Un premio alla moda. Dior si getta nella mischia

A Milano si presenta il Premio Dior e noi ne parliamo con la curatrice, Cloe Piccoli. La relazione fra l’arte contemporanea e la nota casa di moda ha radici molto profonde. Non tutti, infatti, sanno che il noto couturier francese è stato inizialmente un… gallerista.

Nan Goldin - Untitled - 2011

Da sempre il mondo della moda sceglie come suoi naturali interlocutori gli artisti contemporanei. Perché secondo te? Quali linguaggi questi due mondi, apparentemente così lontani, condividono?
La moda, come l’arte, è ricerca, creazione. È un aspetto fondamentale della nostra cultura, la moda ha sempre guardato all’arte e l’arte ha sempre lavorato sulla moda.

Veniamo all’appuntamento che inaugura oggi alla Triennale. Si tratta in realtà di un doppio momento: la mostra Lady Dior As Seen By in cui circa 80 artisti già riconosciuti dal sistema dell’arte interpretano la borsa Lady Dior, e la presentazione del catalogo e dei vincitori del premio per giovani artisti Lady Dior As Seen By / A New Generation of Italian Artists, anche loro invitati a interpretare lo stesso soggetto. Che tipo di riflessioni ha generato quest’incontro fra arte e moda?
La riflessione è sulla commissione. Lavorare su commissione è un’esperienza particolare, e molto interessante, perché mette in atto dinamiche inusuali, accostando diversi soggetti, linguaggi, punti di vista. In questo caso il lavoro si è sviluppato all’interno di una relazione fra una maison di moda come Dior e gli artisti, in cui ognuno ha messo in campo istanze e visioni specifiche.

Vedovamazzei – Marie Antoinette – 2012

Puoi dirci di più del Premio Dior? Come nasce questo progetto?
Il progetto nasce dall’idea della maison Dior di andare a cercare e raccontare l’eccellenza della nuova creatività italiana. Christian Dior è sempre stato affascinato dall’arte in tutte le sue forme, soprattutto quelle più inedite. Partendo da questo presupposto, con Lady Dior as Seen By / A New Generation of Italian Artists ho cercato di creare un metodo per individuare una nuova generazione di artisti italiani. Quella generazione che comprende gli artisti nati nella seconda metà degli Anni Ottanta e che oggi hanno vent’anni. Per farlo, d’accordo con Dior, ho lavorato nell’ambito dell’Accademia di Brera, coinvolgendo alcuni professionisti che stimo molto e che insegnano lì, come Laura Cherubini, Filippo De Filippi, Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti, Fabrizio Gazzarri e Andrea Lissoni.

Di che cosa si sono occupati?
A ognuno di loro ho chiesto di indicare quattro nomi. Fra questi 24 giovani artisti una giuria internazionale costituita da Mariuccia Casadio, Giulio di Gropello, Chus Martinez, Chiara Parisi, Andrea Viliani ne ha poi individuati dodici, i cui progetti sono ora pubblicati in un catalogo edito da Mousse. Fra i dodici la seconda giuria ne ha scelti poi due, le cui opere sono ora prodotte ed esposte alla Triennale: quelle di Alessandro Carano e Davide Stucchi.

RongRong – Inri. Untitled – 2011

Chi sono i 24 artisti selezionati?
I protagonisti sono: Pietro Agostoni, Rosario Caponetti, Alessandro Carano, Maria Giovanna Cicciari, Donatella di Cicco, Isabella Costabile, Lisa Dalfino, Antonio Gramegna, Dario Guccio, Luca Lomonaco, Chiara Luraghi, Daniele Milvio, Anna Mostosi, Marco Mucci, Francesco Musci, Mario Pellegrini, Matteo Pomati, Nuvola Ravera, Giacomo Rossetti, Francesco Joao Scavarda, Filippo Maria Selvaggio, Davide Stucchi e Massimo Vaschetto.

Perché l’Accademia di Brera?
È un riferimento importante per la giovane arte in Italia. È da qui che negli ultimi vent’anni sono usciti molti degli artisti italiani oggi noti a livello internazionale. È qui, nello storico palazzo del Settecento, da sempre sede dell’Accademia, che convivono e si confrontano diverse scuole, da cui escono artisti, designer, scenografi, curatori e teorici. Una di queste scuole è quella di Alberto Garutti, dove d’inverno, nell’Aula 1, affacciata sul cortile napoleonico, si incontrano molti tra gli artisti presenti in questo progetto. Sono gli stessi artisti che frequentano i corsi di storia dell’arte di Laura Cherubini e Giacinto di Pietrantonio. Alcuni degli studenti seguono anche il mio corso di Ultime Tendenze delle Arti Visive. L’aula di Garutti, dicevamo, è un punto riferimento che fa da tramite fra interno ed esterno dell’Accademia. A “lezione” capita d’incontrare artisti, critici, intellettuali, collezionisti, mentre i giovani che la frequentano seguono con attenzione il contesto internazionale

Luca Trevisani – Lady licht shades – 2012

Un tema annoso è la relazione pubblico/privato. In un momento in cui lo Stato è sempre meno presente, cosa deve fare il privato? Sostituirsi in qualche modo a esso o acquisire un ruolo pubblico, pur conservando la propria identità?
Direi che quest’esperienza è una possibilità di collaborazione virtuosa, in cui il privato bandisce un concorso, o meglio commissiona un progetto in un contesto pubblico come l’Accademia di Brera, che pur con tagli e difficoltà di gestione in questi anni ha saputo produrre eccellenza, e gli artisti, di diverse generazioni, lo dimostrano. Certo che il privato non può e non deve sostituirsi al pubblico. E le fondazioni di cui tanto si parla dovrebbero riuscire a esprimere consigli d’amministrazione che riflettano un giusto equilibrio per garantire diritti pubblici e privati, come ha ben spiegato Anna Coliva, la direttrice della Galleria Borghese, in un recente articolo sul Corriere della Sera proprio riguardo alla Fondazione Brera di cui tanto si parla di questi tempi.

Santa Nastro

www.dior.com/couture/minisite/asseenby/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • luz bamba

    http://www.youtube.com/watch?v=B5Kn0tXYsmI

    orrore degli orrori….
    se questa la spacciate per arte siete messi proprio male…

    solo una bomba atomica può slavare sto mondo di merda in cui si mistifica l’arte dal bricolage e dalla creatività.