Un pesce di nome Porta Pia

Un’estate al mare, con l’arte contemporanea. Ad Ancona, magari, dove White Fish Tank, in collaborazione con Andrea Bruciati, inaugura Porta Pia | Open Academy and Residence: un laboratorio multidisciplinare dedicato agli artisti emergenti, in un dialogo aperto con il territorio e la sua creatività. Ne abbiamo parlato con la presidente dell’associazione, Ljudmilla Socci.

Quale vuoto desidera colmare il progetto Porta Pia | Open Academy and Residence, se di vuoto si tratta?
La risposta la deriviamo dal titolo del progetto: innanzitutto “Porta Pia”, un contenitore di valore storico-monumentale, destituito di ogni ruolo, svuotato, che proprio per questo ben si presta a officina culturale. Seppur per il lasso di tempo concesso, aprirlo e riempirlo della vitalità dell’arte giovanile è stato uno dei nostri obiettivi. Poi c’è “Open Academy”, che esplicita la presenza di giovani promesse delle Accademie: quella di Urbino e quella di Macerata. Un vuoto, se vogliamo usare questo termine così definitivo, sembra proprio quello dell’assenza di opportunità per gli artisti che si formano e operano sul territorio. Il progetto offre un’occasione di confronto tra l’arte contemporanea delle Marche e il contesto internazionale degli artisti invitati alla rassegna Arrivi e Partenze Mediterraneo. Infine “Residence” è la formula che consente a tutti, non solo ai giovani delle Accademie, ma anche visitatori di tutte le estrazioni, di assistere alla genesi di un’opera d’arte. Negli atelier, le strategie creative si svelano e al contempo si calano nel territorio, contaminandosi con questo, per far nascere nuove opere che dalle Marche abbiano derivato qualcosa che viaggerà con loro.

Si tratta di un progetto estremamente composito che coinvolge diversi medium e attività. Come funzionerà da qui a settembre?
Le finestre di apertura sono due: dal 30 giugno al 22 luglio e dal 23 agosto al 2 settembre. Durante tutto il periodo saranno in mostra le opere di 28 artisti: 25 dalle Accademie e i 3 giovani emergenti invitati alla rassegna (Valerio Nicolai, Marco Strappato e Julien Tiberi). Pittura, scultura, video, disegno e installazione si alternano in un percorso eterogeneo, passibile di implementazione e spostamento, a cui si aggiungeranno i lavori realizzati durante le residenze. Nella prima finestra sarà Gabriele Cesaretti, studente di Urbino, ad aprire le porte al suo lavoro; l’obiettivo di questa tranche è dare spazio e visibilità agli studenti delle Accademie, tra i quali peraltro ci sono anche alcuni stranieri, testimoni del potenziale ruolo internazionale delle Marche. Nella seconda finestra, invece, saranno contemporaneamente in residenza Nicolai, Tiberi e Strappato, con i quali è prevista anche una serie di incontri-laboratorio aperti al pubblico.

Porta Pia | Open Academy and Residence

Come sono stati selezionati gli artisti?
Per quanto riguarda Nicolai, Strappato e Tiberi, tutti e tre provengono da terre di confine: le Marche di Strappato, il Friuli-Venezia-Giulia di Nicolai e il Dipartimento delle Bocche del Rodano di Tiberi. Questa affinità di natali invita a indagare sul ruolo delle geografie di frontiera nel tempo della globalizzazione e offre una chiave per riflessioni e confronti tra gli stessi artisti. C’è poi un’affinità di approccio all’arte visiva nel lavoro dei tre: se da un lato ciascuno opera con tecniche diverse – Strappato con la fotografia e il video, Nicolai con la pittura, Tiberi con il disegno e l’installazione – dall’altro in tutti si riscontra una derivazione da riferimenti iconografici riconoscibili, da cui hanno declinato, seguendo la strada della frammentazione e ricollocazione, la propria ricerca individuale. I ragazzi dell’Accademia sono stati invece scelti con la collaborazione dei docenti che li hanno segnalati, ma poi ognuno ha inviato il proprio portfolio e con Andrea Bruciati da questi abbiamo selezionato le opere da portare in mostra.


