Parole, parole, parole. Esattamente mille

Una rivista sul web, concentrata sul mezzo fotografico. E poi workshop in Marocco, un blog prezioso, la distribuzione di interviste e gallerie online. Questo e molto altro è “1000words”. Che fa gola pure a Condé Nast.

Michael Grieve per 1000 Words

Seguendo la logica che (apparentemente) un’immagine vale mille parole, 1000words è un progetto curatoriale online ad ampio respiro: una rivista su web dal design impeccabile che promuove fotografia e saggi fotografici e critici, un team che organizza workshop in Marocco con photographerstar (Roger Ballen è l’ultimo della serie; prima di lui, Antoine d’Agata, Erik Kessels, Anders Petersen) e un’organizzazione (tre persone fisse e una serie di collaboratori che lavorano occasionalmente per le diverse edizioni, me stesso incluso) che apparecchia incontri e letture, pubblica e distribuisce interviste e cura gallerie online di altre realtà (come quella di Troika Editions, ad esempio). E probabilmente, ben presto, anche la cura di mostre in spazi fisici.
Il sito è frequentatissimo, 140mila visite uniche mensili da 75 Paesi, in prevalenza quando viene lanciato il magazine ogni tre mesi, il tutto in neanche quattro anni (il magazine corrente è il numero 12). Tim Clark, il caporedattore e iniziatore di tutta la faccenda, è una di quelle persone che ispirano fiducia e senso di professionalità; non ha paura di ammettere ignoranza o errori, ed è (quasi) sempre disponibile quando serve. 1000words vive di pubblicità “qualificata” (inframmezzata ai saggi visivi, ma sempre con un certo stile) e nel 2011 un big dell’editoria come Condé Nast ha fatto un’offerta, con ogni probabilità sostanziosa. Tim ha rifiutato, bless him, come dicono da queste parti.

Quello che ci piace del progetto è che si è riusciti a creare una piattaforma di ricerca per la fotografia che allo stesso tempo offre critica ed estetica di ottimo livello, senza cadere troppo da una parte o dall’altra; riesce a mantenere un delicato equilibrio che appassiona tutti quelli che visitano il sito, e che immancabilmente ci ritornano. Inoltre, 1000words contribuisce non poco all’economia del settore creativo, commissionando pezzi scritti, saggi fotografici e altre attività, e mette in contatto artisti emergenti con altri molto conosciuti attraverso le esperienze dei workshop.
Propongono anche un blog, molto utile per opportunità e consigli in generale. Il post 10 Golden Rules for excellent photobook design da solo vale la visita.

Alfredo Cramerotti

www.1000wordsmag.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #6

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Alfredo Cramerotti è un critico, curatore e artista di base nel Regno Unito. Il suo lavoro esplora la relazione tra realtà e rappresentazione attraverso una serie di media e collaborazioni tra le quali TV e radio, pubblicazioni, internet, festival mediatici, fotografia, critica e cura di progetti artistici. Nel 2011 Cramerotti è stato nominato Direttore del Mostyn, la principale galleria pubblica d’arte contemporanea del Galles. In passato è stato Co-Curatore di Manifesta 8, la biennale europea di arte contemporanea (2009-10) e Curatore Senior al QUAD di Derby (2008-11). Al di fuori dei suoi impegni istituzionali, Cramerotti e’ Candidato Ph.D. presso il Centro Europeo per la Ricerca in Fotografia, University of Wales, Newport, Co-Direttore dell’agenzia curatoriale itinerante AGM Culture, e Co-Curatore di CPS Chamber of Public Secrets, unita’ di produzione artistica e mediatica. E’ Visiting Lecturer in varie università europee tra le quail NTU Nottingham Trent University, University of Westminster e DAI Dutch Arts Institute, e Curatore della collana Critical Photography per Intellect Books. Sue pubblicazioni recenti comprendono i libri Aesthetic Journalism: How to Inform without Informing (2009) e Unmapping the City: Perspectives of Flatness (2010).