Assessore tecnico, anzi fisico. Zichichi alla Cultura in Sicilia

Ci siamo. La nuova giunta di governo della Sicilia c’è. Dopo un mese di balletti e di battaglie, Rosario Crocetta ha chiuso la sua squadra. Tanti tecnici e pochi politici. E ai Beni Culturali? Ci mette uno scienziato di 83 anni. Antonino Zichichi: tecnico sì, ma in fatto di atomi e neutrini. E poi spunta anche un nuovo dirigente, a sostituire il contestato Campo. Sergio Gelardi è la vera, bella novità. Lo abbiamo intervistato: le sue prime dichiarazioni a caldo

Antonino Zichichi

Poco meno di trenta giorni fa Rosario Crocetta veniva eletto Governatore della Sicilia. Un’elezione sofferta, con una legge elettorale ambigua, un livello d’astensionismo mostruoso e una maggioranza nemmeno sfiorata. Il tutto per consegnare l’isola a un governo fragile e a un affannoso preludio, ampiamente prefigurato: balletti d’alleanze, incarichi, accordi, tradimenti, coup de theatre. Ed ecco il perché di questi tempi lunghissimi per giungere, intanto, al primo, “semplice” obiettivo: metter su la giunta. Una guerra a colpi di risentimenti e riunioni a porte chiuse, che alla fine ha lasciato in parte scontenta (e sconfitta) la politica, in nome di quel nuovo trend italico chiamato “tecnicismo”. I tecnici al potere: per dribblare trappole e ostacoli, per spargere fumo negli occhi o per fare la rivoluzione? Oltre la politica, illusoriamente: come se fosse questo, davvero, il diktat del buon senso.
Così, tra mille intoppi ed “impirugghi”, finalmente, la giunta sicula di Crocetta arrivò. Fresca fresca di conferenza stampa, annunciata giusto ieri sera. E se è stata confermata la nomina – tormentata e chiacchierata – di Franco Battiato (convintosi tra mille dubbi ad accettare Turismo e Spettacolo, a sua volta convincendo il Presidente che lui ci sta ma a mezzo servizio, a patto di non frequentare politici e d’essere chiamato cantautore, mai e poi mai assessore!), vediamo che succede ai Beni Culturali. In primis la delega l’avevano affibbiata proprio a Battiato, salvo ritrattare un paio di giorni dopo. E i siciliani, fiduciosi, s’erano quasi convinti di veder arrivare un nome forte, autorevole, un giovane super esperto o ancor meglio un super politico, colto, lungimirante e col pugno di ferro. Illusi.

Franco Battiato

Perchè stasera, sul red carpet di Palazzo D’Orleans, spunta (come i cavoli a merenda?) Antonino Zichichi. Proprio lui, il fisico. Ottantatré anni suonati, già presidente dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, popolare divulgatore scientifico, habitué di salotti tv, simpatizzante del Pdl, ex consulente del governatore Totò Cuffaro, fervente cattolico, conservatore, contrario alle tesi evoluzionistiche e tutto impegnato nella conciliazione di teorie religiose e teorie scientifiche. Un po’ l’antitesi di Margherita Hack, progressista, atea e darwiniana. Come dire? Insigne studioso, ci mancherebbe, ma col talento naturale del “personaggio”.
E in ogni caso, non certo un esperto di musei, cinema, teatri e conservazione. E non proprio un giovanotto. Eppure sarà lui a doversi occupare di nuovi modelli di gestione museale, d’arte contemporanea  e internazionalizzazione, di servizi, siti archeologici, partnership con privati, produzione di nuovi format, film commission, marketing culturale, eccetera. Ce lo immaginiamo? Non esattamente.

