Capitali coraggiose, I

Prima parte della nostra inchiesta sulle città italiane candidate per il 2019, quando l’Italia avrà il suo slot, a Capitale Europea della Cultura. Quali sono, quante sono e come si stanno muovendo ve lo facciamo raccontare da chi è alle redini dei vari progetti. Partiamo con Siena e con sette domande a Pier Luigi Sacco, direttore della candidatura.

Siena

Perché dovrebbe vincere la vostra città?
Il vero scopo di una Capitale Europea della Cultura è affrontare da un lato dei contesti territoriali dove esistono vere criticità, dall’altro quello di dare garanzie di sostenibilità ed eseguibilità. Siena è, purtroppo, una città che risponde piuttosto bene a questo identikit, dal momento che nell’ultimo periodo sta affrontando una transizione difficile in termini economici, che coinvolge la pubblica amministrazione, la banca e l’università. È altresì una città che ha individuato nella crisi un’opportunità di innovazione a livello radicale. L’obiettivo è dunque quello di uno sviluppo su base culturale, che preveda la partecipazione dei cittadini e che rilanci il tema dell’attrazione degli investimenti esterni con la credibilità e la solidità. Inoltre, stiamo sviluppando forti legami a livello europeo: la dimensione europea è infatti una delle conditio sine qua non per l’eleggibilità del progetto, ed è su queste premesse che stiamo lavorando.

Come state lavorando per raggiungere i vostri obiettivi?
Innanzitutto, rilanciare il sistema produttivo locale sui temi dell’economia creativa. Vogliamo inoltre lavorare sulle tematiche su cui sta puntando il territorio, ad esempio l’economia verde. Siena sarà, infatti, la prima provincia europea carbon free entro il 2015. Ma daremo attenzione anche all’enogastronomia, alla salute, ai temi dell’inclusione sociale. Un esempio pratico è il Santa Maria della Scala, che è stato l’ospedale della città ed è oggi  il principale polo museale, e che rappresenta quindi un luogo emblematico se parliamo di cultura come strumento di welfare.

Installazione di Cildo Meireles a Siena

L’arte contemporanea, come entra in tutto questo?
Daremo grande importanza all’arte pubblica e ai temi della partecipazione. Ci interessano le esperienze avanzate in questo ambito ed abbiamo la volontà di creare dei focus su processi artistici che coinvolgano le persone, istituendo delle modalità relazionali.

I modelli internazionali, tra le recenti “capitali”, che vi hanno ispirato.
Senz’altro stiamo guardando alle esperienze trascorse: abbiamo infatti coinvolto un comitato internazionale di tecnici e specialisti provenienti dalle candidature precedenti. Ci sono, infatti, figure importanti che hanno lavorato sulle candidature di Lille 2004 o di Ruhr 2010, ad esempio, ma anche di Mons 2015.

Le eccellenze del territorio che desiderate valorizzare?
Questo è un territorio che presenta istituzioni culturali di primissimo ordine. Basti pensare all’Accademia Chigiana, a Siena Jazz, alla Pinacoteca o al già citato Santa Maria della Scala. Credo che questa scena culturale, creativa e produttiva, abbia tutte le carte per confrontarsi con un contesto internazionale. La nostra squadra è composta da persone che hanno vari profili. Non ci sono solo senesi, ovviamente, ma anche professionalità provenienti da territori differenti. Naturalmente ci stiamo guardando intorno per implementare le nostre potenzialità, con l’intento di attrarre talenti e competenze da tutta Italia.

Pierluigi Sacco – photo Pierpaolo Poli Cappelli

Il confronto con il privato come avviene?
Non chiederemo loro di fare semplicemente da “sponsor”, ma di lavorare su percorsi specifici inerenti la produzione culturale e creativa. I temi che stiamo trattando si sposano perfettamente con i settori della produzione del territorio. Parliamo di settori quali l’interaction design, il biomedicale, l’impresa sociale di terzo settore e così via.

Qualche anticipazione sulle azioni che svilupperete nel prossimo futuro.
Innanzitutto ci interessa il progressivo coinvolgimento diretto della popolazione: quindi in questa prima fase pianificheremo una strategia per favorire la partecipazione, creando in città, nell’opinione pubblica, una percezione più chiara su quanto si sta facendo.

 

Tony Cragg a Siena

dati tecnici
investimento: in fase di budgeting
comitato scientifico / team: il team è composto da unità operativa, un comitato dei promotori, comitati locali, comitato internazionale, comitato scientifico
aree di interesse: impresa culturale e creativa, arte pubblica, processi di partecipazione, reti europee e internazionali, patrimonio storico-artistico e tecnologie digitali, musica, letteratura, arti performative

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #7

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.
  • Marco^

    Non esagerate coi dati tecnici, mi raccomando.

  • Per ora sono questi, il 2019 – in Italia – è visto come un tempo lontanissimo… Se pensi che nei musei a cui va bene si fanno programmazioni annuali…