Green Winners. Alla 15esima edizione di CinemAmbiente

Dal 31 maggio al 5 giugno si sono alternati documentari, lungo, medio e cortometraggi all’insegna del pensiero ecologico diffuso. Dallo scioglimento dei ghiacci al riscaldamento globale, dalla deforestazione allo sfruttamento animale negli allevamenti intensivi, il festival CinemAmbiente si è chiuso con l’assegnazione dei premi e riconoscimenti. Rigorosamente verdi seppur tintinnanti. E c’è ancora tempo fino al 13 giugno per le repliche.

Greenland ice sheet - Birthday Canyon

Capofila del network internazionale che riunisce ben nove tra i principali festival a tematica ambientale, CinemAmbiente è giunto alla sua 15esima edizione. Quest’anno la novità è stata l’introduzione del biglietto a pagamento, aspetto che contrariamente alle previsioni non ha determinato una grande flessione degli ingressi. 15mila sono infatti gli spettatori contati in pochi giorni di proiezioni, a riconferma del crescente interesse verso temi legati all’ecologia e all’ambiente e soprattutto del posizionamento del Festival stesso in città – “e non solo”, come dichiarato dal direttore Gaetano Capizzi.
La giuria del Concorso Internazionale Documentari, composta da Yann Arthus-Bertrand, Luca Argentero, Neri Marcorè, Kathleen Mullen, Andrew Nisker, ha dichiarato miglior documentario The Big Fix di Josh e Rebecca Tickell. Premio di 5.000 euro offerto da Asja al film che contribuisce a tenere in vita il dibattito sul disastro ambientale, tutt’altro che risolto, causato dalla fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, rimarcando la corruzione tra il potere politico e dirigenziale volto a rassicurare la popolazione con dichiarazioni false a discapito della salute delle persone.

Mathieu Roy e Harold Crooks - Surviving progress

La Consulta Provinciale degli Studenti di Torino ha invece assegnato il premio a Chasing Ice, del regista americano Jeff Orlowski, reportage sulla tragedia del riscaldamento globale attraverso le imprese, in condizioni estreme e avverse della natura, di veri e propri militanti verdi per la documentazione della triste sparizione dei ghiacciai. La Menzione Speciale Green Cross va al canadese Surving Progress di Mathieu Roy e Harold Crooks. Si tratta di un autentico racconto antropologico sull’evoluzione e la caduta di alcune civiltà, dai Maya all’Impero romano, nell’inseguimento del progresso. Il film diviene così specchio della contemporaneità, poiché l’analisi storica condotta dai due registi può riflettersi sull’odierno collasso industriale.
La giuria del Concorso Documentari Italiani ha assegnato il premio per il miglior documentario nazionale a Piccola Terra di Michele Trentini, film che vede incrociati i destini di personaggi molto diversi tra loro, per estrazione sociale e provenienza geografica, nell’impegno di dar vita a un nuovo paesaggio in stato di abbandono.
La menzione speciale Legambiente va a The Well – Voci d’acqua dall’Etiopia di Paolo Barberi e Riccardo Russo, film che riflette sull’inestimabile valore di quello che è considerato “oro blu”, sottolineando i concetti di sacralità e democraticità rispetto all’acqua a partire da un’area dell’Etiopia dove la gestione di un pozzo, unica fonte di sopravvivenza umana e animale, avviene in maniera socialmente paritaria, quasi sacrale.

Salvo Manzone - La Crociera delle bucce di banana

Per la Sezione internazionale mediometraggi, miglior film è Entrée du personnel di Manuela Frésil sulla condizione emotiva e psicologica dei lavoratori impiegati nei mattatoi. La ripetizione di gesti come il tagliare, svuotare e trasportare, in nome di un’ossessiva produttività, trasforma infatti l’uomo stesso in macchina. Menzione speciale WWF, invece, a Sobre Rueda: el sueno del automovil di Óscar Clemente, pellicola sul paradosso della civiltà dell’automobile raccontata con uno stile originale e ironico, dove il sogno dell’auto diventa contemporaneamente l’incubo dell’auto-immobile in metropoli sempre più grandi, caotiche e inquinate. Un premio speciale, infine, quello sostenuto da Leroy Merlin La casa di domani, va a La crociera delle bucce di banana di Salvo Manzone, dove il problema rifiuti – seguendo pratiche che partono dall’impegno personale – può in un certo senso diventare più sostenibile a livello globale.
Ma CinemAmbiente non è solo festival, perché – oltre alle repliche nei prossimi giorni – alcuni film saranno resi disponibili in streaming per 30 giorni; vi è poi CinemAmbiente TV per l’educazione ambientale all’interno delle scuole e, infine, CinemAmbiente Tour, distribuzione dei film presentati durante il festival in giro per l’Italia. Quando il Green dura tutto l’anno.

Claudio Cravero

www.cinemambiente.it
www.tour.cinemambiente.it

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Claudio Cravero
Claudio Cravero (1977, Torino). Curatore indipendente, la sua ricerca è rivolta a tematiche inerenti i concetti di alterità, confine e memoria. Svolge attività curatoriale presso il PAV-Centro Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino (www.parcoartevivente.it). Nell’ambito dell’Art program diretto da Piero Gilardi, la sua ricerca indaga le problematiche artistiche proprie dell’arte del vivente e dell’evoluzione dell’arte ambientale. Ha condotto ricerche per il dipartimento di Visual Arts dell’Istituto di Cultura Italiana di New York, USA (2004), il Castello di Rivoli-Museo d’Arte Contemporanea (istituzione con la quale ha collaborato fino al 2006 nelle Relazione esterne), e la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino nell’ambito del progetto di mediazione culturale coordinato da Emanuela De Cecco (2002/03). Oltre ad aver seguito l’attività redazionale per il progetto “Arte Pubblica e Monumenti” di OfficinaCittàTorino, 2007/08, è collaboratore di Artribune.