La strana notizia viene però compensata da un’altra mossa di Crocetta. Che stavolta ci azzecca in pieno. Nel far ruotare una serie di dirigenti, il Governatore  provvede ad allontanare Gesualdo Campo, proprio dai Beni Culturali. Il Direttor Gedo: colui che, per intenderci, aveva condannato per abusivismo edilizio la Fiumara d’Arte di Antionio Presti, colui che aveva boicottato il Museo Riso, fino a condurlo all’attuale avaria, colui che aveva promosso –  illegittimamente, secondo il Consiglio di Giustizia Amministrativa – una discutibile riorganizzazione  del suo dipartimento regionale. Colui che, in materia di beni culturali, aveva contribuito ad avvallare l’incancrenita incultura del dispotismo, della iper-burocratizzazione, dell’interesse personale contro quello del bene comune. Allontanato, col plauso dei più, Campo lascia la poltrona a Sergio Gelardi. Un nome di spessore, uno che ha già dato buone prove in fatto di politiche culturali, attualmente direttore del dipartimento Urbanistica, già capo di gabinetto all’assessorato dei beni culturali (2008-2009), ex presidente di CineSicilia ed ex direttore dell’ufficio piano paesistico: colui che si inventò i piani paesaggistici regionali, ma anche colui che istituì il primo ufficio per l’arte contemporanea della Regione Sicilia, inaugurato col progetto Sensi Contemporanei (in partnerhisp col Ministero delle Finanze, il Ministero Ben Culturali e la Biennale di Venezia).

In una foto di qualche anno fa, da sinistra: Gesualdo Campo, Lino Leanza e Sergio Gelardi – © SiciliaToday

E chi se l’aspettava? Nel tentativo di intercettarlo, in queste ore di concitazione e di silenzio stampa pre-insediamento, Gelardi ci concede qualche frase al volo. Non si sbottona, è cauto, ma è già là che sta scaldando i motori. Tanto serafico e conciliante nell’aspetto, quanto vulcanico nei fatti. Dunque, questa rottura col passato? Ce ne accorgeremo? “Certo che sì. Basta con le oziose nostalgie, col deleterio gioco dell’autoreferenzialità, con la logica dell’insularità come isolamento. E basta con l’overdose di burocrazia: meno caporali e più uomini. Si riparte da qui”. Battagliero lo è stato sempre Gelardi. E lo smalto, in tanti anni di militanza tra i corridoi grigi dei palazzi del potere, pare non averlo perso. Ma che farà, Gelardi, nei famosi primi cento giorni? “Intanto rivitalizziamo il patrimonio, facendo entrare aria ed energia buona, attivandolo. Che significa aprirlo, per esempio, alle scuole e alla imprese”. Finalmente. E c’è da vedere come, s’intende. “Poi, l’urgenza è quella di aggiornare i modelli organizzativi dell’infernale macchina regionale, uniformandola a quelli del resto d’Italia. E infine lavorare nel senso della “progettualità”. Programmare, produrre, progettare. E farlo in grande”. Ovvero?Piuttosto che tanti rivoli di microprogetti, fatti su misura di piccoli funzionari locali, senza alcuna ricaduta, senza ambizione, senza confronto con l’esterno, pensiamo piuttosto a dei macro obiettivi, puntando al resto d’Italia, all’Europa, al Mediterraneo“. E quando gli chiediamo una nota sull’ormai diffuso ritornello “cultura è sviluppo”, lui risponde così: “La cultura è la cultura, l’economia è l’economia. Ma se c’è un’economia incolta, allora sarà senz’altro una cattiva economia. Penso a un’idea di cultura diffusa, in espansione, che entri nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria”. Parla con convinzione, Gelardi. E dice cose che, per la Sicilia almeno, sembrano un miraggio. Centrando alcune questioni salienti e scansando le tipiche banalità del caso (vedi: più mostre per gli artisti siciliani, musei aperti fino a tardi, più fondi, buttare fuori dagli uffici i fannulloni, e via chiacchierando). Fiduciosi? Speranzosi, quantomeno. Nell’attesa di giudicare i fatti.

Sergio Gelardi, 2009 – foto ©Key4biz via Flickr

Ora, che le nomine di Battiato e Zichichi avallino un certo modello, per cui l’assessore è figura debole e di facciata, in favore di dirigenti piazzati dalla politica, protagonisti “organici” nelle retrovie, appare chiaro. E però, se nel caso di Campo la cosa diventava un problema, con Gelardi dietro al tecnico-fisico ci troviamo costretti a dire: meglio così. Follie, iperboli e contraddizioni della solita Sicilia, regina dell’improvvisazione. E improvvisando, si sa, qualche volta capita pure di fare goal. Ad ogni modo, Crocetta, che di guai ed “impirugghi” in questi giorni ne ha ben più d’uno da districare, alla cultura ieri ha fatto un regalo, cercando un’alternativa là dove un problema c’era. E quanto a Zichichi, vabè, poteva andare pure peggio. Con Totò Schillaci all’Agricoltura e Pippo Baudo al Bilancio, per esempio. Quando dici la fortuna.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è giornalista, critico d'arte contemporanea e curatore. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Oggi membro dello staff di direzione di Artribune, è responsabile di Artribune Television. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanee. È stata curatore nel 2009 dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico di SACS nel 2013, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura progetti espositivi presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali, specificamente delle ultime generazioni.
  • iwannabe

