Capitali coraggiose, II

Seconda parte della nostra inchiesta sulle città italiane candidate a diventare Capitale Europea della Cultura nel 2019. Dopo il racconto senese, passiamo a Ravenna. La cui candidatura è raccontata qui dal coordinatore Alberto Cassani.

Alberto Cassani

Perché dovrebbe vincere la vostra città?
Ravenna può rappresentare un modello diffuso di città italiana (e anche questo è uno degli scopi della candidatura): è una città media, una delle 100 città d’Italia, con tradizioni storiche, un patrimonio artistico monumentale di grande fama, è sito Unesco, è sul mare, dunque è anche un porto. Inoltre, Ravenna e la Romagna (la candidatura è, infatti, sostenuta dalla Regione e dalle città della Romagna in particolare, come Faenza, il lughese, Forlì, Cesena e Rimini) hanno nel loro patrimonio una spinta al “fare insieme” che caratterizza la collaborazione fra istituzioni e l’idea di cittadinanza. In questo momento di crisi, il valore della cooperazione può rappresentare un modello di rapporti sociali ed economici molto importante, esportabile, addirittura, verso l’Europa.

Come state lavorando per raggiungere i vostri obiettivi?
Stiamo attraversando la fase della raccolta delle idee e dell’elaborazione dei progetti. Abbiamo, infatti, lanciato un’open call rivolta a tutta la cittadinanza, alle associazioni, alle realtà culturali del territorio, chiedendo loro di farci delle proposte, di offrire un contributo di idee che possono avere spazio nel dossier di candidatura. Inoltre, abbiamo costruito dei working group come strumenti mirati di accompagnamento alla call. L’obiettivo è avere a fine 2012 una selezione di cinquanta progetti da includere nel dossier.

Sant’Apollinare in classe – Ravenna

L’arte contemporanea, come entra in tutto questo?
Avrà un ruolo centrale (non solo per ciò che concerne le arti visive). Abbiamo, inoltre, lanciato prove tecniche per il 2019, un cartellone di iniziative ed eventi che vuole essere un assaggio di quello che farà Ravenna nel 2019, se sarà Capitale Europea della Cultura. Tutto sarà legato alla produzione di nuova cultura, con un taglio preciso che a noi interessa portare avanti.

I modelli internazionali, tra le recenti “capitali”, che vi hanno ispirato.
Essendo stati i primi ad esprimere la volontà di candidatura, con una comunicazione nel 2007 alle autorità europee, già da cinque anni stiamo lavorando su questo progetto. In questo periodo abbiamo costruito relazioni con ex o attuali o future capitali. In questo lavoro di benchmarking che ci ha portato a visitare e a studiare molte città, tra le quali Lille, Liverpool, Linz, Istanbul, Turku, Tallin, Maribor (attualmente capitale), Marsiglia (che lo sarà nel 2013), Riga (nel 2014) ecc., ci siamo resi conto che non c’è un unico modello e che ogni contesto fa un caso a sé, non sovrapponibile ad altri. Per ciò che ci concerne, e in relazione ai nostri obiettivi, Liverpool, per la riqualificazione delle aree cittadine portuali, e Lille, in termini di partecipazione della cittadinanza, ci sono sembrate delle best practice che ci interessano moltissimo.

Il comitato promotore di Ravenna 2019

Le eccellenze del territorio che desiderate valorizzare?
Per ciò che concerne il team, il nostro obiettivo è costruire in casa la candidatura, valorizzando le professionalità e i talenti del territorio non perché ci guardiamo l’ombelico, ma perché si tratta di ripensare la nostra città, ed è chiaro che chi ci vive si sente maggiormente responsabilizzato. Soprattutto i più giovani, che sono particolarmente motivati e ai quali bisogna dare fiducia.

Il confronto con il privato come avviene?
Come ben sapete, le forze imprenditoriali sono oggi impegnate ad affrontare una situazione molto critica. Il nostro obiettivo è cercare di integrarle nel nostro percorso di candidatura, sollecitando innanzitutto un contributo d’idee. Non a caso, uno dei gruppi di lavoro di accompagnamento alla open call è quello legato all’economia. In questo quadro di compartecipazione possono determinarsi anche le condizioni per ottenere contributi economici.

Qualche anticipazione sulle azioni che svilupperete nel prossimo futuro.
I tempi stringono e il nostro lavoro è concentrato sulla open call, sulle prove tecniche (che andranno avanti fino al 2014) e sui gruppi di lavoro. Vogliamo tirare fuori le idee che possono farci vincere, per progettare il futuro di Ravenna e del territorio.

dati tecnici
investimento: nel triennio 2012-2014 è previsto un budget di spesa di 1,2 milioni di euro
comitato scientifico / team: coordinatore di candidatura, project manager, responsabile della comunicazione e produzione eventi, responsabile della segreteria amministrativa e organizzativa, comitato artistico organizzativo

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.