Architetture in vetro

Tempo d’architettura questa fine di agosto, tempo di architetti. Ma quando si parla di Carlo Scarpa, è inutile limitare il discorso alla progettazione di edifici. Ecco allora che un nuovo, ambizioso progetto si apre con una mostra sul lavoro dell’architetto presso la vetreria Venini, in un viaggio tra disegni e prodotti di fornace. Alla Fondazione Cini, fino a fine novembre.

Carlo Scarpa - Murrine romane, coppia di vasi in tessere vitree trasparenti nere e rosse - 1936

Venezia è tante cose. Venezia è anche vetro. Materiale versatile, che da sempre affascina per il processo dal sapore “alchemico” che lo crea e per il risultato estetico che se ne può ottenere. Materiale dalle infinite potenzialità, con il quale gli artisti si sono spesso confrontati, spingendolo talvolta verso usi nuovi, altre volte proponendo un nuovo design per funzioni tradizionali.
Ed è dalla consapevolezza della centralità dell’arte vetraria nel corso dei secoli che la Fondazione Giorgio Cini – in collaborazione con l’istituto elvetico Pentagram Stiftung (che si occupa proprio di ricerca e tutela della cultura vetraria storica e contemporanea) – ha ideato il progetto Le Stanze del Vetro: un nuovo spazio espositivo permanente collocato in un ex magazzino napoleonico sull’Isola di San Giorgio Maggiore, che ha già in cantiere una programmazione pluriennale di mostre con la volontà di riportare all’attenzione del dibattito critico – e del pubblico – il lavoro degli artisti che in passato e oggi si sono confrontati con il vetro.

Carlo Scarpa ritratto nel suo studio di Asolo (Treviso) – anni Settanta

La prima esposizione, che ovviamente non può mancare di allacciarsi idealmente con la vicina Biennale di Architettura, è dedicata a Carlo Scarpa (Venezia, 1906 – Sendai 1978): architetto, certo, ma qui soprattutto designer e direttore artistico, dal 1932 al 1947, per la celebre vetreria Venini.
Gli ambienti appena restaurati espongono circa 300 opere, tra le quali alcuni pezzi unici e materiali dell’archivio Venini, riscoperto molto di recente dopo decenni durante i quali si pensava che fosse andato perduto in un incendio dell’inizio degli anni Settanta. Proprio la rilettura dei documenti ha permesso di ricostruire con esattezza l’intera vicenda dell’attività di Scarpa e i suoi legami con Paolo Venini e i maestri artigiani, in primis il maestro Fei: dai disegni alle sperimentazioni di nuove tecniche, dalle committenze alla sua presenza nella fabbrica. “Nella fornace muranese Carlo Scarpa guarda tutto, è curioso e ha sete di sapere, vuole imparare a gestire la materia, a cambiarne l’aspetto, i colori, le forme e le tecniche” (dal saggio del curatore Marino Barovier).

Carlo Scarpa – Venini 1932-1947 – veduta della mostra presso Le stanze del vetro, Venezia 2012

Assieme all’ampia raccolta degli originali, tutto ciò va a dar vita a un’esposizione di grande coerenza, dove gli oggetti sono mostrati nella loro assoluta preziosità, quasi come gioielli, in un continuo dialogo con la loro storia e la loro comparsa nelle Biennali e Triennali d’epoca. Vasi e piatti, ciotole e bicchieri sono raggruppati principalmente per tipologie: dai più antichi a bollicine alle murrine romane, dai corrosi ai laccati, dalle mezze filigrane agli iridati. Talvolta al manufatto è accostato il disegno di fornace originale di Scarpa, corredato di numeri, appunti, promemoria per gli artigiani vetrai (“Mi raccomando!!! Fuso-fuso!!”): e proprio l’aspetto a metà strada tra l’ideazione poetica e la produzione concreta, quella fatta di sabbia e cristalli, alte temperature e soffio dell’uomo, riesce a restituire quindici anni di design pienamente e autenticamente veneziano.
Una mostra di ricerca dunque, che ha superato il cosiddetto Catalogo blu di Venini degli Anni Quaranta dove si raccoglievano i pezzi realizzati per le grandi manifestazioni di arte decorativa, giungendo a ricostruire l’intero repertorio ragionato di tutti i vetri disegnati da Carlo Scarpa.

Carlo Scarpa – Laccati neri e rossi, vaso in vetro nero e rosso a incalmo – 1940

Ma non è tutto, Le Stanze del Vetro è anche altro. È una cura particolare verso un pensiero di questi tempi coraggioso che va da un lato nella direzione della raccolta e conservazione degli archivi (quelli storici delle vetrerie muranesi) e della ricerca scientifica: oltre alle mostre, sono in programmazione dei workshop, convegni e seminari, oltre a un nuovo bookshop . Dall’altro lato nella valorizzazione a 360° del saper fare, tanto che tutti i particolari dell’ambiente restaurato sono griffati: falegnami e carpentieri, architetti e produttori di lampade sono riusciti a creare una sinergia di produzione, gran parte della quale made in Venice, che vuole garantire una continuità ideale con il modello creativo di Carlo Scarpa.

Marta Santacatterina

Venezia // fino al 29 novembre 2012
Carlo Scarpa. Venini 1932-1947
a cura di Marino Barovier
Le Stanze del Vetro – Fondazione Cini
Isola di San Giorgio Maggiore
041 2710229
[email protected]
www.lestanzedelvetro.it

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Marta Santacatterina
Marta Santacatterina è giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte, titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Parma. È editor freelance per conto di varie case editrici e, dal 2015, ricopre il ruolo di direttore sia di Fermoeditore sia della rivista online della stessa casa editrice, "fermomag", sulla quale cura in particolare le rubriche dedicate all'arte e alle mostre. Collabora con "Artribune" fin dalla nascita della rivista, nel 2011.