    Zichichi, Battiato…manca mago Merlino….

  • Pip

    Sicuramente ci sarà un’esplosione di eventi organizzati dal figlio, Lorenzo, curatore di eventi e titolare di una casa editrice d’arte a Roma e noto per i suoi rapporti con Tajani e per questo con grandi attività nella comunità europea. Insomma, preparatevi ad una, seppur modesta nei numeri , parentopoli……..

  • iwannabe

    Non servono nomi, “Battiato/Zichici” .NO!

    servono persone competenti,
    giovani preparate professionalmente!

  • Be’…da un 68enne (Battiato) ad un 84enne (Zichichi).

    Penso si commenti da sola, la notizia.

    Largo ai giovani!

    • Vedrai

      Sarei più cauta nel cantare vittoria con Gelardi anche perché se non ricordo male è stato compagno di merende con l’assessore Leanza e in più ricordiamo i disastri di Cinesicilia dove peraltro esisteva soltanto la produzione palermitana…. e poi Sergio Gelardi e pur sempre uno che si è occupato prevalentemente di piani paesistici, di certo non la specificità del criticato-criticabile Gesualdo Campo… Insomma c’era di meglio. Forse è simpatico all’autrice dell’articolo perché è di Palermo è per Gelardi la Sicilia si ferma a Palermo

      • No, da quel che so è uno serio. Preparato, rigoroso e perbene. Non un dispotico rancoroso, non il solito burocrate privo di una visione. Certo, al meglio non c’è fine, così come al peggio. Però resta una bella nomina: gli darei fiducia. Poi ovviamente sarà giudicato sui fatti. Se sgarra lo diremo, senza sconti.

        • Vedrai

          Signora Helga, apprezzo il suo ottimismo ma le cose di cui le ho scritto sono fatti già accaduti con Gelardi e di recente… Potrei rammentarLe tante cose ma basterebbe il fatto che con Film Comission e Cinesicilia, in coppia con Alessandro Rais, oltre a finanziari i soliti noti della cerchia palermitana, hanno dato milioni di euro a porcate del genere Agrodolce, a Eleonora Giorgi e Maria Grazia Cucinotta: alla faccia del nuovo. Mi spiace per lei ma Gelardi, e lei lo sa, non è uno “nuovo” che bisogna mettere alla prova. Scusi ma lei in questi ultimissimi anni ha vissuto a Palermo o no? Gelardi è uno di quelli che gira da un dipartimento all’altro e sempre da dirigente

  • Antonio Mirabella

    Gelardi Super. Finalmente.

  • Antonio

    “insigne studioso” non lo è più da tempo: da quando a cominciato a sostenere l’arcaica tesi di trovare nelle leggi fisiche la prova dell’esistenza e dell’operare di dio (stendiamo poi un pietoso velo sulle sue posizioni creazioniste).

  • zichicche

    Avere pensato al direttore Gelardi quale nuovo timoniere di una nave allo sbando è, sicuramente, un’ottima mossa. Per chi sa (o vuole) leggere tra le righe sono palesi equilibrio ed esperienza che vengono fuori dalle prime dichiarazioni “a caldo”. Doti che negli uffici dei Beni culturali e dell’identità ( !!) sicula non si vedono più da tempo.
    Il personaggio Zichici rappresenta l’ennesimo “scruscio” – per i non siciliani leggasi “botto” – operato dal nuovo presidente della Regione. Si tratta, ancora una volta, di una nomination da “Isola dei famosi”, tanto per prendere in prestito la battuta di un politico locale appartenente a una coalizione politica che certo non amo affatto. In questo caso tutto siciliano, però, nessuna battuta è stata più “azzeccata” di questa.
    Zichici !!! Zichici, quello vero o lo scienziato interpretato da Crozza? La parodia della “scienza” che leggiamo nel saggio di Piergiorgio Odifredi : “Zichicche” ?
    Non so se ridere o piangere.
    L’enunciazione del V assioma di Euclide (data una retta esiste un’unica retta parallela passante per un punto esterno) che lo “scienziato” dona al grande pubblico : due rette parallele non si incontreranno mai: è necessario un atto di fede” (pag. 217 del libro “L’infinito” scritto da A. Zichici) la dice tutta sul pensiero del neo-assessore.
    Andiamo bene !!!!