Qual è, quindi, la formula che anima questo progetto e che lega Ljudmilla Socci, artista che vive tra Londra e le “sue” Marche, al curatore Andrea Bruciati?
A entrambi interessa proporre al pubblico le figure più innovative e attente alla ricerca, in un raggio d’azione che va dal locale alla sfera internazionale. In questo senso, i miei periodi di residenza a Londra sono fondamentali per rintracciare le linee di ricerca artistica sperimentale più attuale; mentre Andrea da sempre conduce un lavoro di ricerca e promozione dei giovani artisti. Ci tengo però a sottolineare che l’anima di questo progetto è l’associazione White Fish Tank, di cui sono presidente e Andrea Bruciati il collaboratore imprescindibile fin dalla sua fondazione. Ma i progetti che formuliamo non potrebbero essere realizzati senza l’energia e l’entusiasmo di chi sostiene attivamente l’associazione; i collaboratori sono tanti, tutti preziosi, ognuno per il contributo che può dare.

 

Porta Pia | Open Academy and Residence

Il progetto accade nell’ambito di Arrivi e Partenze Mediterraneo, la mostra che si tiene tutti gli anni negli spazi di Porta Pia, ad Ancona. Ci sono intersezioni?
I punti di contatto fondamentali per partecipare alla rassegna sono stati sicuramente la formula della promozione di artisti giovani, emergenti, con respiro internazionale e soprattutto la logica di relazione, dialogo e confronto con il territorio che da sempre caratterizza l’attività del White Fish Tank.

Guardando al futuro, quale vorreste che fosse l’evoluzione del progetto?
Ci piacerebbe che questa fosse la prima edizione di un progetto dedicato ai giovani che operano e/o si formano sul territorio, il format di una serie di appuntamenti, con cadenza annuale o anche biennale, per presentare lavori che innegabilmente con questa terra hanno un legame. In quest’ottica, ci interessa promuovere le Accademie in contesti di confronto con artisti del panorama internazionale. Sono convinta che garantire visibilità, partecipazione e dialogo col territorio, possa accrescere l’appetibilità delle nostre fucine, sia a livello nazionale che sopranazionale.


Santa Nastro

www.whitefishtank.com

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • scuoladidecorazione

    Per una città come Ancona, è un interessante inizio.

  • F.F.

    Che fine ha fatto Pop up ? Si predilige solo un iniziativa questo anno ?

  • Q

    Credo che iniziative del genere siano terra bruciata per gli anonimi artisti che vi partecipano e solo una vetrina per gli organizzatori (tra l’altro artista fallita e ” bruciata/i ” anche lei) … Finiamola con queste finte messe in scena, è un teatro che fa solo male alla vera Arte!!!

    • fin de siecle

      Vera Arte di cui ovviamente saresti depositario tu, ma il mondo è ingiusto, il destino è baro, il sistema è corrotto, il mercato è dittatore e quanto ti spetta non ti viene riconosciuto, giusto??

    • Q come “quanto mi rode”

      io ci sono stato e l’ho trovata una mostra ben fatta, nonostante tutte le difficoltà che immagino ci siano state vista, ad esempio, la città di Ancona (che conosco bene).
      Per quanto riguarda i tuoi personali commenti sull’artista e sul curatore…ma come ti permetti di sparare giudizi così? Li conosci personalmente? Io ancora no, ma seguo quello che fa lei sul web e non direi per niente fallita.
      E permettimi di aggiungere, che pochezza d’animo lanciare queste frecciatine velenose. Salutami la tua vera Arte!

  • X

    Chiamateli emergenti ma non chiamateli artisti. Basta con questi eventi tanto decantati che si inseriscono forzatamente nell’arte contemporanea: più che di arte hanno il sapore commerciale.