Cesena a teatro. A via il Festival Màntica

Lo dirige Chiara Guidi al Teatro Comandini. Per la quinta edizione di Màntica, festival ideato dalla Socìetas Raffaello Sanzio, nomi di rilievo e appuntamenti da non perdere. Sulla scena e intorno a un tavolo.

Chiara Guidi - photo Alessandro Schinco

Chi, se non il poeta, crederebbe mai e agirebbe per ciò che non c’è ancora?”, si chiede Rubina Giorgi, poeta e filosofa, una delle ospiti della quinta edizione di Màntica, festival diretto da Chiara Guidi che nasce intorno a unʼidea dellʼarte intesa come luogo da condividere, esperienza aperta alla conoscenza e al mutamento. È proprio un fare poetico, originariamente, etimologicamente votato alla creazione di ciò che non c’è ancora, e dunque, in fin dei conti, un fare politico, “perché, contro ogni evidenza, Màntica fa entrare la realtà per riferirne, con il linguaggio dellʼarte”.
Questo si concretizza in molte delle proposte del festival, che avrà luogo dal 2 al 14 ottobre a Cesena, negli spazi del Teatro Comandini, sede della Socìetas Raffaello Sanzio. Qui solo poche segnalazioni, invitando a porre attenzione a tutto l’intenso programma. In apertura il debutto di Poco lontano da qui, nuova creazione 2012 di e con Chiara Guidi ed Ermanna Montanari, che vede fianco a fianco per la prima volta il Teatro delle Albe e la Socìetas Raffaello Sanzio. Le due artiste, che hanno sviluppato negli anni percorsi di precisa ricerca individuale sulla voce, hanno deciso di aprirsi in questo incontro l’una al lavoro dell’altra, accompagnate dal musicista Giuseppe Ielasi. Lo spettacolo è così introdotto dalle due protagoniste: “Attraverso la guida di Karl Kraus, abbiamo incontrato le lettere di Rosa Luxemburg che si è posta come specchio oggettivo e autorevole nel nostro intarsio quotidiano. Quelle lettere dalla prigione hanno dato coraggio alle scelte dei nostri atti scenici, alla nostra impossibilità iniziale a dire, a vedere”.

Dewey Dell – photo Demetrio Castellucci

Novità di questa edizione, la nascita di un’Accademia d’Arte Drammatica, denominata L’arte dell’imitazione, che affianca gli spettacoli del festival. Chiara Guidi la descrive come “la pratica esatta dell’attenzione, esercitata dalla vista, dall’ascolto e dalla descrizione, tutti provenienti da un’ignoranza che è liberazione da molti presupposti: stilistici, scolastici, concettuali. Accetto la polvere depositata su questo nome vetusto, Accademia, perché non ho bisogno di rinnovare la dicitura, ma l’esercizio. Un esercizio certamente speciale, ma aperto a chiunque lo voglia”. L’Accademia è aperta proprio all’esercizio di numerosi artisti ospiti, tra cui i musicisti Enrico Malatesta, Francesco Guerri, Fabrizio Ottavucci e il danzatore Virgilio Sieni. Il coreografo fiorentino è anche protagonista di due spettacoli dal vivo, in programma accanto alle proposte performative di Lisbeth Gruwez, Claudia Castellucci, Dewey Dell e Carla Bozulich, tra gli altri.

Guidi Montanari – photo Cesare Fabbri

Chiuderà Màntica un evento con ingresso, significativamente, a offerta libera, Revanche, a cura dei ragazzi di Ignoranza, festa interrotta, che Chiara Guidi così presenta: “L’ignoranza può essere il nome di una festa organizzata da un gruppo di ragazzi ventenni, in una vecchia cava, accanto a una palude, vera, ma pure metaforica. Una festa dove veniva proiettato ‘L’ora del lupo’ di Ingmar Bergman; una festa stroncata dalle Forze dell’ordine, che hanno identificato tutti i ragazzi, comminando loro una multa esorbitante per le loro tasche di ragazzi. Ragazzi certamente intelligenti, perché volutamente ignoranti le regole abominevoli di una cultura bruta, brutta, abbruttita. Dedico a loro, e a tutti quelli che cercano la dotta ignoranza, Màntica. Vogliamo riparare al danno subìto, facendo ricominciare la loro festa e recuperando il denaro della multa. Con questo, pagheremo il debito del nome”.

Michele Pascarella

www.raffaellosanzio.org

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Michele Pascarella
Dal 1992 si occupa di teatro contemporaneo e tecniche di narrazione sotto la guida di noti maestri ravennati. Dal 2010 è studioso di arti performative, interessandosi in particolare delle rivoluzioni del Novecento e delle contaminazioni fra le diverse pratiche artistiche.