  • Alfonso Leto

    ZICHICHI, CRIPTOASSESSORE ALLA CULTURA.
    Soltanto l’idea che Zichichi possa essere assessore alla cultura della regione Siciliana è semplicemente ridicola. Già lo è quella di Battiato che sembrava comunque doversi “confinare” nel settore del superconsulente “gratis” (ma se gratis è sempre “a quel prezzo” con cui lo ha fatto a Catania: dio ce ne scampi).
    …E va bene, ho capito! Si cercano fantocci di rango per interpretare il ruolo degli assessori. OK. Potrei capirla la cosa se si trattasse di “tenere a bada” l’appetito dei partiti, ma poi guardando anche altri assessori nominati, risulta che questo cordone sanitario non sta funzionando.
    Antonio Zichichi,…. così ben tratteggiato nell’articolo di Helga Marsala, che sottoscrivo e per cui non aggiungo altro, cosa mai potrà fare per la cultura in Sicilia, che ha bisogno di tutt’altro in questa fase delicatissima, in cui tutti si aspettano scelte forti e autentiche e non criptiche come queste?
    Si sa pure che la nomination sia stata caldeggiata da Confindustria Siciliana, ma allora, per contrappeso logico, dico: perchè l’assessore all’industria non lo facciamo scegliere -che ne so- dai direttori dei musei, dagli scrittori, dagli artisti? …e perchè no- dagli acrobati del circo (categoria- sia detto- che io rispetto enormemente!)
    A Zichichi vorrei ricordare che l’immenso Einstein quando gli parlavano d’arte diceva, da scienziato, che “al pari dell’eleganza” “è qualcosa che riguarda i sarti e i calzolai”, non certo lui che era uomo di Scienza. A Zichichi, evidentemente, manca del tutto l’umiltà, e la lucidità dei grandi.
    La verità è una soltanto che viviamo in una nazione (dalle sue più alte cariche istituzionali a scendere) di disonesti, intellettualmente e moralmente, ecco cos’è il fatto.
    DISONESTI E BUGIARDI soprattutto quelli come Zichichi e Battiato che sanno bene di occupare abusivamente posti che non competono loro. BUGIARDI perché sanno bene che mentre dicono retoricamente di voler SERVIRE LA SICILIA che tanto amano, in realtà, preconizzano soltanto di servire se stessi e le loro posizioni di potere all’insegna di quel pelosissimo disinteresse che, per dirla con Max Stirner “pullula solo dove regna il senso del possesso”.
    Sono sempre più convinto che soltanto chi la odia CON TUTTO IL CUORE questa nostra Sicilia la può salvare, non certo queste primedonne incapaci di dire onestamente: “no, grazie, ma in quel settore non sono competente!”, ringrazio il dottore, rifiuto l’offerta e vado avanti!
    Mi dispiace! Ho votato Crocetta, conoscendo le sue autentiche qualità, riuscendo anche a mondare la sua persona dalle incrostazioni di fango costruite da giornali quali Panorama e Il Giornale sapendo bene da quali ambienti vengono foraggiate queste calunnie. Vi dirò che stava cominciando anche a piacermi nei suoi primi atti da presidente, ma adesso non lo seguo più. Adesso, con la scelta beffarda di Zichichi, CRIPTOASSESSORE ALLA CULTURA in Sicilia, non siamo più nella politica ma nella metapoltica: la diano a bere a chi ama queste pozioni adulterate, testimonianza di un autentico spreco di fiducia e di credito elettorale e civile dei siciliani.

  • fabio

    Grazie, mi hai trovato tutte le parole per dirlo!