Torino. Un’estate all’ex Manifattura Tabacchi

La fabbrica dismessa di zona Regio Parco a Torino si trasforma per due mesi in un polo culturale in cui vedere mostre, assistere a proiezioni di film, concerti, spettacoli, letture. Realizzato coinvolgendo le realtà che operano sul territorio. Come Il Piccolo Cinema dei gemelli De Serio.

La ex Manifattura Tabacchi di Torino

Diversamente da quanto si pensa generalmente, la prima fabbrica di Torino non è stata la Fiat ma la Manifattura Tabacchi di corso Regio Parco 142. Costruita tra il 1758 e il 1768 su progetto dell’architetto Benedetto Ferrogio e successivamente ingrandita nell’Ottocento, si è occupata via via di tutte le lavorazioni del tabacco fino al confezionamento manuale dei sigari da parte delle cosiddette “sigaraie”, diventate così la figura professionale dominante nello stabilimento.
Perché riesumare ora questa vecchia storia di un’attività produttiva ormai conclusasi nel 1996? Perché per due mesi, a partire da domani 8 giugno e fino al 22 luglio, l’ex Manifattura Tabacchi, collocata nella zona nord di Torino, sarà sede di due mostre e di un programma culturale che fonde arte, musica, teatro.
Della sua genesi ci ha parlato Lorena Tadorni, curatrice, insieme a Karin Gavassa, del progetto Un’estate di mostre, cinema, musica, teatro, incontri, organizzato dall’Associazione Culturale Ladiesbela, con il contributo della Regione Piemonte e la collaborazione della Circoscrizione VI: “L’origine del progetto nasce prevedendo una nuova e temporanea destinazione d’uso di un luogo che è un tassello fondamentale nella storia del quartiere.” Già all’epoca con una vocazione all’intrattenimento post-lavorativo, da quanto si deduce leggendo la testimonianza di una sigaraia: “Esisteva anche un dopolavoro, il quale era un formidabile punto di aggregazione, non solo per i dipendenti. Bisogna infatti tenere presente che qualche decina di anni fa, il Regio Parco era un borgo nettamente separato dalla città e che la maggioranza dei dipendenti era residente nel borgo o comunque nelle sue immediate vicinanze, quindi dopo una giornata di lavoro ci si ritrovava spesso, per divertirci e per trascorrere insieme il tempo libero. Gli impianti del dopolavoro consistevano in uno chalet, che fungeva da bar e luogo di riunione, da campi da bocce, e anche da un campo da tennis”.

Hasan Elahi - The Orwell Project

Un luogo di grande fascino, questa ex Manifattura Tabacchi, un complesso che si rifà alle reali manifatture francesi nello stile e composizione architettonica, e che sarebbe il contenitore ideale per un polo culturale di più ampio respiro e non a scadenza immediata, come ribadisce Lorena Tadorni: “Attualmente, la Manifattura è in concessione all’Università degli Studi di Torino e una parte di essa ospita, nei mesi che vanno da agosto a ottobre, le immatricolazioni universitarie. Per il momento, non è ancora definito l’utilizzo che ne verrà fatto in futuro e questo evento è da considerarsi temporaneo, ma in grado di offrire anche solo per due mesi una proposta culturale al territorio, insieme all’apertura di alcuni spazi della fabbrica normalmente chiusi al pubblico.”
Dunque, ogni venerdì di giugno e luglio si potrà assistere gratuitamente a un evento sempre diverso. A cominciare dalle due mostre: la personale di Hasan Elahi The Orwell Project (visibile fino al 1° luglio), a cura di Karin Gavassa, in cui l’artista del Bangladesh, che da anni vive negli Stati Uniti, presenta il suo innovativo progetto multimediale che lo ha reso perennemente tracciabile dopo un’accusa infondata di terrorismo, in seguito agli attacchi dell’11 settembre 2001. E la collettiva Terre Gaste, in cui cinque fotografi (Federico Botta, Fabrizio Esposito, Rosalia Filippetti, Gianni Fioccardi, Giulio Lapone) ritraggono le sponde del torrente Stura di Torino, immerse fra orti urbani, baracche di lamiera e cartone e storie di uomini e vita.

Olimpia Melinte, protagonista di Sette opere di misericordia dei De Serio

Per quanto riguarda gli altri eventi in calendario (un concerto di musica rap, spettacoli teatrali e presentazioni di libri) c’è una collaborazione con le realtà del territorio, quando non dello stesso quartiere. Per esempio, Il Piccolo Cinema. Società di Mutuo Soccorso Cinematografico dei gemelli De Serio, nato recentemente in zona Barriera di Milano per offrire un luogo di discussione e confronto sul linguaggio cinematografico, avrà a disposizione tre sere, grazie alla collaborazione di Cooperativa Solaria e Circoscrizione VI, per proiettare tre film alle ore 21: Sette opere di misericordia di Gianluca e Massimiliano De Serio (22 giugno); Magnifica presenza di Ferzan Ozpetek (13 luglio); Romanzo di una strage di Marco Tullio Giordana (20 luglio).

 

Claudia Giraud

Info: [email protected]

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).
  • giogiò

    che noia i de serio.

  • Francesco

    Ricordo il piano interrato della GAM totalmente appaltato ai De Serio con la proiezione di una serie di provini realizzati per il loro film e astutamente spacciati come performances…

  • Roberto

    Ho letto su Torino sette che era aperto tutte le sere sino al 22 luglio, invece questa sera era tutto chiuso e non c’era nessuno; ci vuole piu accuratezza sui giornali, perché la gente no ha voglia di perdere tempo.
    Saluti.

    • Appunto. Su Torino Sette. Qui abbiamo specificato che “ogni venerdì di giugno e luglio si potrà assistere gratuitamente a un evento sempre diverso”. Mentre a questo link ci sono gli orari delle mostre “visitabili dal venerdì alla domenica dalle ore 16 alle ore 19”. http://www.artribune.com/dettaglio/?type=event&id=12450
      Saluti