La vostra Africa a Swab Barcellona

Alla ricerca di una galleria africana da portare in Europa. La fiera barcellonese Swab lancia Africartobcn, un progetto di crowdfunding rivolto al Continente Nero. La scelta è nelle mani del pubblico, che si fa anche mecenate. Una esperienza raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona all’interno della kermesse.

Swab 2012

Si moltiplicano le iniziative per il consolidamento e la sostenibilità di un’arte e una cultura contemporanea africana. Dall’agenzia con sede a Bruxelles ArtMoveAfrica, che offre borse per la mobilità, al fondo olandese Doen Fund con le sue sovvenzioni, alla Puma foundation che ha dedicato un portale ai videoartisti o alla Fondazione Interarts che ha sviluppato FOMECC, un programma di stimolo per le imprese culturali e creative di vari Paesi dell’area. Con la stessa intenzione nasce anche Africartobcn, progetto di crowdfunding proposto da Swab, fiera d’arte contemporanea di Barcellona.
Per una galleria africana che si occupi di artisti locali non è facile poter esporre in una fiera internazionale per via dei costi: l’affitto dello stand, il trasporto, l’alloggio. C’è poi la difficoltà di essere accettati come espositori senza avere un “brand”, senza collezionisti e artisti affermati. Africartobcn ha come scopo raccogliere i fondi necessari per sovvenzionare una galleria africana per la partecipazione a Swab, fiera emergente di Barcellona programmata per il primo week end di ottobre 2013. La fiera spagnola ha come caratteristica precisa quella di proporre e scoprire gallerie sconosciute al panorama fieristico, scommettendo sulla freschezza del non-visto prima e affiancando a gallerie molto affermate dei meritevoli debuttanti.

Swab 2012

Il crowdfunding, utilizzato in questo caso, ha in sé ha una forte componente antigerarchica: è  il pubblico che sceglie ciò di cui poi fruirà. Una sorta di “televoto”, dove sconosciuti vengono messi in vetrina, il pubblico si fa sponsor e decide chi deve sopravvivere e chi può anche scomparire. E probabilmente un’evoluzione del crowdfunding sarà una sorta di crowdsponsorship in cui le aziende faranno scegliere ai propri clienti – o potenziali clienti – quale progetto sponsorizzare utilizzando come indicatore il numero di “mi piace” su Facebook. In questo caso, quindi, le regole del mercato dell’arte vengono ribaltate e le caratteristiche ricercate non sono il nome blasonato o la corrente di moda bensì, al contrario, la novità e la qualità, permettendo così a una certa purezza artistica di affiorare e imporsi, creando un pubblico interessato a qualcosa che ancora non esiste.
Il gesto di donare a uno sconosciuto è un misto tra mecenatismo e un “mi piace e credo in te”, nella consapevolezza di poter apportare qualcosa anche con un piccolo contributo. Questo è il senso, ad esempio, di una donazione di 50 centesimi di euro, un gesto simbolico ma pur sempre manifestazione di un interesse attivo e sincera approvazione; un’incitazione a proseguire.
Una caratteristica del progetto Africartobcn è che ai donatori non si chiede di essere semplici mecenati bensì collaboratori, co-creatori del progetto. Uno degli obiettivi è ricevere segnalazioni, per aprire poi un dibattito sulle gallerie africane ancora sconosciute. Un contesto in cui l’indicazione giusta può venire da chiunque. Africartobcn non ha quindi un vincitore prestabilito, ma una volta raccolto il denaro necessario proseguirà il dibattito su chi sia meritevole di essere sovvenzionato.

Swab 2012

Forse Dakar, dove è ancora vivissima l’attenzione francese per le arti e dove c’è una biennale importante come Dak’art, oppure Nairobi, megalopoli in rapido sviluppo con il suo vorticoso scontrarsi di timidi grattacieli e sconfinate baraccopoli. O forse due delle città che appaiono tra le più interessanti al momento, Luanda in Angola, crogiolo di investitori cinesi e pionieri occidentali in cerca di fortuna, o Maputo in Mozambico, porto sempre più attivo, dove gli ex coloni portoghesi, fiaccati dalla crisi, stanno tornando in massa, con proposte e iniziative. Forse in una di queste città si nasconde una giovane galleria che merita di varcare i confini; segnalazioni di viaggiatori, uomini d’affari o appassionati d’arte con un occhio da talent scout possono contribuire a darle visibilità. E proprio in questa partecipazione sta l’anima dell’iniziativa, il miracolo dell’essere notati ed essere apprezzati, di ricevere un’opportunità che piove dal cielo. Come un colpo di fulmine al banco frigo del supermercato.

Nicola Zanella

www.kapilal.com/africartobcn