un tempo relativamente breve.
Ora, che cosa possono avere in comune i tulipani di allora e le opere d’arte di oggi? Un paio di cose, forse. Nel Seicento, quando esplose la tulipanomania, certamente le opere erano belle. I tulipani lo sono tuttora, mentre le opere spesso non sono né belle né brutte, anzi, più spesso sono decisamente brutte. E ancora, diversamente dai tulipani – è il secondo valore delle opere – ci comunicano sempre qualcosa, un’idea, un’intuizione, una visione del mondo che alcuni degli attori del mondo dell’arte utilizzano per finalità formative e culturali.

Zonarte

Di tutto questo si parlerà nelle tre giornate intitolate Il Doppio Valore dell’Arte che il Labont, centro di ricerca dell’Università di Torino diretto da Maurizio Ferraris, e il Dipartimento Educazione del Castello di Rivoli organizzano all’interno di Artissima. Essenziale, in questo contesto, la collaborazione con il network Zonarte, che riunisce i dipartimenti educazione delle principali istituzioni che a Torino e in Piemonte si occupano di arte, con il sostegno della Fondazione per l’arte moderna e contemporanea CRT. I talk sono il naturale proseguimento dell’esperienza di Summer School 2012, tenutasi al Castello di Rivoli e nata da una felice intuizione di Anna Pironti, responsabile del dipartimento.

Tiziana Andina

labont.it/il-doppio-valore-dellarte-talks-artissima-2012

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Tiziana Andina
Tiziana Andina è ricercatrice di filosofia teoretica nella Università di Torino. Tra le sue pubblicazioni, oltre a numerosi articoli su riviste nazionali e internazionali, ricordiamo: Il volto americano di Nietzsche (La Città del Sole, 1999), Il problema della percezione nella filosofia di Nietzsche (AlboVersorio, 2005), Percezione e rappresentazione. Alcune ipotesi tra Gombrich e Arnheim (Aesthtica Preprint, 2005), Confini sfumati. I problemi dell’arte, le soluzioni della percezione (Mimesis, 2009) e Arthur Danto: filosofo pop (Carocci, 2009; edizione inglese, Arthur Danto. Philosopher of Pop Cambridge Scholars Publishing, 2011), Filosofie dell’arte. Da Danto a Hegel (Carocci, 2012; edizione inglese, Continuum, London-New York, in corso di stampa).
  • Antonio

    All’epoca lo scoppio della bolla dei tulipani non interessò più di tanto la vivace economia reale olandese, basata su attività concrete come il commercio dello zucchero caraibico e brasiliano, il correlato traffico degli schiavi e il commercio di legname e aringhe con il Baltico. Oggi, al contrario, il cosiddetto mondo dell’arte è pesantemente interessato dalla speculazione finanziaria: una parte del denaro virtuale prodotto da questa si riversa, viene “diversificato” nell’acquisto di manufatti artistici (veri o presunti che siano) . Il problema (per l’arte, non per la speculazione artistica e finanziaria) è che le elevate quotazioni raggiunte dalle opere raramente sono supportate da un autentico contenuto artistico e culturale: la bolla artistica è un cascame (in prospettiva, un sostituto) della bolla finanziaria. Il dramma, per tutti, è che il cosiddetto “secondo valore delle opere” raramente affiora: solo sporadicamente l’affermazione “ci comunicano sempre qualcosa, un’idea, un’intuizione, una visione del mondo che alcuni degli attori del mondo dell’arte utilizzano per finalità formative e culturali.” si rivela autentica.