Quando lo spettacolo è un Omissis

Danza, performance, video. In una cittadina del Friuli, in cui si cerca di ridare un senso ai luoghi dismessi grazie a spettacoli sperimentali. Sono le Novae Experientiae di Omissis, a Gradisca d’Isonzo, che tengono banco questo fine settimana. Ne abbiamo parlato con il direttore del festival, Alessandro Romano.

Vest And Page - Terra Nova

Omissis è un festival di spettacolo contemporaneo che mette insieme danza, performance e video. Ci racconti come da quali esigenze è nato?
Il festival nasce nel 2005 con la volontà di proporre eventi performativi e spettacolo dal vivo, assenti sul territorio regionale e forse nazionale, perché i linguaggi che proponiamo noi vengono tralasciati, omessi dai circuiti ufficiali del teatro e della danza in Italia. Non è quindi solo un fatto di linguaggi (video, danza, performance, interazione con il pubblico, multimedialità), ma anche di contenuti: i testi, il materiale con cui lavorano artisti e compagnie sono scomodi, e faticano a trovare spazio nelle rassegne dello spettacolo contemporaneo.

Il progetto?
Il concept varia di edizione in edizione, in base ai contenuti e ai linguaggi, ma anche perché questi lavori possono trovare una collocazione specifica nei diversi luoghi di spettacolo che offre Gradisca d’Isonzo. Ci capita così di scegliere luoghi che abitualmente hanno altre funzioni, altri usi, o vivono in uno stato di semi abbandono, e talvolta la discriminante è proprio lo spazio scenico. Ad esempio il Torrione San Giorgio o il Lapidario Civico sono due luoghi storici della città ai più sconosciuti che, grazie a Omissis, riprendono vita durante i giorni del festival. L’unico limite sono i contributi economici, che ci costringono a condensare le proposte artistiche in tre giorni di eventi e a rinunciare a produzioni troppo esigenti da un punto di vista tecnico e organizzativo.

United C

E gli artisti che vengono in questo angolo remoto del Friuli?
Curiamo molto il rapporto con le compagnie e gli artisti: per noi è fondamentale trovare una sintonia d’intenti anche in fase progettuale tra noi e gli artisti che contattiamo o scopriamo. È importante sviluppare un clima di sintonia tra artisti, organizzatori e anche con il pubblico. Il valore aggiunto di Omissis è proprio questo e lo testimoniano le compagnie che, nelle ultime edizioni, chiedono di tornare. Scoprendo quello che gli altri omettono abbiamo ospitato così, tra i primi, realtà emergenti che hanno poi ricevuto consensi a livello nazionale e internazionale, come Ricci/forte, SukaOff o Jan Machacek…

Il festival produce anche direttamente degli eventi? Quali sono i principali eventi e le anteprime?
Quest’anno il festival produce due performance: Labor, un esperimento di rinnovamento del teatro sociale, che ha come tema principale il lavoro, curata e interpretata da Giulio Morgan e dal musicista Giorgio Pacorig, e Terra Nova, una performance ispirata alla ricerca che gli artisti Andrea Pagnes e Verena Stenke hanno condotto in alcune basi scientifiche in Antartide.

Bloom! - City

Quali sono i temi delle Novae Experientiae cui fa riferimento l’edizione 2021?
In generale più che i temi sono le modalità espressive a ricondurci a nuove esperienze. L’idea è coinvolgere il pubblico in modo diretto, perché viva esperienze emotive, visive, fisiche, sonore, sensitive. Ad esempio in When we meet again (nove minuti per uno spettatore alla volta) il cervello viene ingannato dall’illusione di essere in un altro corpo. E poi la danza fresca e ironica proposta dal collettivo BLOOM! e quella fascinosa e conturbante del gruppo olandese United-C.

Daniele Capra

Gradisca d’Isonzo // dal 28 al 30 giugno 2012
Omissis. Novae Experientiae
diretto da Alessandro Romano.
347 3854061 // 340 2517621
[email protected]
www.mattatoioscenico.com

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Daniele Capra (1976) è giornalista, curatore indipendente ma militante. Tra le mostre curate la personale di Matteo Fato alla Fondazione Dena di Parigi, Contractions presso Dolomiti Contemporanee, Fisiologia del Paesaggio per i Musei di Zoologia e Anatomia Comparata dell’Università di Bologna, Let’s Go Outside per il Comune di Milano, Drawing a Video al Museo Janco Dada di Haifa e la IV edizione del festival Tina-B di Praga. È stato curatore del Premio Emergente Europeo Trieste Contemporanea nel 2008 e nel 2009, giurato all’International Onufri Prize di Tirana. Scrive per Artribune, per Nordest Europa e per i quotidiani veneti del Gruppo Espresso. È membro del comitato scientifico del festival culturale Comodamente. Vive un po’ troppo di corsa, con molti libri ancora da leggere ed il portatile sempre acceso.