Quando la sedia è una trottola. Heatherwick consacrato al V&A

“Quello che mi interessa sono le idee, e le idee non hanno uno stile”. A quarantadue anni, un sorriso disarmante e una massa scomposta di capelli ricci, Thomas Heatherwick sembra più un ragazzino terribile o l’inventore un po’ pazzo dell’immaginario collettivo che il designer più discusso del momento, colui che Terence Conran ha definito “il Leonardo da Vinci dei nostri tempi”.

Heatherwick Studio - Designing the Extraordinary - veduta della mostra presso il Victoria and Albert Museum, Londra 2012

Nato a Londra nel 1970 in una famiglia di straordinario talento creativo, Thomas Heatherwick studia disegno tridimensionale al Politecnico di Manchester e al Royal College of Art di Londra prima di buttarsi nell’avventura del design con l’apertura nel 1994 di Heatherwick Studio, vicino alla stazione di King’s Cross.
Che si tratti di costruire un caffè sulla spiaggia nella cittadina costiera di Littlehampton nel sud dell’Inghilterra, una sedia in acciaio per la galleria londinese Haunch of Venison, il negozio della Longchamp a New York o un tempio buddista in Giappone, quello di creare oggetti incredibili che amalgamano discipline diverse come architettura, design, scultura, pianificazione urbanistica era il suo destino. E quelle uscite dalla mente eclettica di Heatherwick sono certamente idee altamente originali, che non smettono di deliziare pubblico e far discutere la critica.
E idee e materiali sono decisamente alla base anche di Heatherwick Studio: Designing the Extraordinary, la mostra dedicatagli dal V&A di Londra. Una sala piena di “roba”, come l’ha definita lo stesso designer, qui presente nel doppio ruolo di protagonista e progettista della mostra stessa. Centocinquanta oggetti e progetti, fotografie, modelli, prototipi (anche in dimensioni originali), schizzi e disegni raccontano la storia di Thomas Heatherwick e del suo Studio, che il curatore Abraham Thomas ha scelto di raggruppare non per tipo o per materiale, ma secondo le idee che li hanno generati. Da “Control Systems”, “Materiality” a “The Workshop”, ogni gruppo è organizzato attorno al suo panello esplicativo, come una mappa tridimensionale o un laboratorio visto dall’alto. Dove possibile gli oggetti, soprattutto quelli di piccole dimensioni, sono esibiti nella loro scatola di cartone originale, numerata a biro come fosse appena uscita dall’archivio.

Heatherwick Studio – Vents – St. Pauls, Londra 2002 – photo David Balhuizen

Non mancano esempi di progetti di grandi dimensioni: da una delle 65mila canne acriliche del Seed Cathedral, il Padiglione inglese di Shanghai del 2010 (ogni canna contiene 250mila semi provenienti dalla Kew Gardens Millennium Seed Bank) al dettaglio a grandezza naturale di uno dei nuovi autobus a due piani voluti per Londra dal sindaco Boris Johnson.
Commissionato nel 2010, il New Bus for London è modellato sui vecchi Routemaster degli Anni Cinquanta, ma al contrario dei caratteristici double-decker, eliminati perché non accessibili ai portatori di handicap, il modello disegnato da Heatherwick (che ripristina la piattaforma aperta nella parte posteriore che permette di salire e scendere dall’autobus in movimento) è accessibile a tutti.
Che si tratti di sculture, progetti architettonici, mobili o di pianificazione urbanistica, per Heathewick nulla è troppo incredibile o troppo innovativo. Il suo approccio è affascinante: per lui inventare significa risolvere un problema e anche se il prodotto finale non sempre si può considerare riuscito (provate a leggere o a bere un caffè in una delle sue Spun Chair, le sedie trottola, se ne siete capaci) certamente riflette la determinazione di creare qualcosa di assolutamente originale.

Heatherwick Studio – UK Pavilion Seed Cathedral – Shanghai Expo, 2010 – photo Iwan Baan

Certamente Heatherwick Studio è il simbolo di un radicale cambiamento nel mondo del design. Un cambiamento che punta sul ritorno alla ricerca dei materiali, sulla qualità del prodotto e sulla collaborazione con le industrie.
Ad accompagnare la mostra, Thomas Heatherwick: Making (Thames & Hudson), è la prima monografia completa su uno dei più moderni designer del nostri giorni.

Paola Cacciari

Londra // fino al 30 settembre 2012
Heatherwick Studio – Designing the Extraordinary
a cura di  Abraham Thomas
Catalogo Thames & Hudson
VICTORIA AND ALBERT MUSEUM
Cromwell Road
+44 (0)20 79422000
[email protected]
www.vam.ac.uk

 

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Paola Cacciari
Laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna con una tesi sul costume femminile bizantino nei mosaici di San Marco a Venezia, e con un Master in Renaissance Studies alla University of London, Paola Cacciari è storica dell’arte e ricercatrice, specializzata in Storia dell’Arte Moderna. Ha studiato per il Diploma in Translation all’University of Westminster ed è traduttrice freelance associata all’Institute of Translation & Interpreting (ITI). Ha collaborato con diverse riviste indipendenti, scritto per Exibart e Grandimostre e dal 2011 collabora con Artribune. In qualità di ricercatrice, traduttrice e consulente linguistica ha collaborato alle ricerche bibliografiche e testuali per articoli riguardanti gli oggetti delle collezioni del Victoria and Albert Museum di Londra pubblicate sulla rivista accademica Renaissance Studies e per mostre e cataloghi tenutesi allo stesso museo. Vive a Londra.
  • anna

    chi non vorrebbe essere paragonato a Leonardo….ahahah

  • Matteo

    Cercherò di andare a Londra per questa mostra, anche se al momento la vedo dura… certo che non è Leonardo, del resto queste comparazioni lasciano sempre il tempo che trovano oltre ad essere piuttosto sciocche, però Heatherwick sta facendo delle cose importanti che lasceranno il segno, questo è innegabile.