Pittura italiana dell’Ottocento. Definitiva riscoperta

Centoquattro opere di Pellizza, Segantini, Nomellini, Longoni, Balla, Boccioni e molti altri. È la pinacoteca del Divisionismo della Fondazione cassa di risparmio di Tortona, nuovo punto fermo nella riscoperta della pittura italiana dell’Ottocento. A due passi dalle terre di Pellizza.

Plinio Nomellini - Piazza Caricamento - 1891 - Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona

La rivalutazione della pittura italiana dell’Ottocento è ormai una realtà, non solo sul mercato. Da qualche anno ormai si è smesso di leggere quel periodo come intriso di maniera, e si nota ciò che oggi sembra impossibile non aver visto per molto tempo: anche in Italia la fine dell’Ottocento fu l’incubazione delle avanguardie e del passaggio all’arte contemporanea. La grande stagione della pittura socialisteggiante segna un altro passaggio storico, quello dell’avvicinarsi fra arte e mondo. E il Divisionismo è stato il movimento che in Italia più si è occupato di questioni sociali, cavalcando con convinzione l’introduzione di soggetti prosaici iniziata per primo da Courbet.
Negli ultimi anni si sono moltiplicate le mostre sull’Ottocento italiano e sul Divisionismo in particolare. Ora, dopo l’apertura di un ottimo museo dell’Ottocento a Milano, le Gallerie di Piazza Scala, si aggiunge un altro punto fermo: quello rappresentato dalla Pinacoteca della Cassa di Risparmio di Tortona, vero e proprio museo del Divisionismo.
Fondata nel 1999 partendo da un nucleo della gloria locale Pellizza, negli anni la pinacoteca ha allargato la sua collezione. Dopo aver ospitato mostre di rilievo sulla pittura dell’Ottocento (tra l’altro Le meraviglie della natura morta, 2011) e su pittori locali che meriterebbero rivalutazione (Cesare Saccaggi, 2008, ad esempio) lo scorso 25 maggio ha aperto il riassetto della collezione permanente, ormai visitabile in pianta stabile ogni sabato e domenica a ingresso libero (in settimana su prenotazione). Per tre anni, cinque lavori di Pellizza in comodato dal Museo della scienza e tecnica di Milano integreranno l’allestimento.

Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona – Esterno

Il percorso, che comprende centoquattro opere, è convincente e suggestivo. Racconta il Divisionismo per raggruppamenti tematici e affinità stilistiche, e vi affianca alcune opere correlate per delinearne il contesto, abbracciando un arco che va dalla Scapigliatura ai sintomi del Futurismo.
Il prologo è affidato a opere non divisioniste tra gli altri di Tallone, Pellizza, Segantini e Longoni, ma che già introducono all’atmosfera che seguirà nelle stanze successive. Ci si avvicina anche al simbolismo, con Previati, La processione di Pellizza e di nuovo Segantini. E ci si tuffa poi nell’anima più apertamente sociale (e socialista) del divisionismo. Tra Morbelli, Segantini, Pellizza e Longoni spicca una tra le opere maggiori del museo, Piazza Caricamento di Nomellini.
La zona di passaggio propone un intermezzo di rilievo tutto dedicato alla gloria locale Angelo Barabino, autore di paesaggi straordinariamente cangianti. E, annunciata proprio dalle opere di Barabino, nel piano sotterraneo fiorisce davanti agli occhi del visitatore l’altra anima del Divisionismo, oltre alla sua attenzione ai temi sociali: la festa d’illusionismi, luci e colori, qui raccontata con la massima evidenza da molti paesaggi e altri soggetti suggestivi. Prima un dipinto di Carlo Fornara, il Pascolo del 1904, impagabile nel far sembrare più che mai reali luci e ombre del quadro. Poi lavori di grande livello di Pellizza, Macchiati, Nomellini, Benvenuti, fino a Balla e Boccioni.
Pellizza, pezzo forte dell’esposizione con ventinove opere, può essere approfondito con una visita a Volpedo, poco distante da Tortona, dove è visitabile il suo studio e un museo a lui dedicato.

Stefano Castelli

Il Divisionismo – Pinacoteca Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona
Corso Leoniero 2 – Tortona
0131 822965
[email protected]
Catalogo Skira

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Stefano Castelli
Stefano Castelli (Milano, 1979) è giornalista, critico d'arte e curatore. Si è laureato in Scienze Politiche all'Università degli studi di Milano con una tesi di filosofia politica su Andy Warhol come critico sociale. Ha vinto nel 2007 il concorso per giovani critici indetto dal Castello di Rivoli con un saggio su "Scatologicità e Pop Art in Bruce Nauman". Come giornalista scrive per Artribune, dal 2011, e Arte Mondadori, dal 2007. Come curatore è impegnato nella scoperta di giovani artisti e ha curato una trentina di mostre tra gallerie e musei. Come critico ha scritto tra l'altro per la mostra Big Bang, Museo Bilotti, Roma, 2008. Il suo taglio critico è orientato a una lettura politico-sociale dell'arte e a una lettura dell'estetica come fenomeno non disgiungibile dall'etica.